Italia
Il tribunale accusa la madre di Nicolina
di Donatella Francesconi
Secondo il giudice di Bari ha disatteso quanto disposto dai servizi sociali tornando a Viareggio. I legali danno battaglia
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VIAREGGIO. Il dito puntato contro Donatella Rago, madre di Nicolina Pacini, uccisa appena quindicenne dall’ex compagno della donna, questa volta non è quello del “popolo” del Web che il peggio di sè ha dato nei giorni della tragedia. Ma quello del presidente del Tribunale dei minori di Bari, Riccardo Greco. Il quale replica alle contestazioni dei legali della famiglia della adolescente che, nelle ultime settimane, hanno denunciato senza mezzi termini il rimpallo di responsabilità nel cui tritatutto sono precipitati i figli di Donatella e lei stessa. Fino alla tragedia.
«I bambini - ha spiegato ieri Greco all’agenzia di informazione Ansa - erano stati affidati ai servizi sociali di Ischitella (Foggia, ndr)) e collocati presso i nonni con la madre. L'unica ad aver violato il provvedimento del Tribunale per i minorenni di Firenze è proprio la mamma, che li ha lasciati ed è andata via», tornando a Viareggio dove si trovava quando la figlia è stata uccisa. E dove vive il padre dei bambini, Enzo Pacini.
Donatella Rago arriva a Viareggio un mese prima che la tragedia si consumi ad Ischitella, dove viveva anche l’ex compagno della donna, il quale - dopo aver sparato in faccia alla ragazzina - si è tolto la vita. La donna cercava di ricominciare e aveva trovato un lavoro, il pensiero sempre rivolto ai figli che avrebbe voluto con sè, una volta sistematasi. Ma la storia di questa famiglia parte da lontano, come ricorda lo stesso presidente del Tribunale dei minori di Bari: «Nel 2010 era stato il Tribunale di Bari ad occuparsi di Nicolina e di suo fratello, disponendo il collocamento in comunità a Viareggio, dove i bambini si erano trasferiti con la madre. Il 18 aprile 2012 il Tribunale per i minorenni di Bari si era dichiarato incompetente per territorio "sul presupposto - si legge nel successivo provvedimento della magistratura minorile di Firenze - che i minori fossero collocati presso la comunità di Viareggio”».
E qui la voce dello studio legale di Gelsomina Cimino si fa sentire forte e chiara: «L'ultimo provvedimento emesso dal Tribunale per i minorenni di Firenze, nell'ottobre 2013, consacra la responsabilità dei servizi sociali e dei Tribunali. Nicolina doveva essere protetta e quella mattina non doveva trovarsi là dove ha incontrato l'assassino, già denunciato e già conosciuto per i suoi gesti estremi». Denunciato, tra l’altro, per due volte ai carabinieri di Viareggio, sia da Donatella che dal marito. Carabinieri che, ricordano i legali della famiglia della ragazza, avevano «prontamente avvisato» i colleghi competenti in Puglia.
Ma non è bastato a salvare la vita a Nicolina e a non far precipitare i suoi genitori ed il suo fratellino dodicenne nella disperazione. Così come non è bastato il provvedimento che nel 2012 - ricordano i legali - era stato adottato dal pm della Procura per i minori di Bari: i bambini Pacini avrebbero dovuto essere ospitati in una casa-famiglia. Un provvedimento rimasto lettera morta, sottolineano i legali. Per i giudici minorili di Bari i bambini erano a Viareggio e, dunque, la competenza era di Firenze. Mentre Donatella Rago, nel 2011, era già tornata in Puglia. E dunque, Firenze, archiviò. Il risultato della montagna di carte che ha avvolto negli anni la vita di questa famiglia è una quindicenne in una bara bianca.
«I bambini - ha spiegato ieri Greco all’agenzia di informazione Ansa - erano stati affidati ai servizi sociali di Ischitella (Foggia, ndr)) e collocati presso i nonni con la madre. L'unica ad aver violato il provvedimento del Tribunale per i minorenni di Firenze è proprio la mamma, che li ha lasciati ed è andata via», tornando a Viareggio dove si trovava quando la figlia è stata uccisa. E dove vive il padre dei bambini, Enzo Pacini.
Donatella Rago arriva a Viareggio un mese prima che la tragedia si consumi ad Ischitella, dove viveva anche l’ex compagno della donna, il quale - dopo aver sparato in faccia alla ragazzina - si è tolto la vita. La donna cercava di ricominciare e aveva trovato un lavoro, il pensiero sempre rivolto ai figli che avrebbe voluto con sè, una volta sistematasi. Ma la storia di questa famiglia parte da lontano, come ricorda lo stesso presidente del Tribunale dei minori di Bari: «Nel 2010 era stato il Tribunale di Bari ad occuparsi di Nicolina e di suo fratello, disponendo il collocamento in comunità a Viareggio, dove i bambini si erano trasferiti con la madre. Il 18 aprile 2012 il Tribunale per i minorenni di Bari si era dichiarato incompetente per territorio "sul presupposto - si legge nel successivo provvedimento della magistratura minorile di Firenze - che i minori fossero collocati presso la comunità di Viareggio”».
E qui la voce dello studio legale di Gelsomina Cimino si fa sentire forte e chiara: «L'ultimo provvedimento emesso dal Tribunale per i minorenni di Firenze, nell'ottobre 2013, consacra la responsabilità dei servizi sociali e dei Tribunali. Nicolina doveva essere protetta e quella mattina non doveva trovarsi là dove ha incontrato l'assassino, già denunciato e già conosciuto per i suoi gesti estremi». Denunciato, tra l’altro, per due volte ai carabinieri di Viareggio, sia da Donatella che dal marito. Carabinieri che, ricordano i legali della famiglia della ragazza, avevano «prontamente avvisato» i colleghi competenti in Puglia.
Ma non è bastato a salvare la vita a Nicolina e a non far precipitare i suoi genitori ed il suo fratellino dodicenne nella disperazione. Così come non è bastato il provvedimento che nel 2012 - ricordano i legali - era stato adottato dal pm della Procura per i minori di Bari: i bambini Pacini avrebbero dovuto essere ospitati in una casa-famiglia. Un provvedimento rimasto lettera morta, sottolineano i legali. Per i giudici minorili di Bari i bambini erano a Viareggio e, dunque, la competenza era di Firenze. Mentre Donatella Rago, nel 2011, era già tornata in Puglia. E dunque, Firenze, archiviò. Il risultato della montagna di carte che ha avvolto negli anni la vita di questa famiglia è una quindicenne in una bara bianca.
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