Sicurezza
GPS PER IL PARCO
Controlli più fiscali nelle cave di marmo
SERAVEZZA. Saranno più meticolosi i controlli sulle autorizzazioni e le prescrizioni rilasciate per le attività estrattive da parte del Parco delle Alpi Apuane. Molto preso infatti sarà in dotazione...
1 MINUTI DI LETTURA
SERAVEZZA. Saranno più meticolosi i controlli sulle autorizzazioni e le prescrizioni rilasciate per le attività estrattive da parte del Parco delle Alpi Apuane. Molto preso infatti sarà in dotazione dell’ente che tutela l’area protetta un dispositivo tecnologico: servirà per misurare i reali metri cubi di materiale esportato in cava in linea con il piano di coltivazione.
Il commissario dell’ente, Alberto Putamorsi, ha disposto l’acquisto di un dispositivo Gps con rover connesso, che consentirà il controllo puntuale delle lavorazioni, e la loro conformità alle autorizzazioni che il Parco ha rilasciato. «Uno strumento necessario – spiega Putamorsi – che permetterà controlli più sicuri contro illeciti e opere in difformità alle autorizzazioni che il Parco rilascia e che permetterà controlli maggiori non solo sugli abusi ma anche sull’esecuzione dei provvedimenti di ripristino».
Buona parte delle attività di accertamento e vigilanza espletate dall’Uos “Vigilanza e gestione della fauna” del Parco riguarda la verifica del rispetto delle autorizzazioni e prescrizioni rilasciate per le attività estrattive. Ma l’assenza adeguata di una strumentazione di precisione rende complesso effettuare misure accurate dei cantieri estrattivi, favorendo le attività illecite e alimentando i contenziosi sulle eventuali sanzioni e sui provvedimenti di ripristino. Da qui la decisione del commissario di affidarsi alla tecnologia per difendere l’ambiente e produrre indagini puntuali e inappellabili.
Il commissario dell’ente, Alberto Putamorsi, ha disposto l’acquisto di un dispositivo Gps con rover connesso, che consentirà il controllo puntuale delle lavorazioni, e la loro conformità alle autorizzazioni che il Parco ha rilasciato. «Uno strumento necessario – spiega Putamorsi – che permetterà controlli più sicuri contro illeciti e opere in difformità alle autorizzazioni che il Parco rilascia e che permetterà controlli maggiori non solo sugli abusi ma anche sull’esecuzione dei provvedimenti di ripristino».
Buona parte delle attività di accertamento e vigilanza espletate dall’Uos “Vigilanza e gestione della fauna” del Parco riguarda la verifica del rispetto delle autorizzazioni e prescrizioni rilasciate per le attività estrattive. Ma l’assenza adeguata di una strumentazione di precisione rende complesso effettuare misure accurate dei cantieri estrattivi, favorendo le attività illecite e alimentando i contenziosi sulle eventuali sanzioni e sui provvedimenti di ripristino. Da qui la decisione del commissario di affidarsi alla tecnologia per difendere l’ambiente e produrre indagini puntuali e inappellabili.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google