La protesta
Stop del prefetto all’arrivo di altri migranti ad Azzano
Accolta la richiesta degli abitanti della frazione fatta propria dal Comune L’assessore Guidugli: «Soltanto un’integrazione graduale può funzionare»
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SERAVEZZA. La sommossa – si fa per dire – della comunità di Azzano e gli annunci del primo cittadino Riccardo Tarabella hanno sortito il loro effetto. La prefetta Maria Laura Simonetti ha congelato la seconda operazione di accoglienza. Era infatti previsto l’arrivo nel paesino montano di Seravezza di altre persone richiedenti asilo. Qualche giorno fa chi avrebbe dovuto ospitare nella propria casa la seconda mandata di migranti era a sgombrare le stanze e ripulire l’abitazione convinta che i migranti sarebbero arrivati, nonostante i brotolii dei compaesani. L’assessore Orietta Guidugli ha però chiarito di nuovo la situazione con gli abitanti.
«A seguito dell’incontro pubblico con i residenti di Azzano – spiega Guidugli – io e il sindaco ci siamo recati dal Prefetto, al quale abbiamo girato tutte le domande e le osservazioni che i cittadini avevano espresso a noi. In quell’occasione per primo abbiamo avuto la conferma di quanto richiesto: ad Azzano non ci saranno nuovi insediamenti».
Per quanto riguarda invece i 12 presenti e le condizioni dell’abitazione in cui sono ospitati? «Ad alcune domande – prosegue Orietta Guidugli – è stata data subito risposta, per altre siamo in attesa di avere dettagli, dopodiché ci recheremo di nuovo ad Azzano per aggiornare la comunità».
Un altro aspetto pare abbastanza certo: i 12 richiedenti asilo politico che da quest’estate si trovano ad Azzano per adesso rimarranno tutti lì. «Per quanto riguarda l’abitazione e le condizioni di salute dei ragazzi - aggiunge l’assessore - siamo in attesa di avere chiarimenti, e casomai la prossima settimana solleciteremo la prefettura».
Intanto come già sottolineato in altre occasioni a Seravezza dovranno ancora essere accolti 23 migranti, per raggiungere la quota di 48, così come prevedono le direttive. La linea del Comune è quella del sì all’accoglienza, ma con metodo e distribuita su tutto il territorio. L’assessore Guidugli insieme all’ufficio sociale stanno collaborando da mesi con la Misericordia di Lido di Camaiore per cercare case in affitto. «Noi siamo per un’integrazione graduale – conclude Orietta Guidugli – ovvero con gruppi di massimo 5 o 6 persone, sia per agevolare la loro integrazione che per essere meglio accettati dalle comunità coinvolte».
Tiziano Baldi Galleni
«A seguito dell’incontro pubblico con i residenti di Azzano – spiega Guidugli – io e il sindaco ci siamo recati dal Prefetto, al quale abbiamo girato tutte le domande e le osservazioni che i cittadini avevano espresso a noi. In quell’occasione per primo abbiamo avuto la conferma di quanto richiesto: ad Azzano non ci saranno nuovi insediamenti».
Per quanto riguarda invece i 12 presenti e le condizioni dell’abitazione in cui sono ospitati? «Ad alcune domande – prosegue Orietta Guidugli – è stata data subito risposta, per altre siamo in attesa di avere dettagli, dopodiché ci recheremo di nuovo ad Azzano per aggiornare la comunità».
Un altro aspetto pare abbastanza certo: i 12 richiedenti asilo politico che da quest’estate si trovano ad Azzano per adesso rimarranno tutti lì. «Per quanto riguarda l’abitazione e le condizioni di salute dei ragazzi - aggiunge l’assessore - siamo in attesa di avere chiarimenti, e casomai la prossima settimana solleciteremo la prefettura».
Intanto come già sottolineato in altre occasioni a Seravezza dovranno ancora essere accolti 23 migranti, per raggiungere la quota di 48, così come prevedono le direttive. La linea del Comune è quella del sì all’accoglienza, ma con metodo e distribuita su tutto il territorio. L’assessore Guidugli insieme all’ufficio sociale stanno collaborando da mesi con la Misericordia di Lido di Camaiore per cercare case in affitto. «Noi siamo per un’integrazione graduale – conclude Orietta Guidugli – ovvero con gruppi di massimo 5 o 6 persone, sia per agevolare la loro integrazione che per essere meglio accettati dalle comunità coinvolte».
Tiziano Baldi Galleni
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