Il Tirreno

Versilia

Riomagno, acqua inquinata scatta il divieto di utilizzo

di Melania Carnevali
Riomagno, acqua inquinata scatta il divieto di utilizzo

Dalle analisi del Comune risultano batteri coliformi nella fontana del paese Il sindaco: è una percentuale bassa, ma dobbiamo fare altri controlli

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SERAVEZZA. L’acqua della fontana di Riomagno non è potabile. Non ora, almeno. Contiene infatti «una piccola percentuale» di coliformi, ossia i batteri provenienti dalle feci. È quanto emerso dalle analisi effettuati dalla ditta “Chimici biologia ambiente” per conto del Comune di Seravezza, che ha quindi pubblicato un’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua «fino a quando – fa sapere il sindaco di Seravezza, Riccardo Tarabella – le analisi non ci diranno che non ci sono più tracce di batteri».

Tutti, in paese, utilizzano quella fontanella storica che una trentina di anni fa arrivava anche nelle case accanto. Vengono pure da Querceta, Forte dei Marmi e Pietrasanta per riempire le bottiglie di vetro, nonostante dal 2015, lì sopra, ci sia affisso un cartello con scritto “acqua non destinata a consumo umano”. Lo mise il Comune. E non perché l’acqua non fosse (e non sia) potabile, ma perché è l’Asl che dovrebbe dire se lo è o meno. Il punto è che non rientra nel circuito delle acque controllate dall’azienda sanitaria per la potabilità. Quindi il Comune non può fare altro che consigliare (invano) di non berla. L’acqua che sgorga dalla fontanella è infatti alimentata da un sorgente naturale, piazzata cento metri sopra, che di fatto non ha un gestore ufficiale come Gaia (non alimenta quindi l’acquedotto).

I controlli sulle acque tuttavia vengono fatti regolarmente dal Comune, attraverso un centro analisi privato. E solo nelle ultime analisi è emersa la presenza di coliformi. «È una presenza bassa che ultimamente, da almeno quando sono io sindaco, non era mai stata trovata», commenta Tarabella, tranquillizzando quindi quanti, fino ad oggi, hanno bevuto l’acqua. «Ma quella fontana è uno dei problemi che questa amministrazione vuole affrontare», aggiunge. La maggior parte della conduttura che porta l’acqua dalla sorgente alla fontanella, infatti, è all’aria aperta. Sopra, in teoria, può caderci di tutto: foglie, escrementi, tutto quello che la natura lascia. Ed è uno dei motivi per cui il Comune, nel 2015, ricorse, invano, al cartello di “acqua non destinata a consumo umano”.

Il Comune adesso ha in mente di elaborare un progetto per la realizzazione di una conduttura chiusa e sotterranea. Che poi sarebbe il punto di partenza per far entrare la quella sorgente nel circuito dell’Asl.

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