Sicurezza
il caso che divide gli ex partigiani
La proposta del Gruppo Laboro: il parco adotti Giuseppina Ghersi
STAZZEMA. Giuseppina Ghersi, una tredicenne savonese accusata di collaborazionismo fascista e di essere spia del regime, fu catturata dai partigiani garibaldini insieme ai genitori. Fu violentata...
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STAZZEMA. Giuseppina Ghersi, una tredicenne savonese accusata di collaborazionismo fascista e di essere spia del regime, fu catturata dai partigiani garibaldini insieme ai genitori. Fu violentata come la madre e poi fu uccisa il 30 aprile 1945. Il suo corpo venne gettato sopra altri cadaveri che giacevano presso le mura del cimitero di Zinola. Oggi, a distanza di anni la storia è ritornata all’attenzione della cronaca, suscitando l’attenzione del Gruppo Labaro dei Martiri di Mulina di Stazzema, i quali hanno chiesto che la storia sia adottata dal Parco Nazionale di Sant’Anna.
L’idea – tra i fautori c’è anche il giornalista scrittore Giuseppe Vezzoni – proposta all’amministrazione comunale e al sindaco Maurizio Verona è quella di «valutare se fare memoria della vittima/bambina Giuseppina Ghersi nel Parco nazionale della Pace, a ricordo di tutte le donne e bambine che sono state vengono tuttora stuprate, non solo durante i conflitti bellici ma nella vita di tutti i giorni».
La storia di Ghersi è ritornata all’attenzione della cronaca a seguito dell’iniziativa di realizzare una lapide a ricordo della bambina da parte del consigliere del comune di Novi, Enrico Pollero, esponente del centrodestra locale.
La targa sarà posta nella piazza intitolata ai Fratelli Rosselli e verrà inaugurata il prossimo 30 settembre. Sulla vicenda si sono divisi l’Anpi di Savona e l’associazione partigiani cristiani sezione Sestri Levante e Tigullio. E adesso il tema diventa locale, con il gruppo che da sempre si occupa della memoria di Sant’Anna che prende le parti di Giuseppina.
L’idea – tra i fautori c’è anche il giornalista scrittore Giuseppe Vezzoni – proposta all’amministrazione comunale e al sindaco Maurizio Verona è quella di «valutare se fare memoria della vittima/bambina Giuseppina Ghersi nel Parco nazionale della Pace, a ricordo di tutte le donne e bambine che sono state vengono tuttora stuprate, non solo durante i conflitti bellici ma nella vita di tutti i giorni».
La storia di Ghersi è ritornata all’attenzione della cronaca a seguito dell’iniziativa di realizzare una lapide a ricordo della bambina da parte del consigliere del comune di Novi, Enrico Pollero, esponente del centrodestra locale.
La targa sarà posta nella piazza intitolata ai Fratelli Rosselli e verrà inaugurata il prossimo 30 settembre. Sulla vicenda si sono divisi l’Anpi di Savona e l’associazione partigiani cristiani sezione Sestri Levante e Tigullio. E adesso il tema diventa locale, con il gruppo che da sempre si occupa della memoria di Sant’Anna che prende le parti di Giuseppina.
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