Il Tirreno

Versilia

Del Dotto contro il caro-rifiuti «Ecco la ricetta per risparmiare»

di Donatella Francesconi
Del Dotto contro il caro-rifiuti «Ecco la ricetta per risparmiare»

Il sindaco di Camaiore: per spendere meno soldi va superato il rapporto con il Consorzio Conai «E gli utili di Sea Risorse devono essere investiti nell’abbattimento della tariffa proposta ai cittadini»

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CAMAIORE. Un milione di ricavi dalla vendita del rifiuto differenziato che, solo per Viareggio - nel periodo gennaio-agosto 2017 - ammonta a 21mila tonnellate come dichiarato dall’amministratore delegato di Sea Risorse, Alberto Corsetti. «Corsetti - è l’analisi del sindaco Alessandro Del Dotto - ha posto in evidenza un effetto, ma per capire la situazione va analizzata la catena di gestione del servizio che lega Sea ai fornitori e, dunque, agli impianti e ai servizi a disposizione della nostra azienda».

Ma ci si è posti il problema di avere ricavi importanti dalla vendita dei materiali? E se no perché?

«La situazione degli impianti nel nostro Ato Costa è ancora in discussione e in corso di definizione, con un fronte sempre più ampio che esclude l'incenerimento; di questo, certo, si risente. Così come sappiamo bene che Sea conferisce anche ad impianti non solo nel territorio versiliese e che, dunque, sono sotto la gestione di altri, anche semi-privati. Tuttavia, la prima domanda da farsi è se si stanno utilizzando tutti gli impianti disponibili e quelli meno costosi, perché in attesa della definizione dei flussi e degli impianti nell'Ato Costa non sarebbe saggio prescindere da una valutazione di opportunità anche diverse da quelle degli odierni fornitori».

Un milione è davvero poco, però...

«Certo. E c’è da discutere la scelta di distribuzione degli utili, che pure potrebbero essere un veicolo di investimento nel servizio, andando a sgravare la tariffa dei Comuni che potrebbero o diminuirla o finanziarci ampliamenti di servizio».

Altrove si indicono appalti per piazzare carta, plastica, vetro: non sarebbe il caso?

«Sea ha il pregio, ma anche il limite, di avere soci di capitali che sono anche soci di servizi (che, dunque, fanno tanti servizi pur avendo fatto un'unica gara, tanti anni fa...): è una responsabilità dei Comuni. Che non fecero una scelta bilanciata, avendo pensato che i soci di servizi sarebbero stati la soluzione economica migliore in assoluto (peraltro, risparmiando sulle gare). E invece, proprio con le gare si ottengono i risultati migliori, in un mercato che è estremamente concorrenziale. È precisa responsabilità dei gestori, in quanto concessionari di servizi affidati in via esclusiva dai Comuni, procedere alle gare per quanto non direttamente svolto dalle società partecipanti il capitale.

È immaginabile una tariffa puntuale reale risparmio per i cittadini se i costi non vengono abbattuti anche selezionando impianti più convenienti?

«Certo che no! È una illusione. Se vogliamo un reale risparmio collettivo serve ridurre i costi dello smaltimento. Faccio un esempio: nel mio Comune, 6 milioni circa vanno per lo smaltimento e 4 circa per la raccolta; per abbattere i 6 milioni (ancor oggi determinati in buona parte da discariche costose), devo aumentare il quantitativo che va a compostaggio e riciclo e, per questo, a fianco del Pap servono gli impianti. O ci sono, e vanno scelti con gare, o vanno fatti riconvertendo quelli esistenti. Quindi, va fatto bene il Pap e servono impianti ben dotati ed economici, non semplicemente quelli già in dotazione o che discendono da singoli e datati rapporti contrattuali. La tariffa puntuale ha l'effetto di ripartire i costi fra i cittadini, ma la massa del costo resta quella, pur essendo la tariffa uno strumento che contribuisce a sensibilizzare al conferimento giusto».

Camaiore ha sposato la strategia Rifiuti Zero: ma i rifiuti a chi vanno in vendita?

«Il sistema Conai, che risale agli anni '90, non pare garantire ai Comuni la definizione di un giusto prezzo. E questo è stato denunciato costantemente dall'Associazione Comuni virtuosi. Su questo tema, Anci deve farsi sentire, a fianco dei Comuni. Esistono decine e decine di operatori che vengono a proporci il ritiro di alcune tipologie di rifiuto a costo zero per Comune e cittadini: è a queste realtà che dovremo guardare come parametro di riferimento nella discussione del prossimo Piano di servizi con Sea».

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