Sicurezza
Il Cup ha l’acqua alla gola «In pochi per rispondervi»
di Matteo Tuccini
Utenti esasperati: impossibile parlare con l’Asl per prenotare visite ed esami Gli operatori si difendono: siamo in quattro a ricevere 300 telefonate ogni giorno
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VIAREGGIO. Confessano che non ce la fanno più. «Ma non possiamo esporci troppo, figuriamoci con i giornalisti», spiegano gli operatori del Centro prenotazioni visite ed esami dell’ospedale Versilia. L’unica cosa certa, dicono, «è che siamo in pochi. E non riusciamo a parlare con tutti quelli che ci telefonano o che si presentano agli sportelli».
Trecento le telefonate che arrivano ogni giorno al Centro prenotazioni versiliese. Innumerevoli le mail, a cui però non si riesce a dare più risposta, se non per disdire una prenotazione. Mentre agli sportelli dell’ospedale, dove in tre si occupano di accogliere le richieste dei pazienti, si fanno come minimo 180 accessi giornalieri. Con decine di persone, a volte anche 100, in coda. Un flusso a cui il personale del Cup non riesce a dare una risposta adeguata.
Così gli utenti vedono allungarsi i tempi necessari per una visita o un esame che già non vengono fissati a breve. A volte non riescono neppure a parlare con l’operatore e si arrabbiano. «Se chiami al telefono l’Asl per una prenotazione – si lamenta un utente – ti dicono che il servizio non è disponibile, ma puoi prenotare tramite e-mail. Spedita la mail, si ottiene la risposta: il servizio è temporaneamente sospeso e si consiglia di telefonare al numero che di nuovo ti dirà di mandare una mail». Una situazione paradossale, degna dello scrittore Franz Kafka. «Di consolante – prosegue – c’è solo il fatto che dovendo attendere per una prestazione 18 mesi, tanto vale non prenotare e rivolgersi ad un centro privato».
Al Cup ammettono che la mail non funziona più, tranne che per le disdette. Ma quanti sono al lavoro per gestire un flusso di quasi 500 richieste giornaliere? Quattro al telefono e tre agli sportelli. Poi ci sono le richieste che arrivano al Cup tramite altre strade: le farmacie, i distretti, i reparti ospedalieri. Non è facile, dicono gli operatori tra un utente e l’altro. Il fatto è che anche loro sono passati dalle forche caudine dei prepensionamenti obbligatori. Che nel 2015 costrinsero l’Asl a privarsi di alcuni dipendenti, perché era stata sforata la spesa per il personale. Da allora il servizio boccheggia: alcuni mesi fa, per soprammercato, due impiegati sono stati comandati nelle Procure di Lucca e Massa sulla base di un accordo tra la Regione e il ministero della Giustizia. Un accordo che dava la possibilità di rimpolpare il personale giudiziario. Ora questi due operatori assenti da mesi, secondo quanto si è potuto apprendere, sono stati sostituiti.
Nel frattempo regna il caos in uno dei settori più delicati della sanità. Ad oggi il tallone d’Achille del sistema versiliese. Un caos a cui non hanno fatto bene i continui cambiamenti dei responsabili del Centro prenotazioni: come se la colpa fosse di chi cercava di mandare avanti una scialuppa, più che una barca. Adesso il servizio è affidato un dirigente esperto del calibro di Enrico Raggi, ex Asl di Massa. Che ha ammesso subito le difficoltà incontrate nella gestione del Cup versiliese: «A settembre – aveva garantito mesi fa – partirà l’organizzazione. Il personale è poco per rispondere a telefonate e mail». A questo dovrà aggiungersi una formazione adeguata degli addetti, che a volte non sembrano essere in grado di fornire informazioni corrette agli utenti. Talvolta spaesati e insoddisfatti dopo un colloquio con l’Asl. Un vecchio mantra dice: il cliente ha sempre ragione. A maggior ragione se si tratta della sanità pubblica.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Trecento le telefonate che arrivano ogni giorno al Centro prenotazioni versiliese. Innumerevoli le mail, a cui però non si riesce a dare più risposta, se non per disdire una prenotazione. Mentre agli sportelli dell’ospedale, dove in tre si occupano di accogliere le richieste dei pazienti, si fanno come minimo 180 accessi giornalieri. Con decine di persone, a volte anche 100, in coda. Un flusso a cui il personale del Cup non riesce a dare una risposta adeguata.
Così gli utenti vedono allungarsi i tempi necessari per una visita o un esame che già non vengono fissati a breve. A volte non riescono neppure a parlare con l’operatore e si arrabbiano. «Se chiami al telefono l’Asl per una prenotazione – si lamenta un utente – ti dicono che il servizio non è disponibile, ma puoi prenotare tramite e-mail. Spedita la mail, si ottiene la risposta: il servizio è temporaneamente sospeso e si consiglia di telefonare al numero che di nuovo ti dirà di mandare una mail». Una situazione paradossale, degna dello scrittore Franz Kafka. «Di consolante – prosegue – c’è solo il fatto che dovendo attendere per una prestazione 18 mesi, tanto vale non prenotare e rivolgersi ad un centro privato».
Al Cup ammettono che la mail non funziona più, tranne che per le disdette. Ma quanti sono al lavoro per gestire un flusso di quasi 500 richieste giornaliere? Quattro al telefono e tre agli sportelli. Poi ci sono le richieste che arrivano al Cup tramite altre strade: le farmacie, i distretti, i reparti ospedalieri. Non è facile, dicono gli operatori tra un utente e l’altro. Il fatto è che anche loro sono passati dalle forche caudine dei prepensionamenti obbligatori. Che nel 2015 costrinsero l’Asl a privarsi di alcuni dipendenti, perché era stata sforata la spesa per il personale. Da allora il servizio boccheggia: alcuni mesi fa, per soprammercato, due impiegati sono stati comandati nelle Procure di Lucca e Massa sulla base di un accordo tra la Regione e il ministero della Giustizia. Un accordo che dava la possibilità di rimpolpare il personale giudiziario. Ora questi due operatori assenti da mesi, secondo quanto si è potuto apprendere, sono stati sostituiti.
Nel frattempo regna il caos in uno dei settori più delicati della sanità. Ad oggi il tallone d’Achille del sistema versiliese. Un caos a cui non hanno fatto bene i continui cambiamenti dei responsabili del Centro prenotazioni: come se la colpa fosse di chi cercava di mandare avanti una scialuppa, più che una barca. Adesso il servizio è affidato un dirigente esperto del calibro di Enrico Raggi, ex Asl di Massa. Che ha ammesso subito le difficoltà incontrate nella gestione del Cup versiliese: «A settembre – aveva garantito mesi fa – partirà l’organizzazione. Il personale è poco per rispondere a telefonate e mail». A questo dovrà aggiungersi una formazione adeguata degli addetti, che a volte non sembrano essere in grado di fornire informazioni corrette agli utenti. Talvolta spaesati e insoddisfatti dopo un colloquio con l’Asl. Un vecchio mantra dice: il cliente ha sempre ragione. A maggior ragione se si tratta della sanità pubblica.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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