Sicurezza
Via Sauro è destinata ai bambini non vedenti
Il comitato contro il centro di accoglienza migranti ha trovato il testamento che dona la casa alla Cri
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VIAREGGIO. La casa di via Sauro che nel confronto tra Prefettura e Croce Rossa è stata destinata all’accoglienza di richiedenti asilo, un progetto al momento bloccato dal passo indietro fatto dalla Croce Rossa nello scorso agosto, è arrivata all’associazione di volontariato per lascito testamentario. Un lascito sul quale i residenti in via Sauro, che da mesi dicono no all’arrivo dei migranti, hanno messo le mani, rivolgendosi a professionisti che hanno pagato di tasca propria. Ieri mattina l’annuncio: la signora Annamaria Chiaramonti ha lasciato la casa di via Sauro, 73 alla Croce Rossa con il vincolo di destinare «i frutti a servizi ed iniziative a favore dei bambini non vedenti». La casa non avrebbe potuto essere venduta per dieci anni dalla morte della signora, e così è stato. Ma - per rispettare il lascito testamentario - non avrebbe dovuto neppure rimanere improduttiva, come invece è stato - sottolineano i residenti in via Sauro - per lungo tempo.
Certo, basterebbe che la Prefettura di Lucca decidesse di pagare un affitto congruo alla Croce Rossa ed il problema del vincolo del lascito sarebbe superato perché la Croce Rossa avrebbe proventi derivanti dall’abitazione ereditata da destinare ai bambini non vedenti. Ma i cittadini del Comitato di via Sauro, intanto, hanno raccolto altre firme ed hanno inviato quanto hanno scoperto alla Croce Rossa di Viareggio, a quella nazionale, all’esecutore testamentario che è Enrico Passaglia (il notaio che ha redatto il testamento non è più in vita), alla Prefettura di Lucca ed al Comune di Viareggio.
Il senso dell’iniziativa lo riassume Barbara Soldi, per il Comitato: «Non è stato fin qui trovato alcun punto di incontro con noi cittadini. Adesso vediamo se qualcuno ci ascolta...». Anche perché martedì mattina in via Sauro si sono visti i carabinieri: «Ai quali risulta - spiegano i residenti - che il centro di accoglienza sia già aperto». Anche se sul cancello del civico 73, al momento, c’è ancora la catena chiusa con il lucchetto.
Alla conferenza stampa dei cittadini, ieri mattina, erano presenti anche i consiglieri comunali Massimiliano Baldini (Movimento cittadini) e Maria Pacchini (Lega), oltre alla rappresentante della neonata “Versilia Unita”, Annalisa Rosi. «Se quella casa non viene affittata - sono le parole di Baldini - il testamento non è rispettato. E l’esecutore testamentario è obbligato dalla legge a far rispettare le volontà del testatore». Pacchini, dal canto suo, ha messo in evidenza i rapporti tra Croce Rossa di Viareggio e Croce Rossa nazionale a proposito della proprietà del bene e relativi passaggi. Mentre Rosi ha aggiunto: «Ci auguriamo che ai cittadini arrivino risposte sotto tutti i punti di vista di questa vicenda. Vorremmo sapere se il Comune era o meno a conoscenza dei contenuti del testamento».
Ma il Comune di Viareggio si è fin qui dichiarato parte “terza” rispetto al rapporto tra privati intercorso da mesi tra Prefettura e Croce Rossa di Viareggio. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Certo, basterebbe che la Prefettura di Lucca decidesse di pagare un affitto congruo alla Croce Rossa ed il problema del vincolo del lascito sarebbe superato perché la Croce Rossa avrebbe proventi derivanti dall’abitazione ereditata da destinare ai bambini non vedenti. Ma i cittadini del Comitato di via Sauro, intanto, hanno raccolto altre firme ed hanno inviato quanto hanno scoperto alla Croce Rossa di Viareggio, a quella nazionale, all’esecutore testamentario che è Enrico Passaglia (il notaio che ha redatto il testamento non è più in vita), alla Prefettura di Lucca ed al Comune di Viareggio.
Il senso dell’iniziativa lo riassume Barbara Soldi, per il Comitato: «Non è stato fin qui trovato alcun punto di incontro con noi cittadini. Adesso vediamo se qualcuno ci ascolta...». Anche perché martedì mattina in via Sauro si sono visti i carabinieri: «Ai quali risulta - spiegano i residenti - che il centro di accoglienza sia già aperto». Anche se sul cancello del civico 73, al momento, c’è ancora la catena chiusa con il lucchetto.
Alla conferenza stampa dei cittadini, ieri mattina, erano presenti anche i consiglieri comunali Massimiliano Baldini (Movimento cittadini) e Maria Pacchini (Lega), oltre alla rappresentante della neonata “Versilia Unita”, Annalisa Rosi. «Se quella casa non viene affittata - sono le parole di Baldini - il testamento non è rispettato. E l’esecutore testamentario è obbligato dalla legge a far rispettare le volontà del testatore». Pacchini, dal canto suo, ha messo in evidenza i rapporti tra Croce Rossa di Viareggio e Croce Rossa nazionale a proposito della proprietà del bene e relativi passaggi. Mentre Rosi ha aggiunto: «Ci auguriamo che ai cittadini arrivino risposte sotto tutti i punti di vista di questa vicenda. Vorremmo sapere se il Comune era o meno a conoscenza dei contenuti del testamento».
Ma il Comune di Viareggio si è fin qui dichiarato parte “terza” rispetto al rapporto tra privati intercorso da mesi tra Prefettura e Croce Rossa di Viareggio. (d.f.)
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