Sicurezza
«Addio, Dolly. Una vita per il teatro»
La Fondazione Gaber ricorda Dolores Redaelli, scomparsa a 78 anni
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CAMAIORE. «Non eravamo lì per fare il nostro mestiere...Eravamo lì per Dolly...»: non ci sono parole migliori per raccontare l’ultimo saluto a Dolores Redaelli, 78 anni, “Dolly” per tutti, anima del Piccolo Teatro di Milano e della Fondazione Gaber (nel 1971 era stata lei, con Paolo Grassi, a costruire la prima tournée teatrale di Gaber, aprendo la sua storia con il Teatro canzone). A pronunciarle chi, per la Fondazione, spiega al cronista perché non c’è una foto dell’addio a Dolly, ieri a Milano, al teatro dove ha lavorato 50 anni. Così ne abbiamo scelto una, dal video de “Le strade di notte”, a Camaiore. Per un saluto, leggero.
Alla cerimonia di addio è andato il sindaco Alessandro Del Dotto, mentre il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin, ha scritto: «Di lei mi colpirono subito il grande entusiasmo e insieme la garbatezza d'animo, ed è così che voglio ricordarla. Dolores Redaelli ha proficuamente collaborato al lavoro del teatro con la “T” maiuscola, che conosceva e amava, e sul quale ha lasciato un segno tangibile del suo passaggio».
La Fondazione Gaber dedica il suo pensiero a “Dolly”, propria «anima», oltre che «amica intima e fondamentale collaboratrice di Giorgio durante tutta la carriera teatrale. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile per i tantissimi che le hanno voluto bene e che hanno imparato tantissimo dal suo rigore, dalla sua coerenza e dalla sua lucidità». Dalia Gaberscik e il presidente Paolo Dal Bon la ricordano «con la più viva e intensa gratitudine per i tanti anni insieme, sempre al servizio del suo amato teatro, della musica, della cultura e della bellezza. Per i tanti che la amavano, “Dolly” è sempre stata motivo di ispirazione: l’ambizione alla grandezza, il pensiero indipendente, l’ironica irriverenza unita ad una sottile dolcezza hanno conquistato chiunque l’abbia conosciuta. Da parte di tutta la Goigest e della Fondazione Gaber, passate e presenti, “Grazie, Dolly”. Di tutto».
Alla cerimonia di addio è andato il sindaco Alessandro Del Dotto, mentre il primo cittadino di Livorno, Filippo Nogarin, ha scritto: «Di lei mi colpirono subito il grande entusiasmo e insieme la garbatezza d'animo, ed è così che voglio ricordarla. Dolores Redaelli ha proficuamente collaborato al lavoro del teatro con la “T” maiuscola, che conosceva e amava, e sul quale ha lasciato un segno tangibile del suo passaggio».
La Fondazione Gaber dedica il suo pensiero a “Dolly”, propria «anima», oltre che «amica intima e fondamentale collaboratrice di Giorgio durante tutta la carriera teatrale. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile per i tantissimi che le hanno voluto bene e che hanno imparato tantissimo dal suo rigore, dalla sua coerenza e dalla sua lucidità». Dalia Gaberscik e il presidente Paolo Dal Bon la ricordano «con la più viva e intensa gratitudine per i tanti anni insieme, sempre al servizio del suo amato teatro, della musica, della cultura e della bellezza. Per i tanti che la amavano, “Dolly” è sempre stata motivo di ispirazione: l’ambizione alla grandezza, il pensiero indipendente, l’ironica irriverenza unita ad una sottile dolcezza hanno conquistato chiunque l’abbia conosciuta. Da parte di tutta la Goigest e della Fondazione Gaber, passate e presenti, “Grazie, Dolly”. Di tutto».
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