Il Tirreno

Versilia

Un’opera d’arte gigantesca per la Versilia

di Angelo Petri
Un’opera d’arte gigantesca per la Versilia

L’idea di Lera e Corchia: scolpire la roccia che sorregge il Castello Aghinolfi e farne il faro della Francigena 

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FORTE DEI MARMI. Non sarà come il monte Rushmore nelle Black Hills americane, dove tra il 1927 e il 1941 Gutzon Borglum scolpì i volti di quattro famosi presidenti americani, ma il progetto dell’Associazione La Periploca che l’architetto Tiziano Lera e il presidente di Federalberghi toscana Paolo Corchia ci hanno illustrato in anteprima potrebbe davvero caratterizzare un angolo importante della Versilia come la Rocca di Montignoso. L’occasione serve anche a riparlare della Via dell’Arte, quel cammino immaginato ormai una decina d’anni fa laddove la via Francigena si incontra con i sentieri locali che per la Rocca, da Montignoso vanno verso Pietrasanta, mirando la piana di Forte dei Marmi.

«La nostra idea che ci piacerebbe concretizzare in collaborazione con i Comuni di Montignoso e di Pietrasanta – spiega Lera – sarebbe quella indire un grande premio internazionale per individuare l’artista o un gruppo di artisti che possano scolpire lo zoccolo di roccia che sorregge il Castello Aghinolfi di origine longobarda che servì la Repubblica di Lucca e il Regno di Francia e che fu testimone di secolari lotte delle comunità di Lucca e Pisa, della Signoria dei vescovi di Luni, dei Malaspina. Diventerebbe così un’opera d’arte illuminata e gigantesca, ben visibile anche di notte dal mare, e che caratterizzerebbe definitivamente questo percorso artistico unico nel suo genere proprio perché ubicato lungo la Francigena destinato ad avere grande risonanza».

«La zona – puntualizza Corchia – è frequentata peraltro da molti artisti e personaggi che potrebbero magari dare un aiuto nella realizzazione di quest’opera, a cominciare, ad esempio da l finanziere russo Oleg Tinkov che frequenta spesso in sella alla sua bici da corsa le rampe che da Montignoso salgono e poi scendono verso Strettoia. La nostra ambizione – continua Corchia - sarebbe poi quella di farla diventare una “Rocca dell’anima”, rendendola sede di una manifestazione internazionale con convegni legati ai temi dell’anima e della mente, e auspicabilmente anche centro dell’Accademia della Bellezza».

L’Accademia della Bellezza è un ente fondato anni fa ad Asti da Giorgetto Giugiaro, Alessandro Meluzzi, Ezio Gribaudo, oltre agli stessi Lera e Corchia.

«Di recente come Associazione La Periploca – continua Corchia – abbiamo visto con favore i posizionamenti di riproduzioni di quadri lungo il tracciato». «Anche perché – spiega Lera – il paesaggio accoglie tutte le arti e ben venga quindi il connubio scultura iniziale e pittura attuale. Ricordo, infatti, che ogni sosta così come fu concepita doveva essere con suoni, immagini e arte uno zen naturale di meditazione. Semmai, quello a cui terremmo come associazione che ha dato inizio alla Via dell’Arte sarebbe un maggiore coordinamento delle varie iniziative che gravitano sul quel percorso: incontriamoci, dunque e collaboriamo».

Come si ricorderà la Via dell’Arte prevedeva una decina di soste, cinque delle quali già realizzate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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