Il dolore
Genitori e insegnanti sfilano contro il Comune
di Luca Basile
Slogan e striscioni di protesta contro l’accorpamento degli istituti scolastici «Con il taglio agli organici ci sono meno vigilanza e meno sicurezza»
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PIETRASANTA. Slogan, striscioni, bambini, megafoni e un corteo di oltre 150 anime che ha ridestato ieri mattina, dal torpore di un mattino di evaporato sole estivo, il centro storico. Una protesta, quella andata in scena, con annesso corteo, fra piazza Matteotti, via Stagi, piazza Duomo, via Garibaldi, e via Mazzini, organizzata dal Comitato genitori e insegnanti – che nei giorni scorsi ha raccolto oltre 2000 firme a sostegno dell’iniziativa – con un obiettivo ben preciso: il ritorno alle due segreterie didattiche visto che l’unificazione degli istituti, decisa un anno fa da Mallegni&co, ha innescato, tabelle ministeriali alla mano, «la riduzione del numero dei collaboratori scolastici – passati da 37 a 21 anche se per quest’anno, in via eccezionale, saranno 31 quelli a disposizione – la conseguente difficoltà a tenere aperte alcune scuole 8 ore al giorno, l’impossibilità di accedere a determinati progetti didattici e un’impennata delle spese» fanno sapere i promotori dell’happening.
Il problema è che ieri mattina, in municipio, non c’era traccia di un rappresentante istituzionale: l’amministrazione comunale – causa dimissioni del sindaco Massimo Mallegni – è decaduta, gli ex assessori non hanno più voce in capitolo e il commissario prefettizio Giuseppe Priolo arriverà domani. «Ma la nostra protesta si è sentita eccome – evidenziano due genitori – all’ex assessore Simone Tartarini e all’ex sindaco Mallegni vogliamo solo dire che talvolta, quando si sbaglia, è doveroso chiedere scusa e fare marcia indietro. La loro decisione di accorpare gli edifici è motivo di serio disagio per molte famiglie».
Lapidario Rino Capasso, Cobas – presenti anche Cgil e Cisl: «Tutti sono convinti che un’unica direzione per 1700 studenti e 18 scuole sia cosa di impossibile gestione, tutti meno il Comune. Siamo però fiduciosi per il prossimo anno scolastico vista anche l’apertura che è arrivata, per un ritorno ai due istituti, dalla Regione. Di certo oggi per questa scelta sciagurata abbiamo, nelle scuole di Pietrasanta, meno vigilanza, meno sicurezza e tagli al personale».
Nel frattempo, sempre ieri mattina, fra foto di gruppo scattate all’ingresso del municipio, sit in di protesta all’ombra del Duomo e davanti alle scuole di Porta a Lucca, la problematica è stata bene evidenziata soprattutto da cartelli, magliette e striscioni. «L’ex amministrazione comunale – ha ricordato Andrea Binelli, a nome dei genitori degli alunni – lo sa o non lo sa che a Camaiore sono operativi 3 istituti mentre noi a Pietrasanta con 1700 studenti, ne abbiamo solo uno? Ma come fa a pensare l’ex assessore Tartarini che sia il Ministero a doversi adeguare, con le proprie tabelle di riferimento a una scelta che arriva, da un Comune che oggi non è neppure più amministrato? La questione, adesso, deve approdare al consiglio zonale: diventa quindi importante anche rapportarsi con il nuovo commissario prefettizio. Senza perdere altro tempo».
Il problema è che ieri mattina, in municipio, non c’era traccia di un rappresentante istituzionale: l’amministrazione comunale – causa dimissioni del sindaco Massimo Mallegni – è decaduta, gli ex assessori non hanno più voce in capitolo e il commissario prefettizio Giuseppe Priolo arriverà domani. «Ma la nostra protesta si è sentita eccome – evidenziano due genitori – all’ex assessore Simone Tartarini e all’ex sindaco Mallegni vogliamo solo dire che talvolta, quando si sbaglia, è doveroso chiedere scusa e fare marcia indietro. La loro decisione di accorpare gli edifici è motivo di serio disagio per molte famiglie».
Lapidario Rino Capasso, Cobas – presenti anche Cgil e Cisl: «Tutti sono convinti che un’unica direzione per 1700 studenti e 18 scuole sia cosa di impossibile gestione, tutti meno il Comune. Siamo però fiduciosi per il prossimo anno scolastico vista anche l’apertura che è arrivata, per un ritorno ai due istituti, dalla Regione. Di certo oggi per questa scelta sciagurata abbiamo, nelle scuole di Pietrasanta, meno vigilanza, meno sicurezza e tagli al personale».
Nel frattempo, sempre ieri mattina, fra foto di gruppo scattate all’ingresso del municipio, sit in di protesta all’ombra del Duomo e davanti alle scuole di Porta a Lucca, la problematica è stata bene evidenziata soprattutto da cartelli, magliette e striscioni. «L’ex amministrazione comunale – ha ricordato Andrea Binelli, a nome dei genitori degli alunni – lo sa o non lo sa che a Camaiore sono operativi 3 istituti mentre noi a Pietrasanta con 1700 studenti, ne abbiamo solo uno? Ma come fa a pensare l’ex assessore Tartarini che sia il Ministero a doversi adeguare, con le proprie tabelle di riferimento a una scelta che arriva, da un Comune che oggi non è neppure più amministrato? La questione, adesso, deve approdare al consiglio zonale: diventa quindi importante anche rapportarsi con il nuovo commissario prefettizio. Senza perdere altro tempo».
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