Il Tirreno

Versilia

Azimut Benetti assicura «Non lasciamo Viareggio»

di Matteo Tuccini
Azimut Benetti assicura «Non lasciamo Viareggio»

L’amministratore delegato: non capisco lo sciopero deciso da Cgil e Uil «Nessun declassamento, qui resta una parte importante della produzione»

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VIAREGGIO. «Il Gruppo Azimut Benetti non lascerà Viareggio. Qui c’è una parte importante della nostra produzione di entrambi i marchi. E qui resta». Parola di amministratore delegato, leggi Vincenzo Poerio. Che, da top manager del primo produttore mondiale di superyacht, dice di non capire lo sciopero di ieri mattina in cantiere. Il primo gesto di protesta deciso dai sindacati Cgil e Uil dopo l’annuncio del trasferimento di parte del personale a Livorno: dai 40 ai 45 dipendenti, sostengono i sindacati, precisando comunque che si tratta di cosiddetti “colletti bianchi”. E cioè gli impiegati degli uffici.

«Avevamo avuto un incontro con i rappresentanti dei lavoratori, in cui avevamo spiegato quali fossero le nostre intenzioni – afferma Poerio – si tratta di una scelta che punta a razionalizzare i costi di gestione. A Livorno andranno non più di 20-30 persone, pochi rispetto ai 160 che oggi lavorano in Darsena. E che nella loro stragrande maggioranza continueranno a lavorare qui. Perché non è previsto alcun declassamento del cantiere di Viareggio. Fatto sta che la risposta a questo confronto è stata lo sciopero».

I sindacati accusano l’azienda di voler trasferire tutto nella città labronica, ormai cuore e cervello dell’attività. Che nel cantiere livornese si sta sviluppando su almeno tre gigayacht (sopra i 100 metri). «Livorno è il cuore del nostro Gruppo, lo dice il fatturato – prosegue l’ad Poerio – Viareggio non rappresenta più di un terzo del fatturato stesso. Ma questo è il frutto di una scelta che risale al 1999. Allora facemmo una proposta d’acquisto di 30 milioni di lire per l’area Sec, nell’idea di avere nuovi spazi e ampliarci. Ma la scelta di Comune (il sindaco era Marco Marcucci) e sindacati fu diversa. Erano contrari a questa ipotesi e per questo puntammo su Livorno. Che è a pochi chilometri da qui, non in un altro continente». Oggi Livorno rappresenta circa due terzi del volume d’affari di Azimut Benetti. «Ma questo non significa che abbiamo intenzione di lasciare Viareggio. Qui ci sono la nostra storia e una parte importante della nostra produzione, sia a marchio Azimut che a marchio Benetti». A proposito dei marchi: i sindacati parlano anche di una possibile divisione in due società diverse, che il Consiglio di amministrazione è pronto a votare entro la fine di ottobre. «Non c’è nulla di deciso – replica il manager – Ci sono valutazioni che stiamo facendo. Abbiamo fatto un evento di gala a Porto Cervo dove c’erano sia clienti Azimut che clienti Benetti: in tutto erano quasi 700. Bisogna capire come gestirli. Detto questo, sarà il Consiglio di amministrazione a decidere. E non ci sono certezze, oggi, se lo farà in un senso o nell’altro. Devo dire, per quanto riguarda le dichiarazioni su presunte divergenze all’interno del Gruppo, che sono parole che ci danneggiano perché dipingono una mancanza di stabilità. Che non corrisponde al vero».

I sindacati (leggi box) ribadiscono le loro posizioni e dicono che andranno avanti nella loro battaglia. Ieri mattina era presente al presidio dei lavoratori anche il vicesindaco Valter Alberici.

«L’azienda sta attraversando un momento delicato – spiega il vicesindaco – lunedì pomeriggio avevamo già incontrato una delegazione sindacale che aveva espresso preoccupazione per il paventato spostamento degli uffici da Viareggio a Livorno: una decisione che coinvolgerebbe diversi lavoratori. Il confronto è aperto – prosegue il vicesindaco – e auspichiamo che la vertenza in atto possa risolversi senza la perdita di professionalità e competenze che si sono formate in questi anni nello stabilimento viareggino. Insieme ai lavoratori chiediamo all’azienda chiarezza, una strategia lungimirante e un piano industriale che dia certezze non solo ai lavoratori, ma alla città tutta».

«Siamo ovviamente disponibili – continua Alberici – a svolgere il nostro ruolo istituzionale di mediazione tra le parti sociali. L’obiettivo comune è un confronto sereno e soprattutto il raggiungimento di un accordo che non impoverisca il tessuto occupazionale ed economico viareggino».

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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