Sicurezza
Falda in pericolo Camaiore chiede garanzie a Gaia
CAMAIORE. Entro fine anno sarà rinnovata la concessione quinquennale che il Comune di Camaiore dà a Gaia sui cosiddetti Pozzi di Frati, la più importante sorgente d’acqua in Versilia che rifornisce...
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CAMAIORE. Entro fine anno sarà rinnovata la concessione quinquennale che il Comune di Camaiore dà a Gaia sui cosiddetti Pozzi di Frati, la più importante sorgente d’acqua in Versilia che rifornisce circa 80mila utenze su tutta la Versilia. L’assessore Simone Leo, che ha la delega alle Partecipate, ha le idee chiare su come dovrà essere gestita la falda e chiede a Gaia garanzie e impegni per i prossimi cinque anni.
«Al momento della presentazione della richiesta di rinnovo della concessione – spiega – Gaia ha presentato diligentemente un cronoprogramma che illustra come intende ridurre la captazione su quella sorgente».
In passato infatti era stato commissionato una ricerca che aveva rilevato come la quantità d’acqua prelevata da quella sorgente creasse dei problemi di sostenibilità ambientale riguardo alle acque di superficie. In parole povere: va presa meno acqua. Infatti si preleva mediamente negli ultimi 20 anni 11 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno. L’azienda Gaia era obbligata allo scadere della concessione a presentare uno studio in cui venisse presentato un piano per trovare fonti alternative. Nel progetto di Gaia, per esempio, c’è la creazione di una rete di interconnessioni tra le varie sorgenti del territorio in modo da poter gestire in maniera integrata e “unica” le varie stazioni di prelievo dell’acqua. In più a questo verrà aumentato il prelievo su fonti che sono sottoutilizzate e ne verranno aggiunte altre: come per esempio quelle che si trovano sulle Apuane. Il progetto è già stato presentato in Regione e aspetta la fine di ottobre per ricevere “contestazioni”. Quello che l’amministrazione di Camaiore vuole fare è di inserire nella concessione un obbligo per Gaia: quello di rispettare i termini indicati dal cronoprogramma e, nel corso dei cinque anni, arrivare a un progresso considerevole nella diminuzione del prelievo su Frati.
«Questo è un impegno preciso da parte nostra – spiega Leo – sappiamo anche le difficoltà di Gaia e per questo non prenderemo in considerazione dei brevi ritardi che possono insorgere in maniera naturale quando si parla di cantieri. Tuttavia esigeremo che venga fatto un rapporto sullo stato di avanzamento».
Non solo, ma è allo studio da parte di Camaiore una clausola che vincoli in qualche modo anche la Regione.
«I rischi sulla falda di Frati sono principalmente di natura ambientale – continua – dai test che sono stati fatti negli scorsi anni è stato rilevato che non esiste un concreto rischio idrogeologico sulla zona del prelievo. Tuttavia abbiamo intenzione di chiedere un impegno non solo al gestore ma anche alla Regione in modo che venga monitorata in via precauzionale tutta la zona dove ci sono le sorgenti. Questo, ripeto, non perché esista un rischio reale ma perché il nostro territorio ha una storia delicata e si può dire con una certa sicurezza che è geneticamente predisposto a questo tipo di problemi».
Cesare Bonifazi Martinozzi
«Al momento della presentazione della richiesta di rinnovo della concessione – spiega – Gaia ha presentato diligentemente un cronoprogramma che illustra come intende ridurre la captazione su quella sorgente».
In passato infatti era stato commissionato una ricerca che aveva rilevato come la quantità d’acqua prelevata da quella sorgente creasse dei problemi di sostenibilità ambientale riguardo alle acque di superficie. In parole povere: va presa meno acqua. Infatti si preleva mediamente negli ultimi 20 anni 11 milioni di metri cubi di acqua potabile all’anno. L’azienda Gaia era obbligata allo scadere della concessione a presentare uno studio in cui venisse presentato un piano per trovare fonti alternative. Nel progetto di Gaia, per esempio, c’è la creazione di una rete di interconnessioni tra le varie sorgenti del territorio in modo da poter gestire in maniera integrata e “unica” le varie stazioni di prelievo dell’acqua. In più a questo verrà aumentato il prelievo su fonti che sono sottoutilizzate e ne verranno aggiunte altre: come per esempio quelle che si trovano sulle Apuane. Il progetto è già stato presentato in Regione e aspetta la fine di ottobre per ricevere “contestazioni”. Quello che l’amministrazione di Camaiore vuole fare è di inserire nella concessione un obbligo per Gaia: quello di rispettare i termini indicati dal cronoprogramma e, nel corso dei cinque anni, arrivare a un progresso considerevole nella diminuzione del prelievo su Frati.
«Questo è un impegno preciso da parte nostra – spiega Leo – sappiamo anche le difficoltà di Gaia e per questo non prenderemo in considerazione dei brevi ritardi che possono insorgere in maniera naturale quando si parla di cantieri. Tuttavia esigeremo che venga fatto un rapporto sullo stato di avanzamento».
Non solo, ma è allo studio da parte di Camaiore una clausola che vincoli in qualche modo anche la Regione.
«I rischi sulla falda di Frati sono principalmente di natura ambientale – continua – dai test che sono stati fatti negli scorsi anni è stato rilevato che non esiste un concreto rischio idrogeologico sulla zona del prelievo. Tuttavia abbiamo intenzione di chiedere un impegno non solo al gestore ma anche alla Regione in modo che venga monitorata in via precauzionale tutta la zona dove ci sono le sorgenti. Questo, ripeto, non perché esista un rischio reale ma perché il nostro territorio ha una storia delicata e si può dire con una certa sicurezza che è geneticamente predisposto a questo tipo di problemi».
Cesare Bonifazi Martinozzi
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