Il dolore
Piano regolatore portuale, riprende il confronto
Autorità portuale e Comune tornano a discuterne. Tra i temi anche la destinazione di alcune banchine
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VIAREGGIO. Il 4 ottobre è un giorno importante per il porto di Viareggio. Autorità portuale regionale e Comune di Viareggio riprendono il confronto sul nuovo Piano regolatore portuale, al quale l’Authority del segretario Fabrizio Morelli ha messo mano ormai da tempo ma che segna il passo ormai da altrettanto troppo tempo.
Al centro del confronto con tutti i soggetti coinvolti si è posta, fin da subito, la questione degli spazi portuali e di una loro rivisitazione. Nel Rapporto conclusivo della fase di ascolto che l’Autorità portuale regionale ha avviato sul finire del 2014 in vista del nuovo Piano regolatore portuale si legge: «Le aziende hanno evidenziato come «il porto di Viareggio, oggi, possieda un Piano degli ormeggi e infrastrutture inadeguati ad accogliere grandi yachts». Ecco, dunque, da dove nasce la necessità di rivedere la distribuzione degli spazi nelle darsene. Ed anche in fretta, visto che nel documento dell’Authority si legge ancora: «Al fine del raggiungimento degli obiettivi sopra richiamati viene giudicato strategico dalle aziende il fattore temporale, che richiede soluzioni flessibili, anche a carattere temporaneo, nel breve termine».
Già nel gennaio dello scorso anno il “Tirreno” scrisse dell’esigenza dell’Authority di poter usufruire di maggiori spazi di manovra per le imbarcazioni sulle banchine destinate ai lavori, in particolare sulla Lenci. Che fa angolo con la Natino, destinata oggi ai pescatori per 80 metri, alle spalle dei quali vi sono i magazzini che i pescatori viareggini stanno acquistando dal Comune. Tra le ipotesi anche quella di spostare i pescatori sulla banchina Sandorino che, però, è in concessione trentacinquennale all’imprenditore Paolo Del Pistoia. «Io non ne so niente», risponde al “Tirreno” l’interessato: «Ne sento parlare per la prima volta». Eppure l’ipotesi allo studio è nota ai pescatori ed il “Tirreno” ne ha già scritto un anno e mezzo fa. Ed è uno dei punti sui quale l’Autorità portuale sarebbe decisa ad andare avanti.
L’incontro del 4 ottobre servirà a mettere sul tavolo del confronto tutte le pedine dello scacchiere porto. Con una certezza: di tempo ne è trascorso fin troppo. (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Al centro del confronto con tutti i soggetti coinvolti si è posta, fin da subito, la questione degli spazi portuali e di una loro rivisitazione. Nel Rapporto conclusivo della fase di ascolto che l’Autorità portuale regionale ha avviato sul finire del 2014 in vista del nuovo Piano regolatore portuale si legge: «Le aziende hanno evidenziato come «il porto di Viareggio, oggi, possieda un Piano degli ormeggi e infrastrutture inadeguati ad accogliere grandi yachts». Ecco, dunque, da dove nasce la necessità di rivedere la distribuzione degli spazi nelle darsene. Ed anche in fretta, visto che nel documento dell’Authority si legge ancora: «Al fine del raggiungimento degli obiettivi sopra richiamati viene giudicato strategico dalle aziende il fattore temporale, che richiede soluzioni flessibili, anche a carattere temporaneo, nel breve termine».
Già nel gennaio dello scorso anno il “Tirreno” scrisse dell’esigenza dell’Authority di poter usufruire di maggiori spazi di manovra per le imbarcazioni sulle banchine destinate ai lavori, in particolare sulla Lenci. Che fa angolo con la Natino, destinata oggi ai pescatori per 80 metri, alle spalle dei quali vi sono i magazzini che i pescatori viareggini stanno acquistando dal Comune. Tra le ipotesi anche quella di spostare i pescatori sulla banchina Sandorino che, però, è in concessione trentacinquennale all’imprenditore Paolo Del Pistoia. «Io non ne so niente», risponde al “Tirreno” l’interessato: «Ne sento parlare per la prima volta». Eppure l’ipotesi allo studio è nota ai pescatori ed il “Tirreno” ne ha già scritto un anno e mezzo fa. Ed è uno dei punti sui quale l’Autorità portuale sarebbe decisa ad andare avanti.
L’incontro del 4 ottobre servirà a mettere sul tavolo del confronto tutte le pedine dello scacchiere porto. Con una certezza: di tempo ne è trascorso fin troppo. (d.f.)
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