Sicurezza
Riapre a fine ottobre l’ufficio postale di Nocchi
di Cesare Bonifazi
Approvato il progetto per i lavori alla struttura dell’ex scuola del paese Passerà al vaglio della giunta e diventerà esecutivo: cantieri entro fine mese
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CAMAIORE. Infine i lavori sono arrivati. C’è voluta una missiva inviata direttamente dal sindaco a Poste Italiane per arrivare al progetto definitivo per il recupero dell’ex scuola di Nocchi e trasformarla nel nuovo ufficio postale del paese. L’amministrazione aspettava infatti che l’azienda di spedizioni inviasse le caratteristiche tecniche necessarie per compilare il piano per i lavori. Il progetto adesso esiste e prevede tutta una serie di cambiamenti a carico del Comune e, secondo le previsioni dell’amministrazione, entro la fine di ottobre l’ufficio sarà operativo.
I cambiamenti all’interno dell’ex plesso scolastico non sono invasivi: si tratta di demolizioni di parti di pavimenti per passaggio tubazioni, tramezzature interne in cartongesso, rimozione dell’impianto elettrico esistente, posa di pavimenti e rivestimenti, infissi, rifacimento o ripresa di intonaci, opere di tinteggiatura e finitura, posa in opera di sanitari e rubinetterie. Oltre a questo anche un impianto di climatizzazione e dei lavori per dividere l’ufficio da una sala che rimarrà nella disponibilità del Comune e renderla fruibile dalla cittadinanza per riunioni e assemblee, per esempio. Si tratta di un elaborato di progetto da poco più di ventimila euro che verrà approvato nella seduta di giunta la prossima settimana. Nel computo non sono considerate le spese per gli arredi a carico dell'azienda per una cifra intorno ai 15.000 euro. Per chiudere definitivamente il bando passeranno all’incirca venti giorni: da lì sarà necessario soltanto l’intervento di Poste per mettere l’attrezzatura.
La superficie totale sarà di circa 60 metri quadrati, 35 direttamente dedicati all'ufficio.
Quella dell’ufficio postale è stato uno degli impegni dell’attuale amministrazione che, dopo aver perso definitivamente le Poste di Valpromaro, non era disposta a lasciare quell’ampia zona collinare, abitata principalmente da anziani e persone con ridotta mobilità, senza uno sportello, almeno per ritirare la pensione. Gli uffici camaioresi rientravano infatti in un ampio progetto su base nazionale di risparmio e quindi di chiusura di molti sportelli disseminati in tutto il Paese. Ne era nato un tira e molla in cui da una parte c’era il sindaco Del Dotto dall’altra i vertici di Poste che a fasi alterne avevano trovato accordi che posi sembravano inattuabili. Questo dovrebbe mettere la parola fine.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I cambiamenti all’interno dell’ex plesso scolastico non sono invasivi: si tratta di demolizioni di parti di pavimenti per passaggio tubazioni, tramezzature interne in cartongesso, rimozione dell’impianto elettrico esistente, posa di pavimenti e rivestimenti, infissi, rifacimento o ripresa di intonaci, opere di tinteggiatura e finitura, posa in opera di sanitari e rubinetterie. Oltre a questo anche un impianto di climatizzazione e dei lavori per dividere l’ufficio da una sala che rimarrà nella disponibilità del Comune e renderla fruibile dalla cittadinanza per riunioni e assemblee, per esempio. Si tratta di un elaborato di progetto da poco più di ventimila euro che verrà approvato nella seduta di giunta la prossima settimana. Nel computo non sono considerate le spese per gli arredi a carico dell'azienda per una cifra intorno ai 15.000 euro. Per chiudere definitivamente il bando passeranno all’incirca venti giorni: da lì sarà necessario soltanto l’intervento di Poste per mettere l’attrezzatura.
La superficie totale sarà di circa 60 metri quadrati, 35 direttamente dedicati all'ufficio.
Quella dell’ufficio postale è stato uno degli impegni dell’attuale amministrazione che, dopo aver perso definitivamente le Poste di Valpromaro, non era disposta a lasciare quell’ampia zona collinare, abitata principalmente da anziani e persone con ridotta mobilità, senza uno sportello, almeno per ritirare la pensione. Gli uffici camaioresi rientravano infatti in un ampio progetto su base nazionale di risparmio e quindi di chiusura di molti sportelli disseminati in tutto il Paese. Ne era nato un tira e molla in cui da una parte c’era il sindaco Del Dotto dall’altra i vertici di Poste che a fasi alterne avevano trovato accordi che posi sembravano inattuabili. Questo dovrebbe mettere la parola fine.
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