Il Tirreno

Versilia

A Massarosa per manifestare serve la “garanzia” di antifascismo

di Cesare Bonifazi
A Massarosa per manifestare serve la “garanzia” di antifascismo

Il Consiglio comunale vota la mozione di Sinistra Comune «Per i luoghi pubblici servirà l’autocertificazione»

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MASSAROSA. A esattamente venti chilometri a sud di Sant’Anna di Stazzema, il consiglio comunale di Massarosa ha stabilito che per fare una manifestazione ci vorrà la “garanzia” di antifascismo. O quasi. L’assemblea ha votato due mozioni fortemente schierate contro i nostalgici del ventennio. Nella prima si propone di cambiare lo statuto perché siano evidenziati le ricorrenze antifasciste fa ricordare nel territorio comunale (liberazione italiana, del Comune e la festa della Repubblica). L’altro prevede invece che al momento della richiesta di uno spazio pubblico, come una sala comunale, oppure quando si vuole fare un corteo, si debba firmare anche una sorta di dichiarazione in cui si accerti che i motivi della richiesta siano compatibili con la XII disposizione transitoria della Costituzione italiana poi tradotta in reato dalla nota legge Scelba contro l’apologia del fascismo. La mozione è stata votata dalla maggioranza e da Daniele Bernardi dei Cinquestelle e da Nicola Morelli di Forza Italia.

«La proposta è stata elaborata dall’Anpi di Massarosa e noi siamo stati i primi a votarla in Lucchesia – spiega il consigliere Leonardo Gilardetti di Sinistra Comune – in pratica si chiede a coloro che fanno domanda per uno spazio pubblico di mettere nero su bianco l’intento di ispirarsi ai valori antifascisti della Costituzione. Un impegno per limitare nel territorio derive nostalgiche».

Il consigliere si riferisce non solo alle cosiddette “passeggiate della sicurezza” di alcuni gruppi di Forza Nuova in via Cenami ma anche all’adesione da parte di alcuni gruppi che si ispirano al ventennio alla manifestazione dei cittadini il 18 agosto scorso. Ai tempi del rinnovato scontro tra nero e rosso l’atto non ha mancato di far discutere e alcuni già parlano di censura. Perché nell’epoca del “tutto concesso perché relativo” il fascismo sembra diventata un’opinione come un’altra.

«Non mettiamo fuori legge chi la pensa diversamente da noi – spiega Girardelli – se uno in casa sua vuole mettere il busto di Mussolini è ovviamente libero di farlo ma esistono due piani: la libertà costituzionale è differente da quella d’arbitrio. Vogliamo evitare che gli spazi pubblici vengano utilizzati fuori dai valori antifascisti dell’assemblea costituente».

Il provvedimento è stato votato ma ancora non è operativo quindi non è stata ancora deciso in che modo questa disposizione prenderà forma: la via più semplice, secondo quanto si dice in Comune, sarebbe di includere direttamente l’autocertificazione al momento della sottoscrizione della richiesta. Saranno la commissione e gli uffici a trovare la formula.

«Il Movimento Cinque Stelle non solo ha votato la mozione ma l’ha anche integrata – conclude Gilardetti – è stata inserita un’estensione ispirata ai valori dell’anti-omofobia, anti-razzismo».

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