Il dolore
Suicidio nella casa di cura, condannato ex direttore
Ospite della Rsa si tolse la vita: la Corte d’Assise d’Appello cambia la sentenza di primo grado
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CAMAIORE. Colpo di scena nel processo per la morte di Giancarlo Tonacchera, il 64enne camaiorese scomparso nel 2010 dopo essersi gettato da un balcone della residenza Villa Alfieri a Lido. La Corte d’Assise d’Appello di Firenze ha riformato in parte la sentenza di primo grado, condannando l’ex direttore della struttura Roberto Rao, 44enne di Stiava, alla pena di un anno e quattro mesi. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di abbandono di incapace.
L’episodio si verificò la sera del 10 settembre 2010. A giudizio erano finiti, oltre all’allora direttore, altri cinque membri del personale della Rsa. Secondo la Procura di Lucca Giancarlo Tonacchera, ospite della struttura convenzionata con l’allora Asl 12 di Viareggio, aveva già tentato di togliersi la vita in almeno due occasioni. Vista la situazione, per gli inquirenti, il personale della struttura non aveva adottato le contromisure necessarie per impedirgli un nuovo tentativo. In particolare non gli avrebbero impedito di lasciare la stanza nelle ore notturne, accedendo liberamente ai balconi dopo aver aperto una finestra. Questa impostazione, però, fu ritenuta insufficiente dal giudice del tribunale di Lucca Marcella Spada Ricci. Che prosciolse tutti gli imputati, dando credito alla linea difensiva.
Contro questa decisione del gup sia la Procura che i legali che tutelano la famiglia di Tonacchera, gli avvocati Marco Taddei ed Elisabetta Genghi, avevano fatto appello. Il processo si è trascinato per anni: fatto sta che alla fine la Corte d’Assise di Appello si è pronunciata, condannando l’ex direttore di Villa Alfieri e confermando l’assoluzione per gli altri imputati. «Siamo soddisfatti – affermano gli avvocati di parte civile – dopo sette anni questo è un punto di svolta nel riconoscimento di responsabilità che a nostro avviso ci sono state».
Matteo Tuccini
L’episodio si verificò la sera del 10 settembre 2010. A giudizio erano finiti, oltre all’allora direttore, altri cinque membri del personale della Rsa. Secondo la Procura di Lucca Giancarlo Tonacchera, ospite della struttura convenzionata con l’allora Asl 12 di Viareggio, aveva già tentato di togliersi la vita in almeno due occasioni. Vista la situazione, per gli inquirenti, il personale della struttura non aveva adottato le contromisure necessarie per impedirgli un nuovo tentativo. In particolare non gli avrebbero impedito di lasciare la stanza nelle ore notturne, accedendo liberamente ai balconi dopo aver aperto una finestra. Questa impostazione, però, fu ritenuta insufficiente dal giudice del tribunale di Lucca Marcella Spada Ricci. Che prosciolse tutti gli imputati, dando credito alla linea difensiva.
Contro questa decisione del gup sia la Procura che i legali che tutelano la famiglia di Tonacchera, gli avvocati Marco Taddei ed Elisabetta Genghi, avevano fatto appello. Il processo si è trascinato per anni: fatto sta che alla fine la Corte d’Assise di Appello si è pronunciata, condannando l’ex direttore di Villa Alfieri e confermando l’assoluzione per gli altri imputati. «Siamo soddisfatti – affermano gli avvocati di parte civile – dopo sette anni questo è un punto di svolta nel riconoscimento di responsabilità che a nostro avviso ci sono state».
Matteo Tuccini
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