Attenzione
Andrea Agnelli cerca casa al Forte
di Matteo Tuccini
Il presidente della Juventus ha individuato una proprietà Guarda caso nella via che prende il nome dalla famiglia...
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FORTE. Certi amori non finiscono, canta Antonello Venditti, cantautore campione della romanità. Ci perdoni, perciò, se lo citiamo per raccontare una storia che ha a che fare con Torino e col bianconero. E che potrebbe presto raccontare un altro capitolo: il ritorno della famiglia Agnelli in pianta stabile, nel senso di proprietà, a Forte dei Marmi. Nello specifico parliamo di Andrea Agnelli, presidente della Juventus e ultimo rampollo a portare il cognome di famiglia.
Quello tra la Real casa torinese e Forte è un legame, una storia d’amore che ha fatto un giro immenso. Iniziato quando Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della Fiat, comprò l’ex Villa Costanza nel 1926. Diventò Villa Agnelli e fece da punto di riferimento per l’epopea della famiglia in Versilia. Oggi quella villa fa parte dell’hotel a cinque stelle Augustus Lido e accoglie ancora gli Agnelli e gli Elkann, ma come ospiti delle lussuose camere ricavate dalle stanze dove dormivano nonni e genitori. Ecco perché fa notizia anche soltanto l’interessamento di Andrea Agnelli a una proprietà da ristrutturare, fatta di un immobile con un ampio terreno circostante. Guarda caso in via Giovanni Agnelli. Una scelta che sembra tutto fuorché casuale. Fatto sta che la trattativa è ben avviata e potrebbe presto concludersi.
La notizia era troppo ghiotta perché rimanesse segreta: Forte, si sa, è un paese. E quando si è saputo che Andrea Agnelli, che da sempre passa le vacanze a Forte come il resto della famiglia, aveva deciso di comprare una villa in zona, le bocche hanno fatto fatica a rimanere cucite. Per la verità sembra che la ricerca sia partita già da qualche tempo: il presidente bianconero aveva pensato, in precedenza, di acquistare la villa di Ivan Ramiro Cordoba, ex difensore dell’Inter, a Vittoria Apuana. Non è detto che torni all’assalto qualora l’affare con la proprietà in via Agnelli non dovesse andare in porto. Insomma, una cosa è sicura: un Agnelli tornerà a passare le vacanze nella sua casa di villeggiatura a Forte dei Marmi. Non limitandosi più – si fa per dire – a transitare da ospite in hotel o in ville in affitto.
L’affare potrebbe rinverdire il fascino di un’epoca che sembra lontanissima. E lo è, in effetti. Tra gli anni Trenta e la fine degli anni Sessanta del secolo scorso la neorinascimentale Villa Agnelli fu il simbolo della Forte da jet-set. L’estate iniziava solo quando arrivavano loro, qualche giorno dopo giardinieri e babysitter. La famiglia si spostava dalla villa nella vicina spiaggia, oggi stabilimento balneare Bambaissa, con un tunnel sotto la strada litoranea che esiste ancora. E che era ed è simbolo di esclusività e della voglia di non farsi vedere dal popolo, che impazziva di curiosità. Era un’Italia completamente diversa da quella di oggi: entusiasta e ricca. Era come se il boom economico avesse fatto uscire il Paese dal Medioevo e il sogno, ormai, era rappresentato dal consumismo. In primis le auto della Fiat che gli Agnelli producevano e vendevano grazie a una città-fabbrica, Torino. Nel 1969 gli Agnelli vendettero la villa e le chiacchiere si sprecarono: si diceva che fosse troppo piccola con le sue sole venti stanze e che le bollette del telefono non volesse pagarle nessuno.
Ora tocca agli eredi. A partire da Andrea Agnelli, molto amato dai tifosi della Juve che ne hanno fatto un simbolo della rinascita post-Calciopoli. Magari, a casa comprata, manderà un messaggio a Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter e fortemarmino d’adozione. I rapporti tra i due, infatti, sono buoni. A prescindere da una rivalità impossibile da sanare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quello tra la Real casa torinese e Forte è un legame, una storia d’amore che ha fatto un giro immenso. Iniziato quando Edoardo Agnelli, figlio del fondatore della Fiat, comprò l’ex Villa Costanza nel 1926. Diventò Villa Agnelli e fece da punto di riferimento per l’epopea della famiglia in Versilia. Oggi quella villa fa parte dell’hotel a cinque stelle Augustus Lido e accoglie ancora gli Agnelli e gli Elkann, ma come ospiti delle lussuose camere ricavate dalle stanze dove dormivano nonni e genitori. Ecco perché fa notizia anche soltanto l’interessamento di Andrea Agnelli a una proprietà da ristrutturare, fatta di un immobile con un ampio terreno circostante. Guarda caso in via Giovanni Agnelli. Una scelta che sembra tutto fuorché casuale. Fatto sta che la trattativa è ben avviata e potrebbe presto concludersi.
La notizia era troppo ghiotta perché rimanesse segreta: Forte, si sa, è un paese. E quando si è saputo che Andrea Agnelli, che da sempre passa le vacanze a Forte come il resto della famiglia, aveva deciso di comprare una villa in zona, le bocche hanno fatto fatica a rimanere cucite. Per la verità sembra che la ricerca sia partita già da qualche tempo: il presidente bianconero aveva pensato, in precedenza, di acquistare la villa di Ivan Ramiro Cordoba, ex difensore dell’Inter, a Vittoria Apuana. Non è detto che torni all’assalto qualora l’affare con la proprietà in via Agnelli non dovesse andare in porto. Insomma, una cosa è sicura: un Agnelli tornerà a passare le vacanze nella sua casa di villeggiatura a Forte dei Marmi. Non limitandosi più – si fa per dire – a transitare da ospite in hotel o in ville in affitto.
L’affare potrebbe rinverdire il fascino di un’epoca che sembra lontanissima. E lo è, in effetti. Tra gli anni Trenta e la fine degli anni Sessanta del secolo scorso la neorinascimentale Villa Agnelli fu il simbolo della Forte da jet-set. L’estate iniziava solo quando arrivavano loro, qualche giorno dopo giardinieri e babysitter. La famiglia si spostava dalla villa nella vicina spiaggia, oggi stabilimento balneare Bambaissa, con un tunnel sotto la strada litoranea che esiste ancora. E che era ed è simbolo di esclusività e della voglia di non farsi vedere dal popolo, che impazziva di curiosità. Era un’Italia completamente diversa da quella di oggi: entusiasta e ricca. Era come se il boom economico avesse fatto uscire il Paese dal Medioevo e il sogno, ormai, era rappresentato dal consumismo. In primis le auto della Fiat che gli Agnelli producevano e vendevano grazie a una città-fabbrica, Torino. Nel 1969 gli Agnelli vendettero la villa e le chiacchiere si sprecarono: si diceva che fosse troppo piccola con le sue sole venti stanze e che le bollette del telefono non volesse pagarle nessuno.
Ora tocca agli eredi. A partire da Andrea Agnelli, molto amato dai tifosi della Juve che ne hanno fatto un simbolo della rinascita post-Calciopoli. Magari, a casa comprata, manderà un messaggio a Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter e fortemarmino d’adozione. I rapporti tra i due, infatti, sono buoni. A prescindere da una rivalità impossibile da sanare.
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