Italia
Muore storico volontario di Viareggio
Lutto per la scomparsa di Marco Bertuccelli, ex dipendente di Codecasa e una vita di impegno alla Croce Verde
VIAREGGIO. Un altro pezzo di storia della Croce Verde che se ne va: l’associazione piange Marco Bertuccelli, il “Micio”, come veniva chiamato da tutti. Settantuno anni di vitalità e spensieratezza, da sempre il suo biglietto da visita. Che una malattia ha fiaccato e sconfitto. Volontario della Croce Verde sin da giovanissimo, da quando aveva iniziato a salire sull’ambulanza e fare servizi con tanti dei suoi coetanei. Che sono andati a salutarlo alla Croce Verde, dove è stata allestita la camera ardente e dove è stata celebrata la cerimonia antecedente alla cremazione. In tanti alla Croce Verde gli hanno voluto tributare un omaggio, a cominciare dalla presidente Carla Vivoli.
È la figlia Simona a spiegare come nacque il soprannome “Micio”. «Da giovane, quando frequentava la Croce Verde nella sede in via Machiavelli – dice – aveva il vizio di nascondersi sotto le ambulanze in garage e mia madre quando lo trovava diceva che sembrava un “micio”, un gatto. Da lì è nato questo soprannome». Anche il fratello Spartaco, prematuramente scomparso come la sorella Giuliana, veniva chiamato a sua volta “il micio” e frequentava la Croce Verde: ha giocato nella squadra di calcio, era un bravo attaccante.
Marco Bertuccelli, come i suoi amici di quel periodo, amava il calcio ed ha giocato nell’Iskra, una delle squadre del settore giovanile di quegli anni. Ha lavorato per diversi anni al cantiere Codecasa. Amava il Carnevale ed ha collaborato con il carrista Franco Malfatti. Un’altra sua passione era il mare e spesso chi lo cercava lo trovava sul moletto. La musica era un altro amore in comune con il fratello Spartaco, che ha suonato con il gruppo delle Facce Rosse. Marco era un fan di Fabrizio De André e dei Rolling Stones: purtroppo quando i mitici Stones hanno suonato a Lucca Marco era già ricoverato all’ospedale Versilia. La famiglia – la moglie Teresa e i figli Simona e Mario – ringrazia il reparto di alta intensità dell’ospedale Versilia, in particolare il dottor Daniele Taccola e l’infermiera Laila Strambi.
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