Attenzione
Appello sulla Tari: «Tutti i Comuni imitino Seravezza»
No delle imprese lapidee alla doppia tassazione sui rifiuti Giannecchini (Cna): troppi balzelli sull’artigianato locale
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SERAVEZZA. L’esempio più classico – nella Versilia del marmo – è quello dei laboratori in cui si trasformano i blocchi in lastre o semilavorati: qui le aziende si pagano autonomamente le spese di smaltimento, essendo rifiuti speciali, ma pagano anche la Tari. Seravezza è l’unica eccezione, è il Comune modello che ha già rivisto i parametri sulla tariffa rifiuti. In un incontro di ieri a Pietrasanta, nella sede della Cna di Lucca, gli artigiani del marmo sono tornati però a dire nuovamente no alla doppia tassazione sui rifiuti. Pietrasanta, Stazzema, e marginalmente Forte dei Marmi, per adesso hanno fatto orecchie da mercante. Ma sono coinvolti anche il resto dei comuni del litorale lucchese, essendo che questo caso riguarda tutte le ditte che producono rifiuti speciali.
La Cna sta chiedendo che si rivedano i regolamenti per l’applicazione della Tari, scorporando dal calcolo i metri quadrati – come laboratori o magazzini di stoccaggio – dove si producono rifiuti speciali. «La risoluzione di questo caso è stata indicata dal Ministero dell’economia e dall’Anci – spiega Stephano Tesi, direttore della Cna - attraverso una delibera che invita i comuni a rivedere i parametri di calcolo sul piano politico e istituzionale per eliminare quella che è una ingiustizia». Entro fine anno si approveranno i bilanci di previsione per il 2018, ed è per questo che adesso la Cna ha voluto riaccendere i riflettori sulla questione. «Per adesso - prosegue Tesi - abbiamo ottenuto una risposta positiva solo da Seravezza che applicò quel principio da subito col sindaco Ettore Neri sia su indicazione nostra che su loro riflessione».
L’accordo fra Cna e Seravezza è stato rinsaldato recentemente dal sindaco Riccardo Tarabella. «Successivamente – continua Stephano Tesi - abbiamo avuto un incontro con la passata amministrazione di Forte de i Marmi e con il sindaco di Pietrasanta, ma per ora non ci sono stati risultati». Lo scoglio, per le amministrazioni, è uno: se diminuisci la Tari ad alcune attività dovrai ribilanciare l’entrata aumentando la tassa alle famiglie o alle altre imprese; la spesa per lo smaltimento e raccolta rifiuti deve infatti essere coperta al 100% dalle bollette degli utenti.
Nell’incontro di ieri a Pietrasanta il presidente Cna di Lucca Andrea Giannecchini ha sottolineato che «nel corso dell’ultimo decennio, oltre ai problemi derivanti dalla crisi internazionale, l’artigianato del marmo ha subìto il peso schiacciante del combinato disposto tra aumento dei tributi pubblici (locali e nazionali) e della burocrazia; del differenziale del costo del lavoro tra Italia e Paesi in via di sviluppo; del costo dell’energia e dell’aumento esponenziale del costo della materia prima di tutti i marmi apuani. Si tratta di fattori così anticompetitivi da schiantare anche le più grandi forze e volontà di una piccola impresa».
Tiziano Baldi Galleni
La Cna sta chiedendo che si rivedano i regolamenti per l’applicazione della Tari, scorporando dal calcolo i metri quadrati – come laboratori o magazzini di stoccaggio – dove si producono rifiuti speciali. «La risoluzione di questo caso è stata indicata dal Ministero dell’economia e dall’Anci – spiega Stephano Tesi, direttore della Cna - attraverso una delibera che invita i comuni a rivedere i parametri di calcolo sul piano politico e istituzionale per eliminare quella che è una ingiustizia». Entro fine anno si approveranno i bilanci di previsione per il 2018, ed è per questo che adesso la Cna ha voluto riaccendere i riflettori sulla questione. «Per adesso - prosegue Tesi - abbiamo ottenuto una risposta positiva solo da Seravezza che applicò quel principio da subito col sindaco Ettore Neri sia su indicazione nostra che su loro riflessione».
L’accordo fra Cna e Seravezza è stato rinsaldato recentemente dal sindaco Riccardo Tarabella. «Successivamente – continua Stephano Tesi - abbiamo avuto un incontro con la passata amministrazione di Forte de i Marmi e con il sindaco di Pietrasanta, ma per ora non ci sono stati risultati». Lo scoglio, per le amministrazioni, è uno: se diminuisci la Tari ad alcune attività dovrai ribilanciare l’entrata aumentando la tassa alle famiglie o alle altre imprese; la spesa per lo smaltimento e raccolta rifiuti deve infatti essere coperta al 100% dalle bollette degli utenti.
Nell’incontro di ieri a Pietrasanta il presidente Cna di Lucca Andrea Giannecchini ha sottolineato che «nel corso dell’ultimo decennio, oltre ai problemi derivanti dalla crisi internazionale, l’artigianato del marmo ha subìto il peso schiacciante del combinato disposto tra aumento dei tributi pubblici (locali e nazionali) e della burocrazia; del differenziale del costo del lavoro tra Italia e Paesi in via di sviluppo; del costo dell’energia e dell’aumento esponenziale del costo della materia prima di tutti i marmi apuani. Si tratta di fattori così anticompetitivi da schiantare anche le più grandi forze e volontà di una piccola impresa».
Tiziano Baldi Galleni
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