Sicurezza
In piazza Dante 10 minuti da incubo
di Donatella Francesconi
Risse, urla, il tentativo di rubare una bicicletta davanti a tutti Intervento di Municipale e carabinieri all’ora di pranzo
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VIAREGGIO. Pochi minuti alla stazione, per un caffè, intorno all’ora di pranzo e si pensa di essere finiti in un film. All’angolo con via Mazzini, al semaforo, un gruppo di nordafricani si rincorre, si raggiunge e volano spintoni e cazzotti. Sotto gli occhi di tutti e in una zona frequentata anche da tanti ragazzini che tornano da scuola col treno o i bus.
È un attimo ed in mezzo allo slargo davanti alla stazione si materializza una pattuglia della polizia municipale: un uomo, anche lui straniero, grida in stato di visibile alterazione. Quando arrivano gli agenti è quasi sdraiato in terra. E sono scene abbastanza consuete in tutto il centro città.
La crisi sembra rientrata, quando - poco distante dall’ingresso del bar della stazione, lungo il marciapiede lato binari, è un gruppo di cittadini romeni - probabilmente Rom - ad attirare l’attenzione. Sono in tre: uno è seduto a terra e due, come mostrano le foto, si stanno accanendo sulla catena di una bella bicicletta trovata parcheggiata nella zona. È evidente che qualcuno rischia di non ritrovarla, al rientro dal lavoro, dalla scuola o dal viaggio.
La catena che chiude la due ruote non si apre, i due insistono nel tentativo di piegarla, aprirla. Non sembrano avere attrezzi in mano, ma non è detto che spuntino da un momento all’altro. La chiamata ai carabinieri è d’obbligo. E basta l’arrivo in tempo reale della pattuglia a far desistere il terzetto. Furti sventato, insomma, almeno per questa volta.
Piazza Dante, l’area della stazione, via Mazzini si confermano zone “calde” in città, che necessitano di un controllo costante e di una presenza delle forze di polizia che scoraggi i malintenzionati. Non sarà un caso se da anni i residenti chiedono un presidio fisso delle forze di polizia, a rotazione, ricevendo una costante risposta negativa dai Prefetti che si sono fin qui succeduti. Ma piazza Dante, con le sue risse continue, i furti, le donne molestate alla stazione, non è un film noioso: è la realtà quotidiana. Insostenibile.
È un attimo ed in mezzo allo slargo davanti alla stazione si materializza una pattuglia della polizia municipale: un uomo, anche lui straniero, grida in stato di visibile alterazione. Quando arrivano gli agenti è quasi sdraiato in terra. E sono scene abbastanza consuete in tutto il centro città.
La crisi sembra rientrata, quando - poco distante dall’ingresso del bar della stazione, lungo il marciapiede lato binari, è un gruppo di cittadini romeni - probabilmente Rom - ad attirare l’attenzione. Sono in tre: uno è seduto a terra e due, come mostrano le foto, si stanno accanendo sulla catena di una bella bicicletta trovata parcheggiata nella zona. È evidente che qualcuno rischia di non ritrovarla, al rientro dal lavoro, dalla scuola o dal viaggio.
La catena che chiude la due ruote non si apre, i due insistono nel tentativo di piegarla, aprirla. Non sembrano avere attrezzi in mano, ma non è detto che spuntino da un momento all’altro. La chiamata ai carabinieri è d’obbligo. E basta l’arrivo in tempo reale della pattuglia a far desistere il terzetto. Furti sventato, insomma, almeno per questa volta.
Piazza Dante, l’area della stazione, via Mazzini si confermano zone “calde” in città, che necessitano di un controllo costante e di una presenza delle forze di polizia che scoraggi i malintenzionati. Non sarà un caso se da anni i residenti chiedono un presidio fisso delle forze di polizia, a rotazione, ricevendo una costante risposta negativa dai Prefetti che si sono fin qui succeduti. Ma piazza Dante, con le sue risse continue, i furti, le donne molestate alla stazione, non è un film noioso: è la realtà quotidiana. Insostenibile.
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