Il dolore
Codecasa vince il ricorso per la gara motovedette
di Donatella Francesconi
Bandita dal ministero dei trasporti era stata vinta dal Cantiere Navale Vittoria I giudici del Tar del Lazio hanno disposto una verifica tecnica sui due concorrenti
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «Una sentenza che tutela il lavoro delle maestranze di un antico cantiere viareggino» è il commento dello studio legale Morbidelli-Righi che ha assistito il cantiere Codecasa nel ricorso al Tar del Lazio relativo alla gara europea per la fornitura di cinque motovedette Sar classe "300" (con opzione per l'eventuale fornitura sino ad un massimo di ulteriori dieci unità). Gara europea, da bando del ministero dei trasporti della primavera dello scorso anno, che era stata aggiudicata al Cantiere Navale Vittoria di Adria (Rovigo). Il quale opera nel settore, pur non avendo lo storico rapporto che il cantiere viareggino ha con il Corpo delle Capitanerie di porto, mediante la fornitura di motovedette alla Marina militare del Regno della Malesia, per la quale ha realizzato sei imbarcazioni denominate 20Msar, realizzate da Perlis Marine Engineering in Malesia su progetto di Studio Carmare Design.
Un ricorso al Tar, quello intentato da Codecasa attraverso lo studio legale Morbidelli-Righi, che ha indotto i giudici della terza sezione del Tar del Lazio (presidente Gabriella De Michele, con i colleghi Silvio Lomazzi e Achille Sinatra) a dotarsi di una verificazione tecnica. Per eseguire la quale è stato dato incarico al direttore pro tempore del Dipartimento di ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni dell’università degli di Genova, con facoltà di delega ad un docente del Dipartimento. Il quesito sottoposto al tecnico era cos’ formulato: «Dica il verificatore quali differenze intercorrano tra il modello di imbarcazione “20M Sar Craft” in dotazione alla Marina del Regno di Malesia e le imbarcazioni oggetto dell’offerta della controinteressata Cantiere Navale Vittoria in relazione a dislocamento, a propulsione, a motorizzazione a larghezza ed a tipologia di serbatoi».
È sulla base dell’esito della verifica che il ricorso del cantiere viareggino Codecasa è stato accolto. «La verificazione condotta in corso di causa ha evidenziato – si legge nelle sentenza - che le dette unità in dotazione alla Marina dello Stato asiatico e quelle oggetto dell’offerta di Cantiere Navale Vittoria divergono in modo significativo».
Considerando, scrivono i giudici, che è pur vero che «la legge di gara poneva, quale primo e più generale criterio di confronto, quello della “analogia” tra prodotti da fornire e prodotti già forniti dagli offerenti, e qualificava come “analoghe” tutte le imbarcazioni aventi scafo e sovrastrutture in lega leggera, velocità non inferiore a 30 nodi, lunghezza fuori tutto non inferiore a 12 metri e capacità autoraddrizzante aventi scafo e sovrastrutture in lega leggera. Ma è altresì vero che la stazione appaltante, sempre nel bando, ha avuto cura di restringere ulteriormente il campo delle unità che era possibile offrire, indicando come ammissibili soltanto quelle “non prototipiche”, ovvero, in definitiva, i modelli che fossero già in uso presso una delle marinerie indicate». Elemento centrale, questo, per l’accoglimento del ricorso del cantiere viareggino.
Un ricorso al Tar, quello intentato da Codecasa attraverso lo studio legale Morbidelli-Righi, che ha indotto i giudici della terza sezione del Tar del Lazio (presidente Gabriella De Michele, con i colleghi Silvio Lomazzi e Achille Sinatra) a dotarsi di una verificazione tecnica. Per eseguire la quale è stato dato incarico al direttore pro tempore del Dipartimento di ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni dell’università degli di Genova, con facoltà di delega ad un docente del Dipartimento. Il quesito sottoposto al tecnico era cos’ formulato: «Dica il verificatore quali differenze intercorrano tra il modello di imbarcazione “20M Sar Craft” in dotazione alla Marina del Regno di Malesia e le imbarcazioni oggetto dell’offerta della controinteressata Cantiere Navale Vittoria in relazione a dislocamento, a propulsione, a motorizzazione a larghezza ed a tipologia di serbatoi».
È sulla base dell’esito della verifica che il ricorso del cantiere viareggino Codecasa è stato accolto. «La verificazione condotta in corso di causa ha evidenziato – si legge nelle sentenza - che le dette unità in dotazione alla Marina dello Stato asiatico e quelle oggetto dell’offerta di Cantiere Navale Vittoria divergono in modo significativo».
Considerando, scrivono i giudici, che è pur vero che «la legge di gara poneva, quale primo e più generale criterio di confronto, quello della “analogia” tra prodotti da fornire e prodotti già forniti dagli offerenti, e qualificava come “analoghe” tutte le imbarcazioni aventi scafo e sovrastrutture in lega leggera, velocità non inferiore a 30 nodi, lunghezza fuori tutto non inferiore a 12 metri e capacità autoraddrizzante aventi scafo e sovrastrutture in lega leggera. Ma è altresì vero che la stazione appaltante, sempre nel bando, ha avuto cura di restringere ulteriormente il campo delle unità che era possibile offrire, indicando come ammissibili soltanto quelle “non prototipiche”, ovvero, in definitiva, i modelli che fossero già in uso presso una delle marinerie indicate». Elemento centrale, questo, per l’accoglimento del ricorso del cantiere viareggino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
