Il Tirreno

Versilia

Il cugino dell'omicida: "Voleva 300 euro per andare a Viareggio a uccidere Donatella"

L'omicida, la mamma della vittima e la vittima
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L'omicida, la mamma della vittima e la vittima

Delitto di ischitella: "Non accettava l'idea che la ex compagna l'avesse lasciato"

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VIAREGGIO. "Una volta mi sono trovato in caserma e ho accennato al maresciallo dei carabinieri: 'vedi che mio cugino dice che ha una pistola', ma poiché lui era un chiacchierone non prendevano in considerazione una cosa del genere".

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Lo ha detto dinanzi alle telecamere della 'Vita In Diretta' il cugino di Antonio Di Paola, l'uomo che ha ucciso ad Ischitella (Foggia) Nicolina Pacini, la quindicenne viareggina figlia di Donatella Rago, sua ex compagna.

"Un giorno è venuto qui con la lametta - ha raccontato - e ha detto: 'mi ammazzo' e io l'ho bloccato. Attualmente parlava con mio fratello e gli chiedeva dei soldi per andare a Viareggio per ucciderla. Gli ha chiesto 300 euro e mio fratello gli ha detto: 'dove li prendo i soldi?'. Lui ha detto di avere una pistola carica con 12 proiettili. Lui non accettava che lei lo avesse lasciato, aveva quel tipo di mentalità 'o con me o con nessuno'".

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