La protesta
Così la Versilia si mette al riparo dagli attentati
di Melania Carnevali
Sono nove i luoghi considerati sensibili su cui i Comuni stanno elaborando un piano
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VIAREGGIO. L’architetto Stefano Boeri, all’indomani dell’arrivo delle prime barriere anti-tir nelle grandi città, lanciò un appello ai sindaci per invitarli a usare querce al posto dei blocchi grigi in calcestruzzo o dei dispositivi di sicurezza in plastica. Bisogna «contrapporre all’istinto di morte di queste belve umane la calma presenza delle piante», disse: rendere le città sicure senza perdere la bellezza. Ed è l’equilibrio che stanno cercando di raggiungere anche i sindaci della Versilia per il piano di sicurezza del territorio. Nove i luoghi considerati sensibili e sui cui verranno messe in campo misure di protezione simili a quelle avviate nei giorni scorsi dal Comune di Camaiore. Sono: la passeggiata e la zona del mercato di Viareggio, la passeggiata e il centro storico di Camaiore, il lungomare di Marina di Pietrasanta e quello di Forte dei Marmi, l’area pedonale di Tonfano, il centro storico di Pietrasanta e quello del Forte.
Il Daesh potrebbe davvero colpire queste zone? Difficile dirlo. Quello che è certo è che anche l’Italia, come confermano da tempo varie fonti di intelligence, è a rischio terrorismo jihadista. E dopo l’ennesimo attentato nel cuore di una città europea, Barcellona, il Viminale ha invitato i sindaci (attraverso una circolare, la terza da giugno, inviata alla prefetture) a rendere più sicure le proprie città, sempre. Non solo quindi in occasione di eventi, come indicato dalla circolare di giugno (post Torino) del capo della polizia, Franco Gabrielli, ma una piano di protezione permanente dei luoghi considerati sensibili. E c’è un presupposto: il terrorismo nero ha cambiato strategia, il Daesh non colpisce obiettivi istituzionali, ma luoghi di aggregazione. Chiese, musei, discoteche, bar, ristoranti. Luoghi affollati o posti sacri. E sono nove, appunto, i luoghi considerati sensibili in Versilia. Zone frequentate da molte persone dove un furgone potrebbe entrare a grande velocità.
Gli uffici tecnici dei Comuni versiliesi, quindi, in collaborazione con i due commissariati locali (Viareggio e Forte dei Marmi) sono al lavoro per elaborare piani di sicurezza rivolti essenzialmente a prevenire attacchi terroristici con veicoli, come accaduto a Nizza, Berlino, Londra, Stoccolma, nella periferia di Parigi e a Barcellona. La filosofia è quella rilanciata da Boeri: città sicure, ma belle. «Anche se non sarà così semplice», ammette l’assessore alla polizia municipale di Viareggio, Maurizio Manzo, che poco prima dell’attentato di Barcellona aveva redatto un piano, Viareggio sicura, che interessava le aree pedonali della passeggiata a mare, di piazza Campioni, di piazza Maria Luisa e del Lungomolo. Il piano era quello di blindare la zona con fioriere, lasciando aperti solo cinque varchi per permettere l’accesso ai mezzi di soccorso. Il Comune di Viareggio partirà da qui ma dovrà comunque– e questo sarà il vero nodo da sciogliere per l’ente – capire come riuscire a rendere sicura l’area del mercato. Utilizzare i pilomat, come farà il Comune di Camaiore nel centro storico (verranno riattivati vecchi i dissuasori elettronici della Ztl), sarebbe la soluzione più efficace (non sono brutti e non occupano spazio), ma non la più abbordabile. Sono troppo costosi. «Bisogna ancora studiare un piano», chiosa l’assessore.
A Pietrasanta il piano per la sicurezza è ancora allo stato embrionale. Per il momento sono state individuate le tre aree considerate sensibili: il lungomare, dove sono situate le discoteche, la zona pedonale del viale Versilia a Tonfano che, da via Gaetano Donizetti, è una linea retta senza interruzioni, e il centro storico, in particolare le vie dello shopping che portano a piazza del Duomo, quindi: via Garibaldi, via XX Settembre, via del Marzocco, e via Mazzini. E infine Forte dei Marmi. Qui, i luoghi sensibili (pista ciclabile e zona pedonale del centro storico) verranno chiuse con fioriere. In alcune zone già ci sono, ma sono troppo distanti una dall’altra: si tratterà quindi di riposizionarle in modo che un veicolo in velocità non possa entrare ma un mezzo di soccorso sì.
Il Daesh potrebbe davvero colpire queste zone? Difficile dirlo. Quello che è certo è che anche l’Italia, come confermano da tempo varie fonti di intelligence, è a rischio terrorismo jihadista. E dopo l’ennesimo attentato nel cuore di una città europea, Barcellona, il Viminale ha invitato i sindaci (attraverso una circolare, la terza da giugno, inviata alla prefetture) a rendere più sicure le proprie città, sempre. Non solo quindi in occasione di eventi, come indicato dalla circolare di giugno (post Torino) del capo della polizia, Franco Gabrielli, ma una piano di protezione permanente dei luoghi considerati sensibili. E c’è un presupposto: il terrorismo nero ha cambiato strategia, il Daesh non colpisce obiettivi istituzionali, ma luoghi di aggregazione. Chiese, musei, discoteche, bar, ristoranti. Luoghi affollati o posti sacri. E sono nove, appunto, i luoghi considerati sensibili in Versilia. Zone frequentate da molte persone dove un furgone potrebbe entrare a grande velocità.
Gli uffici tecnici dei Comuni versiliesi, quindi, in collaborazione con i due commissariati locali (Viareggio e Forte dei Marmi) sono al lavoro per elaborare piani di sicurezza rivolti essenzialmente a prevenire attacchi terroristici con veicoli, come accaduto a Nizza, Berlino, Londra, Stoccolma, nella periferia di Parigi e a Barcellona. La filosofia è quella rilanciata da Boeri: città sicure, ma belle. «Anche se non sarà così semplice», ammette l’assessore alla polizia municipale di Viareggio, Maurizio Manzo, che poco prima dell’attentato di Barcellona aveva redatto un piano, Viareggio sicura, che interessava le aree pedonali della passeggiata a mare, di piazza Campioni, di piazza Maria Luisa e del Lungomolo. Il piano era quello di blindare la zona con fioriere, lasciando aperti solo cinque varchi per permettere l’accesso ai mezzi di soccorso. Il Comune di Viareggio partirà da qui ma dovrà comunque– e questo sarà il vero nodo da sciogliere per l’ente – capire come riuscire a rendere sicura l’area del mercato. Utilizzare i pilomat, come farà il Comune di Camaiore nel centro storico (verranno riattivati vecchi i dissuasori elettronici della Ztl), sarebbe la soluzione più efficace (non sono brutti e non occupano spazio), ma non la più abbordabile. Sono troppo costosi. «Bisogna ancora studiare un piano», chiosa l’assessore.
A Pietrasanta il piano per la sicurezza è ancora allo stato embrionale. Per il momento sono state individuate le tre aree considerate sensibili: il lungomare, dove sono situate le discoteche, la zona pedonale del viale Versilia a Tonfano che, da via Gaetano Donizetti, è una linea retta senza interruzioni, e il centro storico, in particolare le vie dello shopping che portano a piazza del Duomo, quindi: via Garibaldi, via XX Settembre, via del Marzocco, e via Mazzini. E infine Forte dei Marmi. Qui, i luoghi sensibili (pista ciclabile e zona pedonale del centro storico) verranno chiuse con fioriere. In alcune zone già ci sono, ma sono troppo distanti una dall’altra: si tratterà quindi di riposizionarle in modo che un veicolo in velocità non possa entrare ma un mezzo di soccorso sì.
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