Il Tirreno

Versilia

Tre viareggini intossicati dalla pasta col sugo al pomodoro

di Matteo Tuccini
Tre viareggini intossicati dalla pasta col sugo al pomodoro

Finiscono all’ospedale per sospetto botulino. Ad avvelenarli è stata la conserva fatta in casa Soccorso a tempo record tramite il Ministero

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VIAREGGIO. Hanno rischiato di morire per un piatto di pasta al pomodoro. In tre sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dopo una cenetta in famiglia a base del sugo fatto in casa. Un sugo che si è rivelato un veleno, anche se non si sa ancora con certezza cosa lo abbia guastato. E che li ha intossicati, col rischio di ucciderli. Il fatto è accaduto martedì. Uno dei tre uomini finiti in ospedale, Per tutti e tre è stato decisivo un soccorso a tempo di record nel cuore della notte. In caso contrario è difficile pensare che ce l’avrebbero fatta. Anche se, come detto, il paziente anziano non può ancora essere definito fuori pericolo.

Il dramma si consuma dopo una cenetta in famiglia. A tavola sono in quattro: un anziano, suo figlio e due amici. Una cena semplice: una pasta al pomodoro e poco altro. Con un sugo fatto in casa, la classica “pomarola”: la conserva che si fa con i pomodori e che si mantiene in qualche barattolo, perché sia sempre a disposizione. Proprio in occasioni come quelle di cui stiamo parlando. A mangiare la pasta sono in tre: l’anziano, il figlio e uno degli amici. Fatto sta che, qualche ora dopo la cena, chi ha mangiato il primo comincia ad accusare mal di pancia terribili. Non può essere un’indigestione: quasi impossibile che accada a tre persone contemporaneamente. Perciò vanno al pronto soccorso. Dove i sanitari si accorgono subito che non si tratta di una banale gastroenterite.

La prima diagnosi è di quelle da far paura: il sospetto è che si tratti di un caso di botulino. Il botulino è considerato il veleno naturale più potente per l’uomo. Insidioso sia per gli effetti che possono essere letali, sia per il fatto che può annidarsi nei prodotti all’apparenza più innocui: le conserve casalinghe. Ad esempio i sottaceti, come i carciofini e le melanzane sott’olio. Il caso dei tre viareggini sembra molto simile: anche stavolta a finire nel mirino è una conserva casalinga, in questo caso di sugo al pomodoro. Che viene individuato come il responsabile dell’avvelenamento. I medici del pronto soccorso, perciò, contattano il Centro anti-veleni di Careggi a Firenze, che conferma il sospetto botulismo dagli esiti delle analisi effettuate sui tre pazienti. A quel punto scatta un protocollo di emergenza che coinvolge addirittura il ministero della Salute a Roma.

Questo protocollo prevede che i pazienti avvelenati vengano trattati con un farmaco speciale. E nel minor tempo possibile. Così da Roma parte una volante della polizia che porta in Versilia il farmaco desiderato. Tenuto conto che tutto questo si è verificato intorno alle 4 del mattino, quindi in piena notte o comunque all’alba, si può ben dire che l’intervento di soccorso e la cura sono avvenuti a tempo di record.

Una volta trattati con il farmaco, due degli intossicati vengono giudicati fuori pericolo e messi sotto osservazione in pronto soccorso. L’anziano, che è in condizioni più gravi, è ricoverato in rianimazione. Per lui bisognerà aspettare ancora qualche giorno prima di poter tirare un sospiro di sollievo.

Resta la domanda su cosa abbia avvelenato il sugo e di conseguenza i tre uomini. Ulteriori esami sembrano escludere che possa essersi trattato di botulino. L’unica certezza è che il responsabile di questa notte da incubo è il sugo al pomodoro fatto in casa. Ma sarà difficile fare ulteriori analisi: il barattolo dov’era conservato è già stato ripulito e lavato dopo essere stato svuotato. Accertamenti sono comunque in corso per capirne di più.

 

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