Sicurezza
I residenti: «Sull’asse di penetrazione il sindaco ascolti chi vive e lavora in Darsena»
Dopo l’accelerazione di Del Ghingaro sulla scelta del tracciato, Raffaele Del Freo (Comitato residenti) spinge per la strada a sud
VIAREGGIO. «Sull’asse di penetrazione il sindaco si assuma la responsabilità di scegliere in prima persona. Senza farsi condizionare da assemblee aperte urbi et orbi che spesso vengono manipolate e strumentalizzate da questo o quel partito senza che rappresentino la vera volontà popolare».
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Il giorno dopo l’annuncio di Giorgio Del Ghingaro di voler partire con uno o più incontri sull’argomento e, soprattutto, di chiudere entro la fine del mese la partita sul tracciato dell’ultimo lotto della strada che dovrà collegare il porto alla variante Aurelia, Raffaele Del Freo – storico portavoce dei residenti della Darsena – torna a far sentire la propria voce. «Se vuol capire come la pensa davvero chi è interessato dalla realizzazione questa opera pubblica, venga un giorno in Darsena a parlare con la gente che ci abita o le aziende che ci lavorano e danno da lavorare a migliaia di persone. E vedrà che la stragrande maggioranza gli darà una sola risposta».
La posizione di Del Freo sull’argomento è nota da anni. E non è certo cambiata in questi ultimi mesi. «Se l’amministrazione comunale guidata da Del Ghingaro, dopo anni caratterizzati da tanti discorsi ma da nessun fatto concreto, ha finalmente intenzione di risolvere una volta per tutte la viabilità da e per la Darsena, non può che fare una scelta: progettare l’asse di penetrazione, o via del Mare come vuol chiamarla adesso, a sud dello stadio dei Pini. Lo diciamo noi che abitiamo in Darsena e che siamo costretti a subire gli effetti devastanti del traffico pesante e leggero che attraversa le quattro strade su cui poggia la vetusta viabilità del quartiere. Lo chiedono tutti gli imprenditori della cantieristica che sono soffocati da una rete infrastrutturale viaria che non è degna di una nautica che è fra le prime del mondo per qualità e fatturato. Lo vogliono gli imprenditori turistici del Vialone che ne troverebbero un sicuro giovamento. Queste sono le realtà a cui il sindaco deve dare ascolto».
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L’ipotesi di adeguare la viabilità esistente per raggiungere l’area della ex Fervet è invece vista dal portavoce dei residenti della Darsena come fumo negli occhi. «Del Ghingaro è persona intelligente e concreta – aggiunge Del Freo – e non può non vedere che l’attuale reticolo di strade che attraversa il quartiere non può più sopportare il traffico in entrata e in uscita dall’area del porto. Salvo la via Coppino, che già adesso è congestionatissima, le altre strade che attraversano il quartiere sono strette e attraversano un fragile tessuto urbano che non può sostenere il passaggio di mezzi pesanti né un traffico di attraversamento che rischia di ridurre l’intera zona a una camera a gas a cielo aperto. Ma c’è di più. All’interno del quartiere hanno sede tre asili nido (Ninnipan, Arcobaleno e Ilulo), due scuole superiori (professionale e alberghiero), una casa di riposo, una chiesa parrocchiale. E non a caso qui da anni esiste una “zona 30” per limitare il più possibile il transito indiscriminato delle macchine. Si pensa forse di far passare camion e furgoni da queste strade? Non scherziamo…»
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Naturalmente la nuova “via del Mare” a sud dello stadio dovrà essere una strada all’altezza dei tempi. Non una semplice striscia di asfalto che collega la via Salvatori alla via Indipendenza, ma una strada realizzata secondo criteri moderni che ne riducano al massimo l’impatto ambientale. «L’asse a sud dello stadio – prosegue Del Freo – va visto come uno degli interventi infrastrutturali più importanti degli ultimi anni e forse il più atteso degli ultimi decenni. Perciò bisogna pensare ad un intervento fatto con grande attenzione e massima accortezza. Per questo, già in fase di progettazione, occorre investire in soluzioni che ne riducano l’impatto sull’ambiente. Per esempio realizzando ai suoi lati dei dossi di terreno che la nascondano visivamente e la isolino acusticamente a chi si trova in pineta e al tempo stesso ne impedisca la sosta ai lati. In Germania o in Austria le autostrade attraversano grandi parchi naturali, ma i loro visitatori non si accorgono neppure della loro presenza. Insomma, le cose si possono e si devono fare per bene. Anche perché i primi a tenere alla Pineta di Levante siamo noi che ci abitiamo, che ci portiamo i nostri figli o i nostri nipoti a giocare, che ci andiamo a camminare o a correre. E poi la realizzazione dell’asse a sud dello stadio potrebbe permettere la chiusura alle auto dell’ultimo tratto del viale dei Tigli, ovvero da via Virgilio alla nuova strada, che potrebbe finalmente essere riservato a bici e pedoni come accade per il viale Capponi nella Pineta di Ponente».
Da qui l’invito al sindaco Del Ghingaro a prendere al più presto una decisione e a mettere in cantiere un’opera pubblica che chi vive e lavora in Darsena aspetta da almeno trent’anni. «La Regione Toscana, con il presidente Enrico Rossi, ha già detto che i finanziamenti ci sono e sono disponibili. A questo punto occorre solo prendere la decisione e portarla avanti davvero. E a questo punto Del Ghingaro sarà davvero il sindaco che ha fatto ciò di cui si è parlato, ma solo parlato, per decenni».
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