Sicurezza
La Madonna del Cavatore torna sul monte Altissimo
Una copia dell’opera di Leone Tommasi ricollocata nella cava della Tacca Bianca per iniziativa della nipote dello scultore
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PIETRASANTA. Un ritorno al passato: suggestivo, coinvolgente, con una dote immensa di ricordi. Un ritorno al passato che ha accomunato, nei giorni scorsi, non solo la famiglia Tommasi, firmataria dell’iniziativa, ma tutta una comunità. Quella stessa comunità che si riconosce nei gesti semplici e nell’istinto primario di non dimenticare. Da qui la ricollocazione sulla cima del monte Altissimo, la più imponente delle vette delle Apuane che sovrasta tutta la Versilia, della Madonna del Cavatore. A innescare il tutto un’idea di Paola Tommasi, nipote di Leone Tommasi (lo scultore del bassorilievo raffigurante la Madonna del Cavatore), che ha voluto collocare una copia in resina dell’opera nell’originaria nicchia, all’altezza della Cava della Tacca Bianca, nella quale era stata posta nel 1946 prima di essere rimossa nel 1979, quando la stessa cava fu chiusa. L’opera originale di Tommasi ora si trova nel santuario della Polla, più in basso, in una località sicuramente più accessibile.
Una cerimonia che ha portato alle cave di bianco della ditta Henraux un centinaio tra appassionati di montagna, fedeli e soprattutto famiglie legate all’antico lavoro dell’escavazione del marmo. «Di prima mattina i più temerari – è il racconto della giornata – sono saliti fino alla Cava della Macchietta ripercorrendo la “Via degli Omini” che costeggia la ripida via della Lizza. I fuoristrada hanno fatto da navetta per accompagnare in questa stupenda giornata un’inaspettata folla di persone. Gli organizzatori, per l’occasione, hanno fatto arrivare in cava vettovaglie di ogni tipo. A incorniciare il momento la celebrazione della Santa Messa da parte di Don Ermes con un’omelia capace di toccare le corde più intime dei presenti di fronte a un panorama mozzafiato. Verso mezzogiorno è andato in scena l’ultimo strappo a piedi verso la Cava della Tacca Bianca, appunto percorrendo la vecchia via della Lizza con la benedizione della Madonna del Cavatore ricollocata e con tutta la famiglia Tommasi al completo a presenziare al momento. Tutti i presenti – è il sentimento comune manifestato dalla gente – hanno così lasciato la Tacca con il cuore gonfio di commozione. Una giornata che rimarrà nella storia di queste montagne».
Da oggi la Madonna del Cavatore torna ad allungare il suo sguardo sul mondo sottostante e su chi vive, da sempre, le asperità e le infinite dolcezze della montagna.
Luca Basile
Una cerimonia che ha portato alle cave di bianco della ditta Henraux un centinaio tra appassionati di montagna, fedeli e soprattutto famiglie legate all’antico lavoro dell’escavazione del marmo. «Di prima mattina i più temerari – è il racconto della giornata – sono saliti fino alla Cava della Macchietta ripercorrendo la “Via degli Omini” che costeggia la ripida via della Lizza. I fuoristrada hanno fatto da navetta per accompagnare in questa stupenda giornata un’inaspettata folla di persone. Gli organizzatori, per l’occasione, hanno fatto arrivare in cava vettovaglie di ogni tipo. A incorniciare il momento la celebrazione della Santa Messa da parte di Don Ermes con un’omelia capace di toccare le corde più intime dei presenti di fronte a un panorama mozzafiato. Verso mezzogiorno è andato in scena l’ultimo strappo a piedi verso la Cava della Tacca Bianca, appunto percorrendo la vecchia via della Lizza con la benedizione della Madonna del Cavatore ricollocata e con tutta la famiglia Tommasi al completo a presenziare al momento. Tutti i presenti – è il sentimento comune manifestato dalla gente – hanno così lasciato la Tacca con il cuore gonfio di commozione. Una giornata che rimarrà nella storia di queste montagne».
Da oggi la Madonna del Cavatore torna ad allungare il suo sguardo sul mondo sottostante e su chi vive, da sempre, le asperità e le infinite dolcezze della montagna.
Luca Basile
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