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Quei 20 chilometri scenario di decine di incidenti

Quei 20 chilometri scenario di decine di incidenti

VIAREGGIO. Pochi chilometri, molti dei quali sospesi nei viadotti e dentro le gallerie a un limite di 110 chilometri all’ora senza corsia d’emergenza. Nel triennio 2013-2015 su questo tratto di...

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VIAREGGIO. Pochi chilometri, molti dei quali sospesi nei viadotti e dentro le gallerie a un limite di 110 chilometri all’ora senza corsia d’emergenza. Nel triennio 2013-2015 su questo tratto di autostrada ci sono stati 55 incidenti di cui due mortali e 82 feriti.

Ma «la Bretella non è pericolosa» e rispetterebbe «tutte le normative in campo di sicurezza». A dirlo al Tirreno il 18 luglio scorso proprio Fabrizio Larini, presidente di Salt, la società che ha in gestione quel tratto di autostrada (oltreché la Sestri Levante–Livorno e la Fornola–La Spezia). Cosa ne pensi adesso sul declassamento e sulla posizione dei Comuni, non è facile saperlo perché le nuove domande del cronista sono rimaste senza risposta.

Tuttavia la questione sicurezza rimane: la Bretella non ha una corsia di emergenza perché è stata realizzata prima del 2001, anno in cui sono diventate obbligatorie. Inoltre è un tratto molto caro: 3,20 euro per venti chilometri scarsi. Oltre a questo ci sono anche le vittime. Il 2 luglio del 2016 Matteo Giannini, professore all’Accademia delle Belle Arti di Carrara che perse il controllo della motocicletta e si andò a schiantare contro il guardrail. Morì sul colpo mentre andava a scuola per gli esami. L’ultima in ordine di tempo Linda Pastacaldi, una bimba di 8 anni che era in macchina con la madre. Per quel lutto c’è anche un indagato.

Ma realizzare la corsia di emergenza, dicono i tecnici, è quasi impossibile. Per aumentare la sicurezza sarebbe necessario ridurre ulteriormente il limite di velocità e pensare a degli autovelox ma la soluzione sembra non piacere a Mungai: «Sono un modo per far cassa, non per rendere la strada più sicura». Inoltre non è compito di Salt diminuire il limite di velocità stabilito.

Oltre a questo, legato alla realizzazione dell’autostrada, c’è ancora in ballo tutta la partita dei lavori compensativi.

Mentre a Camaiore i cantieri apriranno non appena la Provincia metterà in sicurezza il Ponte di Sasso, quelli di Massarosa sono ancora in alto mare. Mentre infatti lungo la Provinciale all’incrocio con la Sarzanese verrà costruito un nuovo ponte con la rotatoria e la pista ciclabile, tutta la viabilità a Massarosa sembra finita nel dimenticatoio. Era previsto infatti, proprio in funzione della realizzazione del casello che si trova non distante dal centro di Massarosa, un intervento sulla viabilità fra Quiesa e Viareggio. L’accordo era dell’inizio degli anni 2000 e sono passati oltre 15 anni.

(cbm)

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