Sicurezza
Suolo pubblico abusivo: «Chi lo fa ancora chiude»
di Cesare Bonifazi e Donatella Francesconi
L’annuncio del sindaco Del Ghingaro oggi che 16 locali hanno sgomberato L’assessore Servetti: «C’erano ordinanze che non sono mai state eseguite»
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VIAREGGIO. «Se lo rifanno chiudono». Sono le parole con le quali il sindaco Giorgio Del Ghingaro rende noto che tutti i locali, in Passeggiata come in Darsena - per un totale di 16 attività - che hanno utilizzato, nell’estate che si è conclusa, suolo pubblico abusivo hanno dovuto sgomberare. E restare chiusi per i giorni indicati dall’ordinanza.
Il caso più eclatante, perché davvero sotto gli occhi tutti, era quello del ristorante “al Sarago” di piazza Pea, in Passeggiata. I cui gestori, per due anni di seguito, hanno ammesso dalle pagine del “Tirreno” di utilizzare più suolo pubblico di quello consentito per rientrare delle spese. Un abuso rivendicato come legale, giorno dopo giorno, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti.
Sulla vicenda interviene anche l’assessore al bilancio, avvocato Laura Servetti: «La linea dell’amministrazione è di mantenere alto in controllo. Anche in un’ottica di decoro e del rispetto delle regole. Si è iniziato dalla Passeggiata semplicemente perché c’erano situazioni pregresse, verbali e numerose segnalazioni. C’erano casi eclatanti, molti metri quadri occupati oltre la concessione, e ormai conclamati nel tempo che andavano assolutamente risolti. Ma sono stati sgomberati anche locali in città proprio per non fare due pesi e due misure».
A chi rimprovera all’amministrazione che si è aspettato soltanto settembre per intervenire, quando ormai la stagione era finita e le situazioni abusive avevano avuto modo di proliferare l’assessore non nega che il provvedimento si arrivato tardi: «C’erano delle ordinanze vecchie che non sono state mai eseguite. La procedura seguita, quella che portava all’ordinanza prefettizia, rallentava molto l’iter per arrivare al risultato. La Municipale seguiva una strada consentita che, però, poteva anche far passare mesi dal primo verbale. C’è da considerare quindi anche la normativa parallela che era più lunga. In sinergia con la Municipale adesso utilizziamo una procedura che ci permette di colpire più celermente».
In realtà -per stare alla cronaca dei fatti - quando nel corso dell’estate il “Tirreno” è tornato a porre la questione degli abusi non repressi, è stata la stessa amministrazione comunale a spiegare che per fare eseguire le ordinanze (quelle della Prefettura, così come quelle del Comune) servivano mezzi, uomini, ed un magazzino per conservare il materiale. Tutte disponibilità che il Comune di Viareggio, al momento, non aveva.
La procedura che sarà adottata - sono le parole di Servetti - «passa attraverso un verbale da parte della polizia municipale che darà 48 ore di tempo per rientrare nei limiti consentiti dalla concessione di suolo pubblico. Dopo di che, se non viene rispettato, la normativa del 2009 consente al sindaco di emettere un ordinanza di sgombero. L’atto del sindaco diventa eseguibile dopo una settimana dalla notifica e può essere inviato anche tramite Pec (la posta certificata). Se il trasgressore rimante tale, al settimo giorno scatta lo sgombero coattivo con la chiusura del locale.
Oltre a questo, l’amministrazione, come già annunciato nei mesi scorsi, sta tentando di mettere mano al regolamento sul suolo pubblico e di equiparare le situazioni di morosità a quelle di abuso sulla metratura: chi non paga sarà abusivo.
Il caso più eclatante, perché davvero sotto gli occhi tutti, era quello del ristorante “al Sarago” di piazza Pea, in Passeggiata. I cui gestori, per due anni di seguito, hanno ammesso dalle pagine del “Tirreno” di utilizzare più suolo pubblico di quello consentito per rientrare delle spese. Un abuso rivendicato come legale, giorno dopo giorno, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti.
Sulla vicenda interviene anche l’assessore al bilancio, avvocato Laura Servetti: «La linea dell’amministrazione è di mantenere alto in controllo. Anche in un’ottica di decoro e del rispetto delle regole. Si è iniziato dalla Passeggiata semplicemente perché c’erano situazioni pregresse, verbali e numerose segnalazioni. C’erano casi eclatanti, molti metri quadri occupati oltre la concessione, e ormai conclamati nel tempo che andavano assolutamente risolti. Ma sono stati sgomberati anche locali in città proprio per non fare due pesi e due misure».
A chi rimprovera all’amministrazione che si è aspettato soltanto settembre per intervenire, quando ormai la stagione era finita e le situazioni abusive avevano avuto modo di proliferare l’assessore non nega che il provvedimento si arrivato tardi: «C’erano delle ordinanze vecchie che non sono state mai eseguite. La procedura seguita, quella che portava all’ordinanza prefettizia, rallentava molto l’iter per arrivare al risultato. La Municipale seguiva una strada consentita che, però, poteva anche far passare mesi dal primo verbale. C’è da considerare quindi anche la normativa parallela che era più lunga. In sinergia con la Municipale adesso utilizziamo una procedura che ci permette di colpire più celermente».
In realtà -per stare alla cronaca dei fatti - quando nel corso dell’estate il “Tirreno” è tornato a porre la questione degli abusi non repressi, è stata la stessa amministrazione comunale a spiegare che per fare eseguire le ordinanze (quelle della Prefettura, così come quelle del Comune) servivano mezzi, uomini, ed un magazzino per conservare il materiale. Tutte disponibilità che il Comune di Viareggio, al momento, non aveva.
La procedura che sarà adottata - sono le parole di Servetti - «passa attraverso un verbale da parte della polizia municipale che darà 48 ore di tempo per rientrare nei limiti consentiti dalla concessione di suolo pubblico. Dopo di che, se non viene rispettato, la normativa del 2009 consente al sindaco di emettere un ordinanza di sgombero. L’atto del sindaco diventa eseguibile dopo una settimana dalla notifica e può essere inviato anche tramite Pec (la posta certificata). Se il trasgressore rimante tale, al settimo giorno scatta lo sgombero coattivo con la chiusura del locale.
Oltre a questo, l’amministrazione, come già annunciato nei mesi scorsi, sta tentando di mettere mano al regolamento sul suolo pubblico e di equiparare le situazioni di morosità a quelle di abuso sulla metratura: chi non paga sarà abusivo.
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