Sicurezza
Il nido apre e subito chiude a causa delle infiltrazioni
di Donatella Francesconi
Già nel giugno dello scorso anno il Comune aveva rilevato il danno Ed ancora nell’estate appena trascorsa. Ma i lavori non sono stati eseguiti
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VIAREGGIO. L’asilo nido “Baloo”, gestito dal Comune di Viareggio, h aperto i battenti per il nuovo anno scolastico e li ha subito richiusi, dopo la pioggia dello scorso fine settimana. La struttura starà chiusa una settimana, per eseguire i lavori affidati in tutta fretta all’impresa “Margherita Costruzioni” di Capannori per 30.764,50 euro. La relazione tecnica che porta la firma del funzionario tecnico direttivo geometra Pier Camillo Mattioli. Il quale scrive: «Attualmente, a causa delle vetustà e degli agenti atmosferici, il manto impermeabilizzante risulta completamente cristallizzato ed in vari punti presenta fenomeni di lacerazione e distacco sulle giunture dei teli». Si rendono, dunque, «improcrastinabili» lavori di pulizia della copertura piana, risanamento del manto impermeabilizzante, fornitura e posa in opera di un nuovo strato di manto impermeabilizzante in guaina bituminosa ardesiata, demolizione delle pareti dei bagni. Come da relazione tecnico-descrittiva del 20 giugno 2017.
Dunque, prima considerazione: in che condizione l’asilo nido si presentava era noto a tutti. Tanto che, il 20 luglio scorso, nella determina 769, è il dirigente Alberto Bartalucci, a scrivere che «nell’edificio si sono verificate copiose infiltrazioni di acqua piovana in più parti dell’immobile». Un po’ singolare, considerando la siccità dell’estate appena trascorsa. Nella determina si cita il sopralluogo effettuato dai tecnici del Comune che hanno «rilevato zone oggetto di infiltrazione», oltre ad un manto di impermeabilizzazione che «presenta scollamenti e lacerazioni in vari punti». E, per questo, «necessita di un completo rifacimento», per un importo che venne calcolato in 38.072,54 euro.
E qui occorre un passo indietro, al sopralluogo in data 8 giugno 2016. È lo stesso Mattioli a rilevare, nell’asilo nido, «copiose infiltrazioni di acqua piovana nei due locali adibiti a dormitorio, lato Sud dell’edificio». Il tecnico testimonia di «vari strappi e rotture nel manto impermeabilizzante» ed indica la necessità della «sostituzione di 30 metri quadrati di guaina impermeabilizzante», che risulta «lacerati in vari punti».
Il 10 giugno ne deriva un verbale di somma urgenza (determina 673 del 16 giugno) per «eliminazione di infiltrazioni di acqua piovana all’asilo nido Baloo». La somma necessaria viene definita in 2.796,24 euro. «La mancata riparazione - scrive il geometra del Comune - non permette il corretto utilizzo del plesso scolastico. Creando un disservizio all’utenza, oltre che un aggravio di costi per il ripristino del danno». E da nemmeno 3mila euro a trentamila in un anno di tratta di un aggravio davvero consistente. Rimane da capire se l’intervento previsto nel 2016, addirittura attraverso lo strumento del verbale di somma urgenza, sia stato effettivamente realizzato. Oppure se si sia sbagliata la valutazione del danno e relativi lavori. Ma una domanda è fondamentale: perché dalla relazione tecnica del 20 giugno scorso si è arrivati ad aprire l’asilo senza i lavori effettuati, al punto che alla prima pioggia reale la struttura è stata repentinamente chiusa?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dunque, prima considerazione: in che condizione l’asilo nido si presentava era noto a tutti. Tanto che, il 20 luglio scorso, nella determina 769, è il dirigente Alberto Bartalucci, a scrivere che «nell’edificio si sono verificate copiose infiltrazioni di acqua piovana in più parti dell’immobile». Un po’ singolare, considerando la siccità dell’estate appena trascorsa. Nella determina si cita il sopralluogo effettuato dai tecnici del Comune che hanno «rilevato zone oggetto di infiltrazione», oltre ad un manto di impermeabilizzazione che «presenta scollamenti e lacerazioni in vari punti». E, per questo, «necessita di un completo rifacimento», per un importo che venne calcolato in 38.072,54 euro.
E qui occorre un passo indietro, al sopralluogo in data 8 giugno 2016. È lo stesso Mattioli a rilevare, nell’asilo nido, «copiose infiltrazioni di acqua piovana nei due locali adibiti a dormitorio, lato Sud dell’edificio». Il tecnico testimonia di «vari strappi e rotture nel manto impermeabilizzante» ed indica la necessità della «sostituzione di 30 metri quadrati di guaina impermeabilizzante», che risulta «lacerati in vari punti».
Il 10 giugno ne deriva un verbale di somma urgenza (determina 673 del 16 giugno) per «eliminazione di infiltrazioni di acqua piovana all’asilo nido Baloo». La somma necessaria viene definita in 2.796,24 euro. «La mancata riparazione - scrive il geometra del Comune - non permette il corretto utilizzo del plesso scolastico. Creando un disservizio all’utenza, oltre che un aggravio di costi per il ripristino del danno». E da nemmeno 3mila euro a trentamila in un anno di tratta di un aggravio davvero consistente. Rimane da capire se l’intervento previsto nel 2016, addirittura attraverso lo strumento del verbale di somma urgenza, sia stato effettivamente realizzato. Oppure se si sia sbagliata la valutazione del danno e relativi lavori. Ma una domanda è fondamentale: perché dalla relazione tecnica del 20 giugno scorso si è arrivati ad aprire l’asilo senza i lavori effettuati, al punto che alla prima pioggia reale la struttura è stata repentinamente chiusa?
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