Sicurezza
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Pesca, il bando magazzini non c’è
La categoria: già persi per tre volte i finanziamenti regionali
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VIAREGGIO. Che accade al bando per la vendita dei magazzini (le cosiddette “Vele”) dei pescatori, ai quali la categoria è interessata e per i quali da oltre un anno è in trattativa con l’amministrazione comunale? Se lo chiedono i pescatori che non hanno più notizie dell’atto al quale stava lavorando il segretario generale del Comune, Fabrizio Petruzzi, dopo che una prima bozza ha avuto necessità di essere corretta ed integrata. La questione della tempistica del bando, che ritarda di mese in mese e sembra in stallo al momento - non è pura questione di calendario. Perché fino a quando il bando non sarà pubblicato, e dunque i pescatori non potranno concretamente farsi avanti, gli stessi non potranno usufruire dei finanziamenti loro dedicati. Disponibili attraverso i bandi pubblici della Regione. «Ne sono già scaduti tre», è la preoccupazione dei pescatori. Ed oggi, l’ultima tranche di fondi disponibili lo è solo fino a dicembre. Poi le somme tornano all’Unione europea e ci sarà da attendere i successivi finanziamenti, ammesso che ve ne siamo.
Al centro del ritardo, però, potrebbe esservi altro. Il bando che il Comune deve licenziare prevede anche che i pescatori diventino titolari della concessione dei magazzini. Concessione che al momento è in capo al Comune. E qui entra in gioco il nuovo Piano regolatore portuale, cui l’Authority ha messo mano anche se - nell’attesa del confronto con il Comune - se ne sono un po’ perse le tracce. Tra l’ipotesi c’è quella di spostare i pescatori - che oggi trovano spazio sulla banchina “Tistino”, la stessa sulla quale si trovano i magazzini - alla banchina Sandorino, in concessione trentacinquennale alla Sasit (Gruppo Del Pistoia). Operazione per fare posto alle imbarcazioni da diporto più grandi che tornerebbero, dunque, alla banchina originaria, prima del 2011 quando fu trasferita ai pescatori.
Intanto, però, la categoria rischia di perdere i finanziamenti: un sì od un no sono dovuti a chi lavora.
Donatella Francesconi
Al centro del ritardo, però, potrebbe esservi altro. Il bando che il Comune deve licenziare prevede anche che i pescatori diventino titolari della concessione dei magazzini. Concessione che al momento è in capo al Comune. E qui entra in gioco il nuovo Piano regolatore portuale, cui l’Authority ha messo mano anche se - nell’attesa del confronto con il Comune - se ne sono un po’ perse le tracce. Tra l’ipotesi c’è quella di spostare i pescatori - che oggi trovano spazio sulla banchina “Tistino”, la stessa sulla quale si trovano i magazzini - alla banchina Sandorino, in concessione trentacinquennale alla Sasit (Gruppo Del Pistoia). Operazione per fare posto alle imbarcazioni da diporto più grandi che tornerebbero, dunque, alla banchina originaria, prima del 2011 quando fu trasferita ai pescatori.
Intanto, però, la categoria rischia di perdere i finanziamenti: un sì od un no sono dovuti a chi lavora.
Donatella Francesconi
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