Italia
Condannati per l'omicidio Iacconi, fanno ricorso in appello
Il giudice di primo grado ha inflitto loro 15 e 18 anni di carcere per il delitto compiuto a Viareggio la notte di Halloween del 2014
VIAREGGIO. Federico Bianchi, 22 anni, e Alessio Fialdini, 21, i cosiddetti “maggiorenni” condannati per il delitto di Manuele Iacconi, 34, faranno ricorso in appello contro il verdetto di primo grado. La decisione, preannunciata dopo la condanna del luglio scorso, è già stata presa e gli avvocati Massimo Landi (Fialdini) e Maria Laura Bitonte (Bianchi) sono al lavoro per formulare il ricorso.
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La sentenza che riguarda Bianchi e Fialdini è stata pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare – gli imputati avevano scelto il rito abbreviato – il 5 luglio scorso. La pena decisa dal giudice Antonia Aracri, per i reati di concorso in omicidio e tentato omicidio, è stata di diciotto anni di carcere per Fialdini e quindici anni e otto mesi per Bianchi. Il pm Sara Polino aveva chiesto trent’anni per entrambi. Ora la parola passa alla Corte d’Appello.
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Per l’omicidio del 34enne Manuele Iacconi, morto dopo un pestaggio a colpi di casco in Darsena nella notte di Halloween del 2014, sono quattro i giovani, tutti di Viareggio, condannati almeno in primo grado. Oltre a Bianchi e Fialdini, ci sono due ormai ex minorenni finiti sotto accusa, a cui sono già stati inflitti dodici anni di carcere a testa. Tutti i giudici di primo grado hanno creduto alla ricostruzione che hanno fatto gli inquirenti: la squadra Anticrimine del commissariato di Viareggio diretta da Lucio Chelotti, la Procura di Lucca e quella minorile di Firenze, quest’ultima competente perché due degli imputati avevano diciassette anni all’epoca dei fatti.
È la notte del 31 ottobre 2014: dopo una serata di divertimento in Darsena, l’auto con a bordo Manuele e i suoi amici fa ritorno verso Piano di Mommio, dove vivono. Al semaforo all’incrocio tra via Coppino e via Oberdan scoppia una lite da strada: tutto nasce da un ragazzo che si trova in mezzo alla carreggiata e con cui Manuele ha un alterco. La rissa, secondo quanto ricostruito dalla polizia, inizia con Bianchi che stende a suon di pugni Iacconi e il suo amico Matteo Lasurdi. Su entrambi si avventano i due diciassettenni, uno dei quali (Matteo Della Ragione) sarà in seguito denunciato per un altro episodio simile. Fatto sta che Iacconi e Lasurdi vengono massacrati a colpi di casco: Manuele morirà un mese dopo.
C’è però un elemento che, secondo l’accusa, fa la differenza: il primo colpo di casco a Manuele lo avrebbe dato Fialdini. Che poi avrebbe passato lo “strumento” nelle mani dell’amico, invitandolo a finire l’opera. Lo ha raccontato lo stesso ragazzo che, pochi giorni dopo il fatto, andò alla polizia e confessò di aver pestato Iacconi. Ed è questo particolare che potrebbe aver causato la pena maggiore per Fialdini.
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