Sicurezza
Tre campioni lasciano l’ospedale Versilia
di Matteo Tuccini
Sono due ortopedici e un medico di pronto soccorso considerati tra i migliori L’Asl assicura: nessun problema, li sostituiremo nei tempi minimi previsti
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VIAREGGIO. Tre campioni lasciano l’ospedale Versilia. Medici considerati tra i migliori nel loro genere, che hanno fatto altre scelte: chi, come i due ortopedici, va a lavorare nel settore privato anche se in cliniche convenzionate con l’Asl. Il terzo, un medico di pronto soccorso, si trasferirà in un’altra struttura pubblica più vicina a casa.
Non è la prima volta che dei medici lasciano il “Versilia”. Ma a fare notizia sono i nomi. Che pesano, nell’economia di un ospedale dove pure gli ottimi professionisti sono molti. I tre in questione sono i dottori Giancarlo Lensi, Mario Della Monaca (entrambi ortopedici) e Matteo Virzì (medicina d’urgenza). Il primo è considerato uno dei massimi esperti di chirurgia della spalla e del ginocchio: nel suo caso l’ultimo giorno di lavoro è già deciso e sarà il 31 dicembre di quest’anno. Andrà a lavorare nel settore privato, seguendo così il percorso del collega Della Monaca. Anche lui ortopedico, una colonna del reparto sin dalla fondazione dell’ospedale Versilia. Un medico capace, con una professionalità a tutto campo, a partire dal lavoro svolto nelle protesi d’anca. E che già da qualche settimana ha preso servizio nella sanità privata.
Il terzo a dare l’addio nei prossimi giorni sarà il dottor Virzì. È uno dei medici più stimati del pronto soccorso del “Versilia”: una prima linea dove si è sempre sotto esame e dove il dottor Virzì si è fatto valere in ogni situazione. Prendendosi anche le sue responsabilità, vere o presunte che fossero, quando qualche paziente se la prendeva con il pronto soccorso perché riteneva di non essere stato curato né trattato in maniera adeguata. Il dottor Virzì resterà nella sanità pubblica, ma il suo destino è un ospedale in un’altra regione, verso Sud.
L’addio di questi tre professionisti desta qualche preoccupazione in ospedale. È un po’ come quando si cedono i giocatori più forti: è legittimo temere di non essere in grado di rimpiazzarli. Anche nella sanità come nel calcio i medici fanno dell’esperienza un fattore fondamentale nella loro professione: conoscere se stessi, la macchina e la specialistica in cui si lavora non è secondario. «Nessun problema – assicura l’Asl – i tre medici verranno sostituiti. Ovviamente nei tempi e nei modi previsti. In un caso si tratta di una mobilità, per cui il professionista non se ne andrà finché non verrà al suo posto un medico da un altro ospedale. Ci saranno, inoltre, i concorsi che individueranno le figure necessarie per sostituire i profili mancanti».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non è la prima volta che dei medici lasciano il “Versilia”. Ma a fare notizia sono i nomi. Che pesano, nell’economia di un ospedale dove pure gli ottimi professionisti sono molti. I tre in questione sono i dottori Giancarlo Lensi, Mario Della Monaca (entrambi ortopedici) e Matteo Virzì (medicina d’urgenza). Il primo è considerato uno dei massimi esperti di chirurgia della spalla e del ginocchio: nel suo caso l’ultimo giorno di lavoro è già deciso e sarà il 31 dicembre di quest’anno. Andrà a lavorare nel settore privato, seguendo così il percorso del collega Della Monaca. Anche lui ortopedico, una colonna del reparto sin dalla fondazione dell’ospedale Versilia. Un medico capace, con una professionalità a tutto campo, a partire dal lavoro svolto nelle protesi d’anca. E che già da qualche settimana ha preso servizio nella sanità privata.
Il terzo a dare l’addio nei prossimi giorni sarà il dottor Virzì. È uno dei medici più stimati del pronto soccorso del “Versilia”: una prima linea dove si è sempre sotto esame e dove il dottor Virzì si è fatto valere in ogni situazione. Prendendosi anche le sue responsabilità, vere o presunte che fossero, quando qualche paziente se la prendeva con il pronto soccorso perché riteneva di non essere stato curato né trattato in maniera adeguata. Il dottor Virzì resterà nella sanità pubblica, ma il suo destino è un ospedale in un’altra regione, verso Sud.
L’addio di questi tre professionisti desta qualche preoccupazione in ospedale. È un po’ come quando si cedono i giocatori più forti: è legittimo temere di non essere in grado di rimpiazzarli. Anche nella sanità come nel calcio i medici fanno dell’esperienza un fattore fondamentale nella loro professione: conoscere se stessi, la macchina e la specialistica in cui si lavora non è secondario. «Nessun problema – assicura l’Asl – i tre medici verranno sostituiti. Ovviamente nei tempi e nei modi previsti. In un caso si tratta di una mobilità, per cui il professionista non se ne andrà finché non verrà al suo posto un medico da un altro ospedale. Ci saranno, inoltre, i concorsi che individueranno le figure necessarie per sostituire i profili mancanti».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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