Il dolore
Studente disabile discriminata: il dirigente scolastico getta acqua sul fuoco
«La scelta di chi ha cambiato istituto non è stata dettata dall’handicap dell’alunna»
CAMAIORE. »Nessuna ragione legata alla disabilità». Il preside della scuola elementare di Frati non ha mai avuto la percezione che i genitori della compagna di Corinna abbiano spostato la propria figlia a causa dell’handicap dell’alunna.
Lo stesso preside Sandro Orsi parla di un lungo colloquio avuto proprio con i genitori della bambina ritirata perché «rimasta sola con una disabile» ma mai, sostiene il dirigente, ci sarebbe stato un riferimento all’handicap della compagna come motivo scatenante del ritiro.
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«La classe alla fine era composta da sette maschi e due femmine - spiega Orsi - i genitori che sono venuti da me non hanno assolutamente accennato al fatto che l’handicap potesse essere un fastidio per loro. Tutt’altro. I genitori mi hanno raccontato che le bambine hanno condiviso anche tre anni alla scuola per l’infanzia. Avevano quindi condiviso già parte del proprio percorso scolastico: mai hanno manifestato disagio per quel motivo. Non credevano semplicemente che una classe con sette maschi e due sole bimbe fosse una situazione educativa. Andando via, quei genitori ci hanno creato anche un danno perché quella classe così piccola (adesso ci sono solamente sette studenti maschi) non verrà in alcun modo rinnovata e gli studenti verranno sparpagliati nelle altre classi del territorio».
Silvia Dotti, la vicepreside dell’istituto comprensivo Camaiore 3, spiega che «la scuola non può negare il nulla osta ai genitori che ne facciano richiesta. È la legge che ce lo impone e noi non possiamo infrangerla. Evidentemente, secondo i genitori, il numero di alunni nella classe non era in linea con un percorso pedagogico che volevano far seguire alla propria figlia». I genitori delle sue compagne, secondo quanto riportato dalla famiglia della piccola, avrebbero preferito togliere le bambine dalla classe «a causa della disabilità». Ma la scuola nega: nessun riferimento alla disabilità della bimba. «Non c’entra niente», dicono dalla dirigenza.
«Inoltre - continua Dotti - non attiene alla scuola indagare sui motivi per cui una famiglia decide di ritirare un alunno dalla scuola. Per quanto ci riguarda, non abbiamo mai percepito che i genitori avessero deciso di togliere la propria figlia perché in classe c’era una disabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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