Sicurezza
Incontro Comune-Regione: uno spiraglio per la piscina
di Donatella Francesconi
Il sindaco conta su una deroga fuori tempo per gli adeguamenti di legge Il Comitato “Casa”: il problema più grande sono le certificazioni degli impianti
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VIAREGGIO. Apre sì o no, la piscina comunale, è la domanda che tanti rivolgono ai telefoni dell’impianto al momento solo custodito dal Comitato “Casa” che l’ha a lungo gestito. Ieri potrebbe essersi aperto uno spiraglio, in seguito al confronto in Regione, dove il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha portato alcune questioni (Fondazione Pucciniano e Carnevale), e tra queste anche il futuro della piscina comunale. L’ipotesi potrebbe essere quella di un protocollo d’intesa tra Regione e Comune, con annesso contributo economico. Perché si possa definire nel concreto questo passaggio è necessario, però, capire se sia possibile per la Regione Toscana concedere una deroga alla legge regionale sugli impianti natatori pubblici e privati. La richiesta di deroga - ha più volte ricordato Del Ghingaro - scadeva a dicembre dello scorso anno e nessuno ha fatto domanda. Probabilmente, viene da aggiungere, perché il proprietario - la curatela della Viareggio Patrimonio fallita - non può spendere su un impianto che metterà in vendita a fine novembre prossimo, e tantomeno possono farlo i gestori, chiunque siano, appesi al filo della precarietà di un’apertura che non ha garanzie, data la situazione. Difficile, dunque, trovare il capo di una matassa così ingarbugliata, anche con tutta la buona volontà di tutti i soggetti coinvolti, in un quadro rovinoso che viene dal passato ma che ha effetti tutti attuali.
«Io spero nell’apertura», è la voce di Franca Zappelli , per il Comitato “Casa”: «Non so, però, la buona volontà e l’impegno delle forze politiche quanto possano superare tutti i problemi tecnici. Considerando che il sindaco ha sempre pensato di riprendere l’impianto, come è giusto che sia». È a Zappelli che l’utenza, le società sportive, chi usufruisce della piscina per le tante attività sociali che l’impianto accoglie, si rivolge per sciogliere il nodo di dove andare a nuotare nel lungo inverno che arriverà: «Per quanto attiene alla legge regionale - è la spiegazione- mancano soprattutto le certificazioni. Quelle dell’impianto elettrico, delle centrali termiche, dell’impianto di purificazione acqua». Tutti funzionanti e manutenuti regolarmente, ma sulla carta è necessaria la certificazione dei relativi tecnici. Ed ancora: «Serve una pompa ausiliaria, oltre alle due che già ci sono, di riserva». Difficile quantificare la spesa: «Anche perché - continua Zappelli - bisogna capire se gli interventi possano o meno essere eseguiti a “step” e non tutti insieme».
Il Comitato “Casa”, sottolinea Zappelli, «si assume tutte le proprie responsabilità. Non siamo neppure attaccati alla gestione a tutti i costi: si faccia avanti chi se le sente». Ma, a chi ricorda ripetutamente che nonostante il fallimento della Viareggio Patrimonio e la fine dell’esercizio provvisorio decretata dal Tribunale nel marzo 2016 altri impianti sportivi cittadini sono rimasti aperti, va sottolineato che «il nuoto ha i campioni ma non i soldi». Amara verità.
L’impegno del primo cittadino ieri in Regione racconta che oggi, il marzo 2016 non può che essere acqua passata. Se si vuole tornare a fare indossare costumini e cuffie ai bambini ed agli atleti viareggini. Compresi gli studenti di Nautico e liceo Sportivo che ancora non sanno dove e se macineranno vasche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Io spero nell’apertura», è la voce di Franca Zappelli , per il Comitato “Casa”: «Non so, però, la buona volontà e l’impegno delle forze politiche quanto possano superare tutti i problemi tecnici. Considerando che il sindaco ha sempre pensato di riprendere l’impianto, come è giusto che sia». È a Zappelli che l’utenza, le società sportive, chi usufruisce della piscina per le tante attività sociali che l’impianto accoglie, si rivolge per sciogliere il nodo di dove andare a nuotare nel lungo inverno che arriverà: «Per quanto attiene alla legge regionale - è la spiegazione- mancano soprattutto le certificazioni. Quelle dell’impianto elettrico, delle centrali termiche, dell’impianto di purificazione acqua». Tutti funzionanti e manutenuti regolarmente, ma sulla carta è necessaria la certificazione dei relativi tecnici. Ed ancora: «Serve una pompa ausiliaria, oltre alle due che già ci sono, di riserva». Difficile quantificare la spesa: «Anche perché - continua Zappelli - bisogna capire se gli interventi possano o meno essere eseguiti a “step” e non tutti insieme».
Il Comitato “Casa”, sottolinea Zappelli, «si assume tutte le proprie responsabilità. Non siamo neppure attaccati alla gestione a tutti i costi: si faccia avanti chi se le sente». Ma, a chi ricorda ripetutamente che nonostante il fallimento della Viareggio Patrimonio e la fine dell’esercizio provvisorio decretata dal Tribunale nel marzo 2016 altri impianti sportivi cittadini sono rimasti aperti, va sottolineato che «il nuoto ha i campioni ma non i soldi». Amara verità.
L’impegno del primo cittadino ieri in Regione racconta che oggi, il marzo 2016 non può che essere acqua passata. Se si vuole tornare a fare indossare costumini e cuffie ai bambini ed agli atleti viareggini. Compresi gli studenti di Nautico e liceo Sportivo che ancora non sanno dove e se macineranno vasche.
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