Il Tirreno

Versilia

Disastro ferroviario: il Comune non fa appello

di Donatella Francesconi
Disastro ferroviario: il Comune non fa appello

L’ente pubblico è stato risarcito e i legali hanno motivato perché non ricorrono Diversa la scelta degli avvocati Carloni, Marzaduri, Menzione, Dalle Luche, Antonini

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VIAREGGIO. È la figura di Mauro Moretti, nel 2009 amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, al centro dei motivi nei ricorsi in appello presentati dagli avvocati di parte civile, nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, Enrico Marzaduri, Riccardo Carloni, Ezio Menzione, Gabriele Dalle Luche, Filippo Antonini. Hanno presentato appello anche i difensori degli imputati italiani (imprese del Gruppo Ferrovie e Cima riparazioni) condannati in primo grado dal Tribunale di Lucca. C’è tempo, invece, per i ricorsi degli imputati stranieri. I legali di vertici e dipendenti di Gatx ed Jungenthal, infatti, non hanno ancora ricevuto la traduzione delle motivazioni della sentenza. I primi due traduttori, nominati dal Tribunale, hanno abbandonato l’impresa a causa del linguaggio estremamente tecnico relativo al disastro ferroviario. Da ultimo è stato scelto un interprete nominato dall’ambasciata tedesca che è al lavoro. I tempi, dunque, perché la Corte d’Appello di Firenze possa fissare una data per l’inizio del processo di secondo grado, si allungano.

Anche il Comune di Viareggio (che è stato assistito in primo grado dall’avvocato Graziano Maffei) ha deciso di non ricorrere: «I nostri legali, sia Maffei che l’Avvocatura del Comune - spiega il sindaco Giorgio Del Ghingaro - ci hanno motivato nel dettaglio questa scelta. Non avrebbe avuto senso un appello del Comune che è stato risarcito».

Per quanto riguarda la figura di Moretti, il lavoro dei legali di parte civile che ieri hanno depositato ricorso, si incentra sul ruolo dello stesso a capo della holding Ferrovie. Moretti, infatti, è stata condannato a 7 anni dai giudici del Tribunale di Lucca in sede collegiale (presidente Gerardo Boragine, con i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) in quanto amministratore delegato di Rfi, carica ricoperta fino al 2006. È stato invece assolto, in qualità di amministratore delegato della holding, dalle accuse formulate dalla Procura di Lucca (pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino). I giudici hanno ritenuto - come si legge nelle motivazioni della sentenza - che non siano emersi, rispetto alle accuse formulate, «alcun intervento, o interferenza, o coinvolgimento della controllante Fsi Spa su investimenti o disinvestimenti attinenti concretamente alla materia della sicurezza del trasporto ferroviario, del materiale rotabile, e in genere al tema della sicurezza sul lavoro».

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