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Credere in piazza Dante Il motto del nuovo bar Cocò alla stazione

Credere in piazza Dante Il motto del nuovo bar Cocò alla stazione

VIAREGGIO. Il coraggio di crederci. Di ribaltare uno status quo caratterizzato dalla paura a volte tacita e a volte gridata. L’escalation di violenza – la scorsa settimana un marocchino ha ferito un...

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VIAREGGIO. Il coraggio di crederci. Di ribaltare uno status quo caratterizzato dalla paura a volte tacita e a volte gridata. L’escalation di violenza – la scorsa settimana un marocchino ha ferito un connazionale con una bottiglia di vetro – nella zona della stazione ed il clima carico di negatività che si è generato di conseguenza, non ha spaventato Alfonso Pizzano, che ha deciso di rilevare uno dei bar di piazza Dante, quello che sino a pochi mesi fa si chiamava “Orient Express” e che adesso è divenuto “Cocò”.

Ha aperto ufficialmente lunedì ed è la più concreta delle risposte di un imprenditore a quella situazione resa insostenibile dalla continua presenza nell’area della stazione di persone ritenute pericolose per i loro comportamenti e al di fuori dei confini della legalità. Urla, liti, risse, a mani nude o con oggetti contundenti. Di giorno e soprattutto di notte.

«Dobbiamo riappropriarci della città e più nello specifico di questa zona, che un tempo era ambita dai commercianti e godeva di ben altra considerazione», spiega l’imprenditore, che in passato ha gestito l’hotel Burrasca (dal 1996 al 2003), un negozio di abbigliamento in via Garibaldi, oltre ai bar di un paio di stabilimenti balneari della Passeggiata. E che per la conduzione della nuova attività si avvarrà del supporto della famiglia e di altri ragazzi, che svolgeranno vari turni nelle quattordici ore di apertura giornaliera.

«Proporremo colazioni e pranzi di lavoro, vogliamo che questo bar torni ad essere un punto di ritrovo per le tante persone che abitano in piazza Dante e nelle vicinanze ma che alla luce dei tanti episodi di violenza non si erano più fatte vedere».

Un’opera di coinvolgimento che necessiterà di tempo e di impegno, senza che questo provochi alcun genere di titubanza in Pizzano.

«La presenza delle forze dell’ordine può servire, da parte nostra c’è tutto l’impegno nel non voler più subire passivamente una situazione per cui i residenti o chiunque passa dalla stazione debbano avere paura, pure di giorno».

E i rapporti con gli altri esercenti? «Ho riscontrato la massima collaborazione, mi hanno mostrato sostegno e vicinanza. Con altri c’è un evidente distacco. Preferisco la tranquillità di non avere all’interno del locale certi clienti che potrebbero creare problemi. Anche a costo di risultare antipatico».

Un paio di mesi per completare alcune modifiche al locale prima di poter dare ufficialmente il via all’attività.

«Intendo considerarla come un’opportunità per i giovani. Troppo spesso si verificano casi di ragazzi che per carenza di occasioni professionali sono costretti ad andare altrove. Non lo ritengo giusto per i miei figli e per gli altri che faranno parte dello staff».

Gabriele Noli

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