Proteste
Assunta la metà dei bidelli mancanti
di Melania Carnevali
Nelle scuole della Versilia servivano ventuno collaboratori A Pietrasanta in 24 baderanno a 18 plessi e 1.672 bimbi
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VIAREGGIO. Come se non bastassero i super-presidi con 10, 15 o 25 scuole da gestire o i professori di inglese che devono improvvisarsi insegnanti di sostegno perché, di quelli specializzati, nei paraggi, non ce ne sono. Anche i bidelli (i collaboratori scolastici) sono una razza in via di estinzione nelle scuole della Versilia. E non perché non ce ne siano pronti ad assere inseriti nell’organico di una scuola, ma perché proprio non ne sono stati assunti. Dei 21 posti vacanti, quest’anno, ne sono stati riempiti giusto 11, da dividere tra i 21 istituti comprensivi del territorio. Stesso trend a Lucca, dove dei 46 bidelli richiesti dalle scuole ne sono stati mandati poco più della metà: 26.
E pensare che il loro compito non è proprio superfluo. Tengono pulita la scuola, controllano gli alunni e gli studenti, che non scappino durante l’orario di lezione, che non facciano marachelle. Controllano chi entra e chi esce, si fanno sentinelle e protettori dell’istituto. Si prendono cura dei bimbi disabili, li aiutano a salire e a scendere le scale, li accompagnano in bagno, li fanno giocare quando manca l’insegnante di sostegno. Si prendono cura anche degli altri, per cui la bidella ha l’importanza e il rispetto di una nonna. E quante volte poi li abbiamo sentiti rispondere al telefono: “vuole la preside? Certo, gliela cerco”.
Eppure, per lo Stato, sono l’ultima ruota di un carro malandato. La procedura per l’assunzione della loro assunzione è la stessa degli insegnanti. Il Miur fissa, prima della fine dell’anno scolastico, l’organico di diritto per l’anno successivo, ossia il numero di persone ritenute necessarie. E le tabelle del ministero dell’istruzione sull’organico di diritto del personale Ata (comprende anche gli assistenti amministrativi, tecnici, cuochi...) prevedono che il numero di collaboratori assegnato a ogni istituzione scolastica (che sia un istituto comprensivo o un liceo a sé) venga calcolato sul numero degli iscritti e dei plessi, ma con un massimo di 12 bidelli (oltre i 1.200 alunni) e 5 (oltre gli 11 plessi). Così Miur e ufficio scolastico regionale hanno stabilito che il personale Ata necessario per il 2017/2018 fosse di 1.317 persone per tutta la provincia di Lucca, di cui 892 bidelli per 443 plessi, quasi dei quali la metà in Versilia. In teoria due bidelli ogni scuola (e già sarebbero di per sé pochi, considerando che alcuni plessi ospitano centinaia di alunni, decine di aule e più piani), sulla carta alcuni plessi non ne hanno nemmeno uno e devono fare a metà con quello di un altro plesso dello stesso istituto comprensivo. Per questo dalla Versilia era partito l’appello per avere altri 21 bidelli: ne sono arrivati 11. La situazione più critica è quella dell’istituto comprensivo Pietrasanta1 (le sigle sindacali hanno già convocato un’assemblea sul caso), dove sono previsti 1.672 alunni, di cui 51 disabili (26 casi gravi), divisi in 18 plessi. All’istituto comprensivo erano stati affidati solo 21 collaboratori e solo dopo le proteste di genitori, insegnanti, personale Ata e sindacati, l’organico di fatto (quello che si stabilisce a bocce ferme) ne sono arrivate altri 3 (degli 11 arrivati in Versilia). «Ma con tale organico non si gestisce una scuola con 1672 studenti e 18 plessi», spiega Antonio Mercuri della Fcg Cgil. «I collaboratori scolastici, per senso di responsabilità, hanno accettato lo scorso anno di svolgere straordinari anche per 10 ore complessive al giorno, quando il contratto ne prevede al massimo 9». Ma poi: come faranno venti persone a malapena a badare a circa 1.700 bimbi, in 18 posti, e a pulirli quei 18 posti, tutte le aule, i corridoi, i bagni, e magari a controllare anche che nessuno entri o esca dalla scuola?
E pensare che il loro compito non è proprio superfluo. Tengono pulita la scuola, controllano gli alunni e gli studenti, che non scappino durante l’orario di lezione, che non facciano marachelle. Controllano chi entra e chi esce, si fanno sentinelle e protettori dell’istituto. Si prendono cura dei bimbi disabili, li aiutano a salire e a scendere le scale, li accompagnano in bagno, li fanno giocare quando manca l’insegnante di sostegno. Si prendono cura anche degli altri, per cui la bidella ha l’importanza e il rispetto di una nonna. E quante volte poi li abbiamo sentiti rispondere al telefono: “vuole la preside? Certo, gliela cerco”.
Eppure, per lo Stato, sono l’ultima ruota di un carro malandato. La procedura per l’assunzione della loro assunzione è la stessa degli insegnanti. Il Miur fissa, prima della fine dell’anno scolastico, l’organico di diritto per l’anno successivo, ossia il numero di persone ritenute necessarie. E le tabelle del ministero dell’istruzione sull’organico di diritto del personale Ata (comprende anche gli assistenti amministrativi, tecnici, cuochi...) prevedono che il numero di collaboratori assegnato a ogni istituzione scolastica (che sia un istituto comprensivo o un liceo a sé) venga calcolato sul numero degli iscritti e dei plessi, ma con un massimo di 12 bidelli (oltre i 1.200 alunni) e 5 (oltre gli 11 plessi). Così Miur e ufficio scolastico regionale hanno stabilito che il personale Ata necessario per il 2017/2018 fosse di 1.317 persone per tutta la provincia di Lucca, di cui 892 bidelli per 443 plessi, quasi dei quali la metà in Versilia. In teoria due bidelli ogni scuola (e già sarebbero di per sé pochi, considerando che alcuni plessi ospitano centinaia di alunni, decine di aule e più piani), sulla carta alcuni plessi non ne hanno nemmeno uno e devono fare a metà con quello di un altro plesso dello stesso istituto comprensivo. Per questo dalla Versilia era partito l’appello per avere altri 21 bidelli: ne sono arrivati 11. La situazione più critica è quella dell’istituto comprensivo Pietrasanta1 (le sigle sindacali hanno già convocato un’assemblea sul caso), dove sono previsti 1.672 alunni, di cui 51 disabili (26 casi gravi), divisi in 18 plessi. All’istituto comprensivo erano stati affidati solo 21 collaboratori e solo dopo le proteste di genitori, insegnanti, personale Ata e sindacati, l’organico di fatto (quello che si stabilisce a bocce ferme) ne sono arrivate altri 3 (degli 11 arrivati in Versilia). «Ma con tale organico non si gestisce una scuola con 1672 studenti e 18 plessi», spiega Antonio Mercuri della Fcg Cgil. «I collaboratori scolastici, per senso di responsabilità, hanno accettato lo scorso anno di svolgere straordinari anche per 10 ore complessive al giorno, quando il contratto ne prevede al massimo 9». Ma poi: come faranno venti persone a malapena a badare a circa 1.700 bimbi, in 18 posti, e a pulirli quei 18 posti, tutte le aule, i corridoi, i bagni, e magari a controllare anche che nessuno entri o esca dalla scuola?
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