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Muore in vacanza: i familiari si costituiscono parte civile

Muore in vacanza: i familiari si costituiscono parte civile

Non è ancora partito il processo per la tragedia del 43enne Fabio Maccheroni. Gli imputati sono quattro: ieri il nuovo rinvio, se ne riparlerà il 20 novembre

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PIETRASANTA. Nuovo rinvio del processo per la morte di Fabio Maccheroni, ucciso a 43 anni dal monossido di carbonio respirato mentre stava dormendo in un Bed&breakfast di Trapani, in Sicilia. Luogo che aveva scelto per una vacanza nell’agosto del 2016, assieme all’amico Alessio Menicucci, oggi 37enne, di Cascina (Pisa). Che a differenza di Fabio è riuscito a sopravvivere all’avvelenamento.
Ieri il giudice dell’udienza preliminare del tribunale trapanese ha fatto slittare al 20 novembre la decisione se mandare o no a processo le quattro persone finite sotto inchiesta. Nel frattempo i familiari di Fabio, assistiti dagli avvocati Elena Libone e Fabrizio Pelletti, si sono costituiti parte civile. Lo stesso hanno fatto i familiari di Alessio.

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Gli imputati per cui la Procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio sono Benedetta Serafico, gestore del B&B “L’Orchidea” dove è avvenuta la tragedia; Antonino Serafico e Tuzza Augugliaro, marito e moglie proprietari dell’immobile in cui si trova la struttura ricettiva; Bartolomeo Altese, titolare del panificio situato al piano terra dello stabile. Proprio dalla canna fumaria del panificio, che partendo dal piano terra sale su e attraversa tutto lo stabile, sarebbe fuoriuscito il gas che ha avvelenato Fabio e Alessio. Secondo l’accusa, le esalazioni letali si sarebbero sprigionate a causa delle condizioni precarie dell’impianto, apparso usurato ai vigili del fuoco che hanno eseguito i rilievi tecnici: il monossido sarebbe fuoriuscito e penetrato nella camera dove dormivano i due turisti, passando dal condizionatore. Che – sempre secondo l’inchiesta – era acceso, con le finestre chiuse: in questo modo la camera si è trasformata in una trappola col gas. I quattro imputati sono accusati di omicidio colposo per la morte di Fabio e di lesioni colpose gravissime per quanto riguarda Menicucci. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se mandarli a processo.

Fabio Maccheroni era molto conosciuto. Era figlio di Ivana Doria e di Emilio Maccheroni, notaio oggi in pensione con studio prima a Seravezza e poi a Pietrasanta. Assieme ai genitori e alla sorella Serenella Fabio aveva vissuto tra Forte, Pietrasanta e Seravezza: un anno circa prima della tragedia era andato ad abitare a Querceta. Pieno di amici, appassionato di informatica e di tecnologia, aveva aperto un’azienda a Massa.

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