Gioco
Marchi avverte gli alleati: così il centrodestra si sfalda
L’ex vicesindaco dice no a candidature imposte dall’alto per designare il successore di Mallegni. «In caso contrario ognuno andrà per la sua strada»
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PIETRASANTA. «Il prossimo candidato a sindaco del centrodestra? Nessuna imposizione: va condiviso. Altrimenti finirà come nel 2010: con una sonora sconfitta elettorale». Parole di Marco Marchi, vicesindaco durante i primi mandati Mallegni e ancora oggi anima di riferimento di una coalizione «che da quando Mallegni ha rassegnato le dimissioni – dice Marchi – si sta sfaldando. La situazione è seria. Qui va avviato, al più presto, un percorso per la scelta di un candidato che abbia sì un minimo di esperienza amministrativa ma che oltre a rappresentare le forze politiche sia da riferimento anche per le realtà sociali. E serve discontinuità col passato. Imporre, come nel 2010 – da Mallegni, ndr – un nome sarebbe un errore imperdonabile e trascinerebbe il centrodestra in un una lotta dai risultati devastanti e che aprirebbe le porte al successo del centrosinistra. Eventualità che visti i guasti fatti da Lombardi&co, sarebbe un grave danno per Pietrasanta».
Marchi non fa i nomi ma il messaggio non si presta a molte interpretazioni e ha come destinatario lo stesso Mallegni che, come noto – anche se l’ex sindaco lo ha sempre negato – spinge per la candidatura di Daniele Mazzoni. «La scelta, che sia uomo o donna – insiste Marchi – non deve arrivare dalle segreterie dei partiti o da qualcuno, ma va condivisa e deve coagulare tutte le forze del centrodestra: così come non serve un clone di Mallegni anche perché non c’è. Mallegni ha grandi capacità, gli auguro ogni bene ma è tempo di pensare a un nome forte e che unisca, per Pietrasanta. In caso contrario ognuno andrà per la sua strada. Cosa farò in questa campagna elettorale? In molti, nelle ultime settimane, mi hanno cercato sollecitando una mia candidatura. Grazie, ma ho già dato, anche se in politica mai dire mai. Sono stato amministratore comunale, referente di Ersu, alla Bonifica, all’Apt, nel consorzio Zia, al Clap e credo sia arrivato il momento di dare spazio ad altri. Ma non mi sento un rottamato e so di poter ancora dire la mia: ecco perché ribadisco la necessità di scegliere tutti insieme chi sarà chiamato a rappresentarci alle prossime elezioni».
Nel frattempo, nel centrosinistra, prende sempre più campo l’ipotesi di Ettore Neri. «Gli riconosco buone doti amministrative – spiega Marchi – sarebbe un avversario temibile, soprattutto per un centrodestra disunito. Dipende tutto da noi. I tempi delle tante liste e delle imposizioni date dai capi non vanno più bene. Prima lo capiamo e meglio è».
Luca Basile
Marchi non fa i nomi ma il messaggio non si presta a molte interpretazioni e ha come destinatario lo stesso Mallegni che, come noto – anche se l’ex sindaco lo ha sempre negato – spinge per la candidatura di Daniele Mazzoni. «La scelta, che sia uomo o donna – insiste Marchi – non deve arrivare dalle segreterie dei partiti o da qualcuno, ma va condivisa e deve coagulare tutte le forze del centrodestra: così come non serve un clone di Mallegni anche perché non c’è. Mallegni ha grandi capacità, gli auguro ogni bene ma è tempo di pensare a un nome forte e che unisca, per Pietrasanta. In caso contrario ognuno andrà per la sua strada. Cosa farò in questa campagna elettorale? In molti, nelle ultime settimane, mi hanno cercato sollecitando una mia candidatura. Grazie, ma ho già dato, anche se in politica mai dire mai. Sono stato amministratore comunale, referente di Ersu, alla Bonifica, all’Apt, nel consorzio Zia, al Clap e credo sia arrivato il momento di dare spazio ad altri. Ma non mi sento un rottamato e so di poter ancora dire la mia: ecco perché ribadisco la necessità di scegliere tutti insieme chi sarà chiamato a rappresentarci alle prossime elezioni».
Nel frattempo, nel centrosinistra, prende sempre più campo l’ipotesi di Ettore Neri. «Gli riconosco buone doti amministrative – spiega Marchi – sarebbe un avversario temibile, soprattutto per un centrodestra disunito. Dipende tutto da noi. I tempi delle tante liste e delle imposizioni date dai capi non vanno più bene. Prima lo capiamo e meglio è».
Luca Basile
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