La manifestazione
abramo&teresa
Franceschini punta sulla tradizione
La storica macelleria si sposta e diventa anche trattoria a tutta carne
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VIAREGGIO. Nuova avventura di coppia, dopo 22 anni da quando si sono incontrati la prima volta: Abramo Franceschini e Teresa Torre sorridono da dietro il bancone della macelleria Franceschini, arrivata alla quarta generazione. A dicembre l’attività di sposta, in via Verdi, 111, all’angolo con via Sant’Andrea, e si rinnova completamente. Diventando il luogo dove consumare la carne che Franceschini lavorerà bene in vista dalle molte vetrine del locale per la clientela di sempre e per quella che si aggiungerò, pronta a sedersi a tavola. Per gustare l’offerta proposta da Teresa che sarà affiancata dalla moglie di un noto chef viareggini: «Saremo aperti a pranzo - spiega Franceschini - e la sera nel fine settimana, oltre che nelle occasioni particolari, a tema, che definiremo di volta in volta e alle quale parteciperanno aziende del territorio, della Lucchesia e delle provincia di Pisa».
La proposta in tavola privilegia «tutti i piatti della tradizione, solo ed esclusivamente legati a tutto quello che è carne». Tripudio di fritti assicurato, ma anche la più classica trippa, negli spazi definiti dalla fantasia e dall’esperienza degli architetti Marco e Fabrizio Arrigoni, e con la grande cucina a vista fornita da Alfredo Fanucchi.
Ristorante, trattoria, macelleria mescolati insieme con la formula di spazi intercambiabili che potranno diventare convivio, luogo per allestire eventi, mostre d’arte, momenti di incontro. Sulla scia della tradizione della bottega Franceschini di via Battisti, ai tempi in cui Umberto Franceschini, indimenticato padre di Abramo, accoglieva di qua dal banco artisti, intellettuali, figure politiche della città, ed era punto di riferimento culturale di una parte importante di città.
«Confidiamo di essere pronti ai primi di dicembre», è l’auspicio di Abramo che con Teresa ha un’idea precisa: «Il rilancio della città non può che passare dal suo cuore, quello del Piazzone». (d.f.)
La proposta in tavola privilegia «tutti i piatti della tradizione, solo ed esclusivamente legati a tutto quello che è carne». Tripudio di fritti assicurato, ma anche la più classica trippa, negli spazi definiti dalla fantasia e dall’esperienza degli architetti Marco e Fabrizio Arrigoni, e con la grande cucina a vista fornita da Alfredo Fanucchi.
Ristorante, trattoria, macelleria mescolati insieme con la formula di spazi intercambiabili che potranno diventare convivio, luogo per allestire eventi, mostre d’arte, momenti di incontro. Sulla scia della tradizione della bottega Franceschini di via Battisti, ai tempi in cui Umberto Franceschini, indimenticato padre di Abramo, accoglieva di qua dal banco artisti, intellettuali, figure politiche della città, ed era punto di riferimento culturale di una parte importante di città.
«Confidiamo di essere pronti ai primi di dicembre», è l’auspicio di Abramo che con Teresa ha un’idea precisa: «Il rilancio della città non può che passare dal suo cuore, quello del Piazzone». (d.f.)
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