Sicurezza
«Adesso studiamo il vuoto che c’è nello spazio»
Gli scienziati hanno teorizzato che il concetto che il nulla, il vuoto non esista: in base a dei modelli fisici questa teoria è stata dimostrata ma adesso partirà uno studio vero e proprio guidato da...
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Gli scienziati hanno teorizzato che il concetto che il nulla, il vuoto non esista: in base a dei modelli fisici questa teoria è stata dimostrata ma adesso partirà uno studio vero e proprio guidato da Enrico Calloni, professore dell’università di Napoli e viareggino doc, uno di coloro che hanno contribuito allo studio dell’ultimo Nobel per la fisica sulle onde gravitazionali.
«Sono il responsabile di un esperimento di fisica nucleare per la misura del peso del vuoto quantistico - spiega Calloni - nella meccanica quantistica il vuoto non è il nulla ma uno stato fisico. Quello che sembra vuoto in realtà è un pieno di particelle che appaiono e scompaiono come se fosse una specie di calderone. Si chiamano tecnicamente “fluttuazioni di vuoto”. Da cento anni a questa parte non è mai stato risolto il dubbio su queste fluttuazioni. Se ci fosse il vero vuoto il nostro universo sarebbe molto più piccolo di come si presenta adesso. È un problema teorico su cui non è mai stato condotto un esperimento».
Partirà Calloni insieme a un team internazionale: «L’unico esperimento è italiano e io sono il responsabile - dice - è una collaborazione tra le università di Napoli, Roma e Pisa. L’esperimento verrà condotto in una miniera abbandonata in Sardegna dove verrà riprodotto un ambiente in cui non c’è rumore sismico. Abbiamo avuto i primi finanziamenti, un milione e circa per risistemare la cava, e cominceremo tra un anno. La misurazione sarà piuttosto lunga e i primi di risultati si vedranno solamente tra quattro cinque anni».
«Sono il responsabile di un esperimento di fisica nucleare per la misura del peso del vuoto quantistico - spiega Calloni - nella meccanica quantistica il vuoto non è il nulla ma uno stato fisico. Quello che sembra vuoto in realtà è un pieno di particelle che appaiono e scompaiono come se fosse una specie di calderone. Si chiamano tecnicamente “fluttuazioni di vuoto”. Da cento anni a questa parte non è mai stato risolto il dubbio su queste fluttuazioni. Se ci fosse il vero vuoto il nostro universo sarebbe molto più piccolo di come si presenta adesso. È un problema teorico su cui non è mai stato condotto un esperimento».
Partirà Calloni insieme a un team internazionale: «L’unico esperimento è italiano e io sono il responsabile - dice - è una collaborazione tra le università di Napoli, Roma e Pisa. L’esperimento verrà condotto in una miniera abbandonata in Sardegna dove verrà riprodotto un ambiente in cui non c’è rumore sismico. Abbiamo avuto i primi finanziamenti, un milione e circa per risistemare la cava, e cominceremo tra un anno. La misurazione sarà piuttosto lunga e i primi di risultati si vedranno solamente tra quattro cinque anni».
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