La manifestazione
Anche Donatella tornerà a Viareggio
di Claudio Vecoli
«Voglio andare lontano da Ischitella e da questi posti che mi ricordano solo dolore»
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VIAREGGIO. Tornerà ad abitare a Viareggio. Come negli anni in cui portava la sua Nicolina a scuola alle elementari del Terminetto. E dove alla fine di agosto aveva provato a rifarsi una vita lontana dal suo ex compagno che per vendicarsi di lei le ha ucciso la figlia con un colpo di pistola al volto. Donatella Rago non ha dubbi. «Qui a Ischitella - racconta al telefono dalla Puglia, dove si trova insieme all’ex marito Ezio Pacini - non voglio più starci. Verrò ad abitare a Viareggio, lontano da questi posti che finirebbero per ricordarmi solo il dolore della perdita di mio figlio. E a Viareggio voglio tornare insieme all’altro mio figlio...»
Ma in attesa dei funerali in programma questo pomeriggio alle 15,30, il pensiero di Donatella Rago va inevitabilmente a Nicolina. «Voglio che mia figlia sia seppellita a Viareggio. Io sono la mamma e credo che una madre abbia il diritto di scegliere dove far riposare per sempre la sua piccola. Qui ad Ischitella non sarebbe guardata. E io voglio andare tutti i giorni a trovarla al cimitero. Non mi hanno permesso di portarmela a Viareggio da viva, che almeno mi consentano di farlo da morta», implora in un grido strozzato dal pianto.
Qui, in accordo con l’ex marito, Donatella vuol portare anche l’altro figlio nato dal matrimonio con Ezio (che al momento, però, i giudici hanno affidato ai nonni materni). «Nicolina era nata in Puglia, a San Severo, ma era venuta a Viareggio quando aveva appena 15 giorni. Il fratello più piccolo, invece, è venuto alla luce proprio all’ospedale Versilia. A Viareggio inizieremo una nuova vita, anche se senza mia figlia sarà come non avere l’ossigeno. Andrò a trovarla tutti i giorni al cimitero, non la farò mai sentire sola...»
E in attesa del funerale, la madre si abbandona anche ad un desiderio. «Andrò a Foggia e comprerò a mia figlia il vestito più bello che c'è, perché me l'hanno lasciata nuda, non mi hanno fatto neppure trovare i suoi vestiti», si sfoga.
Ma non mancano parole dure anche nei confronti dei suoi genitori, a cui erano stati dati in affidamento i figli e contro i quali Donatella ha parole durissime «Dov'erano i nonni mentre mia figlia moriva? Ora denuncerò tutti, perderanno l'affido». Poi aggiunge. «Avevo chiesto ai miei figli di venire con me a Viareggio dove mi sono trasferita per lavoro, per dare loro un futuro migliore, ma non hanno voluto seguirmi perché qui avevano la scuola e le loro amicizie. Avevano detto che non sarebbe successo nulla...»
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Ma in attesa dei funerali in programma questo pomeriggio alle 15,30, il pensiero di Donatella Rago va inevitabilmente a Nicolina. «Voglio che mia figlia sia seppellita a Viareggio. Io sono la mamma e credo che una madre abbia il diritto di scegliere dove far riposare per sempre la sua piccola. Qui ad Ischitella non sarebbe guardata. E io voglio andare tutti i giorni a trovarla al cimitero. Non mi hanno permesso di portarmela a Viareggio da viva, che almeno mi consentano di farlo da morta», implora in un grido strozzato dal pianto.
Qui, in accordo con l’ex marito, Donatella vuol portare anche l’altro figlio nato dal matrimonio con Ezio (che al momento, però, i giudici hanno affidato ai nonni materni). «Nicolina era nata in Puglia, a San Severo, ma era venuta a Viareggio quando aveva appena 15 giorni. Il fratello più piccolo, invece, è venuto alla luce proprio all’ospedale Versilia. A Viareggio inizieremo una nuova vita, anche se senza mia figlia sarà come non avere l’ossigeno. Andrò a trovarla tutti i giorni al cimitero, non la farò mai sentire sola...»
E in attesa del funerale, la madre si abbandona anche ad un desiderio. «Andrò a Foggia e comprerò a mia figlia il vestito più bello che c'è, perché me l'hanno lasciata nuda, non mi hanno fatto neppure trovare i suoi vestiti», si sfoga.
Ma non mancano parole dure anche nei confronti dei suoi genitori, a cui erano stati dati in affidamento i figli e contro i quali Donatella ha parole durissime «Dov'erano i nonni mentre mia figlia moriva? Ora denuncerò tutti, perderanno l'affido». Poi aggiunge. «Avevo chiesto ai miei figli di venire con me a Viareggio dove mi sono trasferita per lavoro, per dare loro un futuro migliore, ma non hanno voluto seguirmi perché qui avevano la scuola e le loro amicizie. Avevano detto che non sarebbe successo nulla...»
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