La manifestazione
Una superpreside per venticinque scuole
Barbara Caterini dovrà gestire due istituti comprensivi. Ma sono altre due le reggenze nel territorio
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VIAREGGIO. Se è già fuori dalla portata umana essere in due posti contemporaneamente, chissà come farà Barbara Caterini, dirigente scolastica pisana da anni residente in Versilia, a esserne in venticinque. Venticinque sono le scuole che le sono state assegnate quest’anno, diciotto delle quali in reggenza. Oltretutto le più in sofferenza tra gli istituti della Versilia, su cui la Flc – Cgil ha già messo in cantiere un’assemblea per chiederne la scissione. Sono quelle dell’istituto comprensivo Pietrasanta 1, che già di per sé includerebbe due ex istituti comprensivo, il Pietrasanta 1 e il 2, e comprende: una media divisa in due (la Barsanti e la sua sezione di Tonfano), otto elementari (Pascoli, Bibolotti, Ricci, Barsottini, Forli, Rigacci, Mancini, Mutti) e otto scuole d’infanzia (Lorenzini, Peter Pan, Grimm, Marsili, Anna Pili, Rodari, Sirio Giannini, Salgari). Il tutto per un totale di circa 1. 700 alunni.
Bene, a loro ora vanno aggiunte tutte le altre scuole (comprese di alunni e insegnanti) dell’istituto comprensivo della Darsena (di cui la Caterini è dirigente), che conta altre sette scuole: tre di infanzia (Piagentini, Darsena, Tenuta), tre elementari (Sbrana, Lambruschini, Tenuta) e una media (E. Jenco). Per riuscire a seguire tutte le scuole dignitosamente, la preside dovrebbe macinare chilometri e fegato ogni giorno, correndo da una parte all’altra come il Bianconiglio di Lewis Carroll del paese delle meraviglie di Alice urlando sempre “è tardi, è tardi”. E non sarebbe nemmeno l’unica.
Altri due presidi (stando all’ultimo elenco dell’ufficio scolastico regionale datato 31 agosto) dovranno dividersi fra una miriade di plessi a causa della reggenza. Sono Loredana Bilardi, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Torre del Lago, che conta nove scuole, a cui è stata affidata la reggenza dell’istituto comprensivo Centro-Migliarina, il quale ha al suo interno altre cinque scuole. E anche Maurizio Tartarini, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Seravezza, con nove scuole, sarà reggente in quello di Stazzema, che però ha una scuola sola.
Ma come si è arrivati a questo? Premessa: alcune scuole non hanno l’autonomia, perché hanno meno di 500 alunni e non possono quindi avere un preside tutto loro. Ma questo è un dato secondario. Il punto è che mancano dirigenti scolastici. E i dirigenti scolastici mancano perché i concorsi sono bloccati da tempo. In Toscana l’ultimo risale a cinque anni fa e in parte era stato anche annullato. Il governo – secondo quanto riportato dal Def (Documento di economia e finanza) – lo scorso anno doveva aprire il nuovo bando per l’individuazione delle figure mancanti, ma così, almeno in Toscana, non è stato. «L’ultimo corso bandito anni fa – spiega Antonio Mercuri, della Flc Cgil di Lucca-Massa Carrara – non è servito nemmeno a coprire i posti vacanti di allora. Paradossalmente abbiamo tantissimi dirigenti del sud che non hanno lavoro e dirigenti che ne hanno il doppio in Toscana».
Il fenomeno della reggenza è in aumento. Gli accorpamenti delle scuole pure. Per ora Barbara Caterini ha segnato il record di 25 scuole. Chissà che non possa superare se stessa. O che lo faccia qualcun altro.
MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Bene, a loro ora vanno aggiunte tutte le altre scuole (comprese di alunni e insegnanti) dell’istituto comprensivo della Darsena (di cui la Caterini è dirigente), che conta altre sette scuole: tre di infanzia (Piagentini, Darsena, Tenuta), tre elementari (Sbrana, Lambruschini, Tenuta) e una media (E. Jenco). Per riuscire a seguire tutte le scuole dignitosamente, la preside dovrebbe macinare chilometri e fegato ogni giorno, correndo da una parte all’altra come il Bianconiglio di Lewis Carroll del paese delle meraviglie di Alice urlando sempre “è tardi, è tardi”. E non sarebbe nemmeno l’unica.
Altri due presidi (stando all’ultimo elenco dell’ufficio scolastico regionale datato 31 agosto) dovranno dividersi fra una miriade di plessi a causa della reggenza. Sono Loredana Bilardi, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Torre del Lago, che conta nove scuole, a cui è stata affidata la reggenza dell’istituto comprensivo Centro-Migliarina, il quale ha al suo interno altre cinque scuole. E anche Maurizio Tartarini, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Seravezza, con nove scuole, sarà reggente in quello di Stazzema, che però ha una scuola sola.
Ma come si è arrivati a questo? Premessa: alcune scuole non hanno l’autonomia, perché hanno meno di 500 alunni e non possono quindi avere un preside tutto loro. Ma questo è un dato secondario. Il punto è che mancano dirigenti scolastici. E i dirigenti scolastici mancano perché i concorsi sono bloccati da tempo. In Toscana l’ultimo risale a cinque anni fa e in parte era stato anche annullato. Il governo – secondo quanto riportato dal Def (Documento di economia e finanza) – lo scorso anno doveva aprire il nuovo bando per l’individuazione delle figure mancanti, ma così, almeno in Toscana, non è stato. «L’ultimo corso bandito anni fa – spiega Antonio Mercuri, della Flc Cgil di Lucca-Massa Carrara – non è servito nemmeno a coprire i posti vacanti di allora. Paradossalmente abbiamo tantissimi dirigenti del sud che non hanno lavoro e dirigenti che ne hanno il doppio in Toscana».
Il fenomeno della reggenza è in aumento. Gli accorpamenti delle scuole pure. Per ora Barbara Caterini ha segnato il record di 25 scuole. Chissà che non possa superare se stessa. O che lo faccia qualcun altro.
MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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