Il Tirreno

Versilia

L’appello del velista: «Sono disabile e non trovo casa a Viareggio»

di Cesare Bonifazi
L’appello del velista: «Sono disabile e non trovo casa a Viareggio»

Marco Rossato cerca un affitto a misura di sedia a rotelle. Insegna a chi è nelle sue condizioni ad andare in barca

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VIAREGGIO. Un sos lanciato dalla sedia a rotelle: «Non riesco a trovare una casa in affitto a Viareggio che sia a misura di disabile. Aiutatemi a cercarla».

Marco Rossato ha 43 anni, è vicentino e ha una particolarità: è un velista disabile. Uno di coloro che malgrado le difficoltà è riuscito anche sulle due ruote a vivere a pieno il mare. E da tempo aiuta altre persone con il suo stesso problema a fare altrettanto. Si definisce «timoniere sbandato, velista, istruttore e fiero presidente Sailability (un’associazione presente in 24 paesi del mondo)». Marco ha riempito la sua vita di mare e di volontariato: «Sono anni che porto ragazzi con disabilità motorie sulle barche a vela - racconta - da questa prima esperienza ho collaborato anche con ciechi, down e persone con altre patologie che avevano desiderio di salire su una barca. Sono diventato il segretario nazionale della Classe Hansa, l’associazione che si occupa di vela e disabilità ed è entrata recentemente nel comitato paralimpico».

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Il suo impegno nasce dalla sua storia: a 27 anni, nel 2001, quando già la passione del mare era forte, ha avuto un brutto incidente che lo ha reso paraplegico e costretto per sempre in una sedia a rotelle.

«A insegnarmi la vela è stato il discendente di un doge veneziano - racconta - il mio battesimo l’ho avuto nell’Atlantico, a largo delle coste cubane, nel lontano 1998. Molto prima che avessi l’incidente. Il mio sogno del cassetto da quell’esperienza è fare la traversata dell’oceano in solitaria. Solo io, l’acqua e la mia barca».

Ma il problema adesso è trovare casa a Viareggio. All’incirca un anno fa, quando ha conosciuto la sua attuale compagna, Laura, un’educatrice fiorentina che lavora a Lucca, ad entrambi è venuta l’idea di dare il via ad alcuni progetti di vela in Toscana: «Con un mio amico dovevamo portare una barca a Cecina e lì volevamo cominciare un’attività con i ragazzi. Lei adesso lavora a Lucca e io volevo continuare ad allenarmi e avviare questo progetto:Viareggio sembrava la situazione più comoda per entrambi».

Ma prendere casa si è rilevata un’impresa molto più complicata che andare dall’altro capo del mondo sospinti solo dal vento.

«Effettivamente non pensavo che fosse così difficile - ammette -abbiamo cercato in lungo e largo, abbiamo visto molti appartamenti in affitto ma non c’è stato nessuno che fosse adatto alle mie esigenze. Inizialmente abbiamo valutato le fotografie delle case per renderci conto delle barriere architettoniche: tutte quelle che abbiamo visto, per esempio, hanno il piano della doccia rialzato, un ostacolo molto difficile da superare; inoltre spesso ci sono rampe di scale e la spesa di un elevatore per un affitto è molto alta. Se si trattasse di uno scalino o due potrei mettere una rampa ma quando vedo le scalinate mi devo rassegnare. Sono sempre stato molto indipendente e mi arrampico ovunque ma certe esigenze sono imprescindibili. Le agenzie spesso non rispondono e per il momento non abbiamo trovato niente».

Il progetto è quindi di prendere casa per i primi otto mesi, prima che gli affitti rincarino con l’estate, e poi magari, conoscendo anche gente del posto, trovare una situazione più stabile che sia totalmente a misura di disabile.

«Inoltre ad aprile partiremo per un viaggio che ci porterà a circumnavigare l’Italia prima del grande viaggio verso l’Atlantico: il mio giro d’Italia partirà da Sestri Levante dove c’è l’armatore e toccherà numerosi porti del nostro Paese. Ovunque andremo a sensibilizzare i porti sulla questione dell’accessibilità: non si parla solamente di disabili ma di tutti: anche degli anziani, per esempio, o degli sportivi con un grosso carico».

La navigazione toccherà anche Viareggio e Pisa dove ci sono le leghe navali, qui Rossato ha intenzione di realizzare i suoi progetti: «Farò attività di vela con ragazzi disabili collaborando con le associazioni del luogo: a bordo del trivarano i giovani potranno fare un giro in barca e avere me come skipper».

 

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