Il Tirreno

Versilia

Rischia di morire per un calabrone

di Luca Basile
Rischia di morire per un calabrone

Choc anafilattico dopo una puntura mentre trascorreva il weekend in Garfagnana: impiegato di Pietrasanta salvato dal 118

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PIETRASANTA. «Mi sono sentito morire, e non è purtroppo un modo di dire. Adesso ci sorrido su, ma sono stati veramente momenti terribili». Fabrizio Saccavino, 57enne, impiegato, pietrasantino, mentre ci racconta il suo tranquillo weekend di paura, ha il volto ancora tirato: sabato scorso, mentre stava sistemando il giardino della sua casa a Nicciano, Piazza al Serchio, in Garfagnana è stato punto da un calabrone che lo ha costretto a un ricovero d’urgenza in ospedale.

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«Un’esperienza allucinante: negli istanti immediatamente successivi alla puntura dell’insetto, in tutta sincerità, ho provato un fastidio sopportabile. Era la prima volta che mi capitava qualcosa del genere e quindi ho fatto quello che ritengo si faccia normalmente in questi casi: lavare la parte e disinfettarla. Ma mentre lo facevo ho cominciato a sentire prima un forte bruciore a piedi e mani e poi le forze venire meno. Ecco, in quel preciso istante, ho pensato di morire per uno choc anafilattico. In casa con me c’era mia mamma, che ha 95 anni: ho fatto appena in tempo a chiamare il 118 e sono svenuto. Quando ho riaperto gli occhi avevo mia madre vicina che provava a scuotermi, a chiamarmi. Poi è arrivata l’ambulanza».

Da lì a poco, dopo le prime terapie del caso, «credo che mi abbiano somministrato degli antistaminici», la corsa all’ospedale di Castelnuovo, «dove sono stato dimesso in serata, intorno alle 22. 30. Quando sono arrivato al pronto soccorso i miei parametri clinici erano al limite: per quello che ho capito – continua Saccavino – avevo la pressione arteriosa minima a 40 e quella massima a 80. Lentamente, grazie appunto alle terapie, ho cominciato a riprendere forza, a reagire e a stare un po’ meglio. I controlli, però, sono proseguiti per tutta la giornata, fino appunto a sera quando mi è stato detto che non correvo più alcun pericolo e mi hanno finalmente dimesso. Sono stati però, come ho detto, ore veramente complicate».

Saccavino non è però proprio digiuno in materia di reazioni allergiche. «No, visto che ho problemi in caso di ingestione, ovviamente accidentale, di particolari conservanti – spiega – e infatti se per qualche motivo accade ho con me le contromisure del caso. Ma con i calabroni, in 57 anni di vita, mai avevo avuto a che fare e quindi, come ho detto, sul momento ho temuto più gli effetti dolorosi della puntura che, invece, quello che poi è accaduto. Non so – aggiunge Saccavino – se l’intervento dei sanitari sia stato risolutivo o meno: quando sono arrivati a casa mia, stavo veramente male: avevo appena vomitato, la pressione era molto bassa e mi sentivo confuso. Quello che è certo è che da adesso in poi cercherò sempre di tenermi a debita distanza da calabroni e simili».
 

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