La protesta
Stasera il rito delle baldorie Il falò alla stazione vecchia
di Gabriele Noli
Posticipati di un giorno i festeggiamenti della vigilia dell’8 settembre E la Torre Matilde riaprirà con una mostra lampo dedicata a Menghino
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VIAREGGIO. Una tre giorni per riscoprire una delle tradizioni più identificative della Viareggio che fu: le baldorie. Riproposte al di fuori (pur di poco) rispetto alla data consueta, il 7 settembre. Celebrazioni diluite sui tre giorni e che coincideranno con la riapertura della Torre Matilde (per un solo fine settimana, intanto) a distanza di cinque anni dall’ultima volta.
Il fulcro delle baldorie, rito collettivo di gratitudine alla Madonna per la liberazione dal colera risalente al 1854, sarà largo Franca Taylor, nell’ampio piazzale nei pressi del ponte di Pisa, di fianco al mercato della frutta e alla stazione vecchia. Alle 21, di fronte alla piccola cappella della zona, verrà celebrata una messa che durerà all’incirca tre quarti d’ora. Poi la festa delle baldorie entrerà nel vivo. Grazie anche all’impegno sia di diverse associazioni del territorio, sia di gruppi di cittadini, che in maniera spontanea si impegnano per ravvivare le vie del proprio quartiere, nello specifico gli abitanti di via Guerrazzi, la cui opera di colorata vivacità emerge in tutta la propria allegria nel periodo di Carnevale.
Sarà presente la protezione civile, che fornirà assistenza in caso di necessità, oltre ai volontari dell’associazione “Libeccio”. Verrà inoltre posizionato uno strato di sabbia sopra l’asfalto per non sciuparlo.
Anche sul versante opposto del ponte di Pisa sono previste iniziative per celebrare questa ricorrenza. Non limitate unicamente a stasera, ma durante l’intero fine settimana. La più rilevante, la riapertura al pubblico della Torre Matilde. Nel 2012 fu chiusa, colpa della mancanza di un impianto elettrico non a norma. Da lì in poi il buio. In ogni senso.
Ed invece da oggi sino a domenica (dalle 17 alle 23) uno dei monumenti simbolo della città sarà visitabile – ad ingresso gratuito – merito pure della collaborazione dell’associazione “Terra di Viareggio”.
All’interno della Torre Matilde verranno esposti cinque quadri del pittore e carrista Giovanni Lazzerini, meglio conosciuto come Menghino, gentilmente concessi dalla sorella per l’occasione. Solo per stasera, dalle 19, verranno allestite delle cucine mobili per una cena collettiva a base di cacciucco.
Domenica, la giornata conclusiva, durante l’orario d’apertura della Torre Matilde Fotto Martinelli e Franco Anichini spiegheranno al pubblico le origini proprio delle baldorie e di come venivano vissute nel periodo della loro infanzia.
«Con questa serie di eventi vogliamo valorizzare una delle tradizioni di Viareggio e a questo aggiungiamo l’innovazione», spiega il consigliere comunale David Zappelli, in riferimento allo spostamento delle celebrazioni rispetto alla data originaria delle baldorie. Una scelta orientata verso una maggiore partecipazione (e coinvolgimento) di pubblico.
Il fulcro delle baldorie, rito collettivo di gratitudine alla Madonna per la liberazione dal colera risalente al 1854, sarà largo Franca Taylor, nell’ampio piazzale nei pressi del ponte di Pisa, di fianco al mercato della frutta e alla stazione vecchia. Alle 21, di fronte alla piccola cappella della zona, verrà celebrata una messa che durerà all’incirca tre quarti d’ora. Poi la festa delle baldorie entrerà nel vivo. Grazie anche all’impegno sia di diverse associazioni del territorio, sia di gruppi di cittadini, che in maniera spontanea si impegnano per ravvivare le vie del proprio quartiere, nello specifico gli abitanti di via Guerrazzi, la cui opera di colorata vivacità emerge in tutta la propria allegria nel periodo di Carnevale.
Sarà presente la protezione civile, che fornirà assistenza in caso di necessità, oltre ai volontari dell’associazione “Libeccio”. Verrà inoltre posizionato uno strato di sabbia sopra l’asfalto per non sciuparlo.
Anche sul versante opposto del ponte di Pisa sono previste iniziative per celebrare questa ricorrenza. Non limitate unicamente a stasera, ma durante l’intero fine settimana. La più rilevante, la riapertura al pubblico della Torre Matilde. Nel 2012 fu chiusa, colpa della mancanza di un impianto elettrico non a norma. Da lì in poi il buio. In ogni senso.
Ed invece da oggi sino a domenica (dalle 17 alle 23) uno dei monumenti simbolo della città sarà visitabile – ad ingresso gratuito – merito pure della collaborazione dell’associazione “Terra di Viareggio”.
All’interno della Torre Matilde verranno esposti cinque quadri del pittore e carrista Giovanni Lazzerini, meglio conosciuto come Menghino, gentilmente concessi dalla sorella per l’occasione. Solo per stasera, dalle 19, verranno allestite delle cucine mobili per una cena collettiva a base di cacciucco.
Domenica, la giornata conclusiva, durante l’orario d’apertura della Torre Matilde Fotto Martinelli e Franco Anichini spiegheranno al pubblico le origini proprio delle baldorie e di come venivano vissute nel periodo della loro infanzia.
«Con questa serie di eventi vogliamo valorizzare una delle tradizioni di Viareggio e a questo aggiungiamo l’innovazione», spiega il consigliere comunale David Zappelli, in riferimento allo spostamento delle celebrazioni rispetto alla data originaria delle baldorie. Una scelta orientata verso una maggiore partecipazione (e coinvolgimento) di pubblico.
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