Il Tirreno

Versilia

Versilia sempre più al top per i ristoranti

di Irene Arquint
Versilia sempre più al top per i ristoranti

Da Lorenzo al pizzaiolo della Kambusa: riconoscimenti à gogo

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VIAREGGIO. Non c’è solo il premio alla carriera per Romano di Viareggio. La guida dell’Espresso regala alla Versilia un altro riconoscimento. È il premio per il pizzaiolo emergente che arride a Gennaro Battiloro, il talentuoso ragazzo che sta dietro il forno alla Kambusa di Massarosa. La conferma, se ce ne fosse, che la Versilia è terra di grandi pizzerie, anche se lo stesso Espresso trascura Massimo Giovannini dell’Apogeo, lo scorso anno in guida e quest’anno invece cancellato. Per Gennaro un doppio successo, di critica e di pubblico. Prima dell’Espresso era stato infatti premiato dalla guida delle pizzerie del Gambero Rosso. Ed è anche il re del pubblico che ama la sua napoletana, proposta a prezzi onestissimi.

Ma veniamo ai ristoranti. Intanto la guida ci conferma la chiusura del Lunasia. Luca Landi si prende un anno sabbatico in attesa che i lavori all’hotel Plaza, che al roof garden ospita il ristorante, siano completati. Si parla di Carnevale 2019. A parte questa momentanea perdita, i voti sulla guida 2018 sono un po’ ovunque in crescita. Partiamo da Forte dei Marmi. Qui Lorenzo vede sparire i tre capelli (i voti vanno da uno a 5 cappelli) per vedersi assegnato il Cappello d’Oro, novità di questa edizione numero quaranta che segnala i classici della cucina italiana. I tre cappelli, al vertice della Versilia, li conquista il Lux Lucis, il ristorante dell’hotel Principe di Forte dei Marmi. Lo chef Valentino Cassanelli sta letteralmente spopolando e la ristrutturazione profonda della cucina lo ha messo ulteriormente a suo agio. La Magnolia del Byron - chef Cristoforo Trapani - resta attestata sui due cappelli, mentre conquista il suo primo copricapo il Bistrot. Secondo la scheda dell’Espresso il locale da modaiolo si sta trasformando in un grande ristorante, grazie anche alla mano di Nicola Gronchi, lo chef carrarino arrivato lo scorso anno. Citato come piatto simbolo l’ormai famoso spaghetto aglio, olio e battuto di gamberi, di rarissimo equilibrio.

Perde un cappello il ristorante del bagno Orsa Maggiore, sempre a Forte, mentre ne conquista uno il Pozzo di Bugia a Querceta. Un bel riconoscimento per Gaio Giannelli che proprio stasera ospiterà la cena ufficiale dell’Accademia della Cucina Italiana. Un cappello lo mantiene il Franco Mare a Marina di Pietrasanta, mentre il nuovo Filippo di Pietrasanta se lo vede assegnare nella categoria new entry, segnale che l’Espresso ha apprezzato la svolta data da Filippo di Bartola al locale aperto in via Barsanti a pochi passi dalla vecchia osteria che portava il suo nome. A Pietrasanta segnalata come “enotavola” l’Enoteca Marcucci. Camaiore, un tempo regno di grandi locali ha oggi solo il Merlo di Lido. Anche ad Angelo Torcigliani il riconoscimento del cappello.

E Viareggio? L’unica vera novità è l’Acquasalata di Davide Cupisti. Finalmente un riconoscimento al lavoro svolto da tutta la famiglia, a partire dalla mamma che ha ripreso in mano le redini della cucina. In città mantengono i due cappelli sia il Piccolo Principe dove regna Giuseppe Mancino sia Romano, che però quest’anno ottiene il premio alla carriera.

Altri locali, sparsi per la Versilia ottengono la brevissima segnalazione. Come il Circo di Libero Musetti a Pietrasanta, come la Buca del Tasso a Capezzano Monte. Ma anche l’Arcano del Mare di Riccardo Santini, per il quale – a livello di critica gastronomica – finalmente si segnala il grande ritorno. A Viareggio trovate due grandi della ristorazione locale: Massimo Barsotti con il suo Buonamico e Amelio Fantoni con il Buonumore nella pineta di Ponente, ma anche la cucina moderna di Fubi’s.

Tre brevi segnalazioni per i nostri cervelli in fuga. Andrea Mattei, chef pietrasantino, conquista i tre cappelli al Meo Modo, brutto nome per un grande ristorante a Chiusdino (Siena). Il viareggino Cristiano Tomei vede confermati i due tocchi all’Imbuto a Lucca, e poco fuori città anche un altro versiliese – Andrea Maggi al Pesce Briaco – conserva il cappello conquistato lo scorso anno insieme allo chef (anche lui versiliese)Maurizio Marsili. Bilancio finale? La ristorazione versiliese non è mai stata così bene.



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