Il Tirreno

Versilia

Le analisi choc finiscono in procura

di Luca Basile
Le analisi choc finiscono in procura

Il Comitato di Valdicastello chiede di estendere a tutte le case le analisi per controllare piombo e arsenico

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PIETRASANTA. Le analisi choc di via Padule, dove nell’acqua del rubinetto di un’abitazione è stata rilevata, a seguito di un campionamento fatto dal proprietario della casa in questione, la presenza in quantità abnormi di arsenico, ferro, tallio e piombo, finiscono in Procura, a Lucca. «Non ci limiteremo a inoltrare i risultati alla Procura ma informeremo anche la Regione e il suo presidente Enrico Rossi: quanto sta emergendo è gravissimo. Urgono risposte e indagini a tutti i livelli» fa sapere Pierluigi Pelliccioni, presidente del Comitato tallio Valdicastello. «Nell’attesa dell’esito delle controanalisi da parte di Gaia e Asl – che dovrebbe essere ufficializzato fra oggi e domani, ndr – crediamo che sia opportuno, a questo punto, monitorare la situazione anche all’interno delle case di Valdicastello per escludere che siano presenti metalli pesanti, come appunto il piombo, l’arsenico e il ferro. Lo faremo a nostre spese, perché la metodologia di campionamento adottata da Gaia, con flussaggio dell’acqua da mettere poi in un contenitore da un litro, non ci trova d’accordo. Sarebbe comunque opportuno che queste analisi, non limitate solo a verificare la presenza di tallio, fossero estese anche alle abitazioni del resto del territorio, Pollino e centro storico inclusi. Quanto fatto fino ad oggi, a livello di campionamenti o ancora di sostituzione di parte delle tubature, non è stato evidentemente sufficiente ed è lecito chiedersi se il caso di via Padule sia isolato o se la problematica è estesa anche ad altri fabbricati».

«Un fatto è certo – proseguono Pelliccioni e Giuseppe Calcagnini – a distanza di 3 anni dalla scoperta del tallio nell’acqua di Valdicastello, siamo ancora qui a commentare situazioni di potenziale pericolo per la salute delle persone anche se qualcuno, in passato, ci aveva addirittura detto che il tallio non è nocivo per la salute: basta leggere dei due recenti decessi in Brianza, proprio a causa del tallio, per confutare questa tesi. Nel frattempo gli ormai ex amministratori Daniele Mazzoni e Simone Tartarinisiano possibili situazioni come quelle di via Padule e e accertare le responsabilità. E sempre Mazzoni dovrebbe dire alla comunità chi è che analizza i risultati del piano di caratterizzazione del fosso Baccatoio».

Ad oggi solo 14 famiglie, su 503 di Valdicastello, hanno però fatto richiesta a Gaia di fare analizzare lo stato di salute dell’acqua di casa. «E la responsabilità di questa scarsa adesione è proprio di Gaia – precisano dal Comitato – che doveva eseguire un monitoraggio sulle utenze domestiche in modo diretto e senza dovere attendere, per farlo, . la richiesta da parte dei privati. Così come, lo ribadiamo, non convincono le metodologie di campionamento utilizzate. Spetterà alla Procura fare chiarezza».

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