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Marialina Marcucci: «La bufera sul manifesto del Carnevale? Ce l’aspettavamo»

di Claudio Vecoli
La presidente della Fondazione Marialina Marcucci con l'autore del manifesto Renato Missaglia
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La presidente della Fondazione Marialina Marcucci con l'autore del manifesto Renato Missaglia

La presidente della Fondazione difende l’opera di Missaglia: «Abbiamo scelto di uscire dai canoni della tradizione»

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VIAREGGIO. Che il nuovo manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio potesse sollevare un polverone, con ogni probabilità, se lo aspettava lei per prima. Del resto uno scotto da pagare per aver rotto con la tradizione non poteva non averlo messo in conto. Forse, però, non si immaginava che l’opera di Renato Missaglia scelta dalla Fondazione per promuovere l’edizione 2018 scatenasse un simile putiferio. Così alla presidente Marialina Marcucci spetta il compito di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. E mettere qualche puntino sulle “i” per evitare che le argomentazioni scadano nel becero e nel falso. Come ad esempio il fatto che per la realizzazione del manifesto ufficiale non sia stato elargito alcun compenso all’autore.

Allora presidente, il manifesto firmato da Missaglia non sembra aver favorevolmente impressionato i viareggini…

«Ho letto molte critiche, alcune delle quali devo dire anche spiritose. Sapevamo che l’aver scelto quel tipo di immagine così diversa dall’iconografia tradizionale dei manifesti del Carnevale di Viareggio avrebbe potuto provocare qualche reazione negativa. Così è stato. Ma noi restiamo convinti della scelta fatta».

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Fra le critiche spicca quella di Adriana Bonetti, figlia dell’inventore di Burlamacco, che proprio dalle colonne del Tirreno parla di “tradimento della storia del Carnevale” per aver cancellato la maschera ufficiale dal manifesto. Cosa le risponde?

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«Con Adriana Bonetti ci eravamo sentite un po’ di tempo fa e avevamo parlato di future collaborazioni con la Fondazione. Sulla scelta di non inserire l’immagine di Burlamacco sul manifesto ufficiale, può darsi che abbia anche le sue ragioni. Però noi abbiamo lasciato la massima libertà di espressione all’artista. Così come, nel caso dello scorso anno, non avevamo imposto alcun vincolo anche a Giorgio Michetti che ha firmato il manifesto del Carnevale 2017. Quello che semmai gli abbiamo chiesto prima di realizzare il disegno è di entrare in contatto con il mondo del Carnevale. Invitandolo a visitare gli hangar, a parlare con i carristi, a farsi un’idea sul posto. E lui si è prestato volentieri».

Al di là della diatriba Burlamacco-sì o Burlamacco-no, in molti sostengono che l’opera scelta non richiami immediatamente l’idea del Carnevale. E, quindi, che si perda l’effetto che un manifesto promozionale deve avere.

«Abbiamo voluto scegliere un artista di grande valore come Missaglia che ha dato la sua interpretazione del Carnevale di Viareggio. Personalmente ritengo che nel manifesto vi siano i richiami alle maschere, alla festa, ai colori. E comunque, per la campagna promozionale che servirà per il lancio dell’edizione 2018, abbiamo declinato il manifesto in più soluzioni. Oltre al manifesto tradizionale presentato giovedì, la nostra comunicazione utilizzerà anche altre soluzioni di impatto più immediato. Dove, per altro, continuerà a comparire l’immagine di Burlamacco».

In molti si chiedono quanto sia costato affidare il manifesto ad un artista come Missaglia. Può chiarire questo aspetto?

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«Lo faccio più che volentieri. In realtà Renato Missaglia ha donato questa sua opera senza volere alcun compenso in cambio. Dirò di più: ha donato alla Fondazione Carnevale anche i disegni preparatori del manifesto. Credo che anche per un artista già noto e affermato come lui il fatto di poter firmare il manifesto ufficiale del Carnevale di Viareggio sia comunque un motivo di soddisfazione anche professionale. Fra l’altro, quando al termine della presentazione è stato preso letteralmente d’assalto dai presenti per poter ottenere una copia autografata del manifesto, l’ho visto favorevolmente colpito e molto soddisfatto».

Perché avete scelto proprio lui?

«All’inizio avevamo preso in considerazione l’idea di coinvolgere uno degli artisti che espongono alla Gamc di Viareggio. Poi, grazie anche ad una agenzia di comunicazione di Milano con cui abbiamo dei contatti, ci è stato proposto il suo nome. E visto il curriculum abbiamo pensato che potesse essere la persona giusta».



@ClaVecoli.
 

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